Spese pazze, non solo Rixi: sospesi sei sindaci, Rosso lascia il consiglio regionale

di Fabio Canessa

Interdizione dai pubblici uffici solo con condanna definitiva, ma scatta la legge Severino per peculato

Spese pazze, non solo Rixi: sospesi sei sindaci, Rosso lascia il consiglio regionale

La sentenza del processo 'spese pazze' che ha portato alle dimissioni del viceministro Rixi inguaia altri politici tuttora in carica in Liguria per effetto dell'applicazione della legge Severino. Delle 19 condanne pronunciate, tutte superiori ai due anni per cui scatta la Severino, su 22 imputati, sei riguardano amministratori in carica che saranno sospesi.

Sono il consigliere regionale e capogruppo di FdI Matteo Rosso (3 anni 2 mesi e 15 giorni); i sindaci di Zoagli Franco Rocca (FI 2 anni e 1 mese), di Cogorno Gino Garibaldi (FI 2 anni e 10 mesi), di Alassio Marco Melgrati (FI 2 anni, 11 mesi e 15 giorni), di Cicagna Marco Limoncini (ex Udc, tre anni), e l'assessore di Arenzano Matteo Rossi (ex Sel 2 anni, 2 mesi e 15 giorni). Tutti erano in Consiglio regionale tra il 2010 e il 2012, periodo su cui ha indagato la Guardia di finanza e per tutti è stata anche comminata l'interdizione dai pubblici uffici.

Tra questi, era appena eletto sindaco Gino Garibaldi a Cogorno. "Sono amareggiato, non me lo aspettavo. Mi sembra tutto assurdo. Non ho mai preso soldi in anticipo, ho sempre presentato delle richieste per i rimborsi delle spese che sono state regolarmente accolte. Il Comune andrà avanti comunque, c'è un vicesindaco pronto a guidare l' amministrazione".

A Garibaldi è stata inflitta una pena di 2 anni e 10 mesi. Ha avuto appena il tempo di festeggiare l'elezione a sindaco domenica: "Il Comune va avanti, la vicesindaco Enrica Sommariva è una valida garanzia per la città", dice Garibaldi. Sommariva è stata sindaco fino a lunedì con la delega agli affari generali: "La mia vittoria è stata frutto del buon governo di quella amministrazione" ha aggiunto. Ieri sera è stata varata la nuova Giunta.

Sospeso anche il sindaco di Alassio, l'ax consigliere di Forza Italia Marco Melgrati. "Questa è una sentenza politica. Se davvero avessi rubato 3800 euro alla Regione Liguria sarei un cog...ne". Per la Legge Severino sarà sospeso dalla carica di sindaco di Alassio per 18 mesi in attesa del ricorso. Lo sostituirà temporaneamente il vice Angelo Galtieri. Qualora la Corte d'Appello dovesse confermare la condanna la sospensione sarebbe da quel momento di 12 mesi; la conferma della Cassazione farebbe definitivamente decadere Melgrati e l'intera giunta comunale.

Melgrati è stato eletto sindaco nella primavera scorsa e il mandato amministrativo scade nel 2023. "Chiederemo la sospensiva al Tar - annuncia - in casi analoghi è stata concessa. Se ho capito bene la sentenza sono stato condannato in quanto capogruppo ma so di aver agito legalmente. Il dolo non è stato dimostrato, le bottiglie che regalavo andavano a figure istituzionali e forze dell'ordine. Verità e giustizia emergeranno".

Come Rixi si è dimesso anche il consigliere regionale Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione, che sarebbe andato incontro a sospensione per gli effetti della Legge Severino: "Oggi sono terribilmente avvilito e umiliato. Ho ricevuto, seppure in primo grado, una condanna di una pesantezza notevole per fatti di 8 e 9 anni fa che non mi sembravano così 'gravi' ma non esprimo giudizi come non ho mai fatto - commenta su Facebook - Mi mancherà tanto non poter più essere tra i nostri malati e i nostri operatori sanitari con un ruolo istituzionale per aiutarli, mi mancherà tanto non poter essere di aiuto alle persone più sole e più tristi per aiutarle con proposte concrete e mi mancherà tanto non poter fare le battaglie per i valori in cui credo. Mi mancherete tutti e grazie davvero per tutto il sostegno che mi avete dato in questi anni".

Nel giro di alcune settimane tutti verranno sospesi per 18 mesi e sostituiti dai primi dei non eletti con la cosiddetta sostituzione temporanea che qualora la sentenza fosse confermata in Appello porterebbe ad una sostituzione ulteriore di 12 mesi se nel frattempo non fossero avvenute nuove elezioni. Con sentenza definitiva di condanna in Cassazione, invece, le giunte decadrebbero.

Il momento della 'consumazione del reato', ovvero il peculato, ha coinciso con l'approvazione del rendiconto: circostanza, questa, che per i giudici del tribunale di Genova che oggi hanno condannato per le Spese pazze in Liguria l'ex viceministro Edoardo Rixi e altri 18 tra ex consiglieri regionali, sindaci e amministratori liguri, ha fatto scattare l'applicazione della Legge Severino (la legge 6 novembre 2012), con l'aumento del minimo della pena e la sospensione delle cariche amministrative.

La sentenza di primo grado pronunciata oggi del tribunale di Genova è stata una sentenza particolarmente complessa in punto di diritto che ha chiuso un processo durato oltre 70 udienze basato su centinaia e centinaia di carte e documenti. Tra i punti che sono stati sottolineati all'esito della sentenza proprio quello che riguarda l'individuazione del 'momento' in cui si è consumato il reato di peculato, relativamente all'applicazione della cosiddetta Legge Severino.

Il giudice ha a lungo discusso se il momento della 'consumazione del reato' abbia coinciso con quello in cui la spesa non pertinente è stata sostenuta (nel qual caso vi sarebbero tanti reati quante sono le spese) oppure col momento in cui la spesa è stata messa a rendiconto e il rendiconto è stato approvato. Secondo quanto emerge dal dispositivo, il giudice ha adottato questa seconda soluzione. L'approvazione del rendiconto è avvenuto nell'anno successivo, il 2013, a quello in cui le spese sono state sostenute, il 2012. Effetto inevitabile di questa interpretazione è l'adozione della legge Severino.