Sistema portuale sardo, la vetrina di Rotterdam apre nuove rotte ai traffici internazionali
di Redazione
Il Sistema portuale della Sardegna rafforza la propria presenza sui mercati internazionali e punta a intercettare nuove opportunità nel settore della logistica specializzata e dei grandi traffici marittimi.
Dal 16 al 18 giugno, l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna ha preso parte per la prima volta alla Breakbulk Europe 2026 di Rotterdam, il principale appuntamento mondiale dedicato al trasporto di carichi eccezionali, merci fuori sagoma e project cargo. A rappresentare l’Ente sono stati il Segretario Generale Alessandro Becce e la responsabile Marketing Valeria Mangiarotti.
La partecipazione alla manifestazione, ospitata nello spazio espositivo di Assoporti, si è inserita in una strategia volta a promuovere l’integrazione tra porti, territorio e sistema produttivo regionale. Un percorso condiviso con i Consorzi Industriali della Sardegna e con l’Assessorato regionale all’Industria, finalizzato a presentare l’Isola come una piattaforma logistica e industriale competitiva a livello internazionale.
Nel corso della fiera si sono susseguiti numerosi incontri con operatori della logistica globale, stakeholder e rappresentanti di importanti realtà del settore, tra cui DP World e Baggio Group – Multimodal Logistics. Particolare interesse è emerso anche da parte di compagnie armatoriali intenzionate a valutare l’inserimento della Sardegna in nuove rotte commerciali tra Estremo Oriente e Africa, individuando l’Isola come possibile hub per la movimentazione di grandi componenti destinati a nuovi insediamenti industriali europei.
L’evento ha rappresentato un’importante occasione per illustrare i punti di forza del network portuale sardo e le prospettive di crescita connesse ai poli industriali presenti sul territorio. Tra i comparti maggiormente valorizzati figura quello delle strutture offshore e dei manufatti ad alta complessità tecnologica, settore nel quale le aree retroportuali di Cagliari e Arbatax vantano competenze produttive riconosciute a livello internazionale.
Si tratta di un segmento strategico che può generare significative ricadute economiche e occupazionali, grazie alla richiesta di professionalità altamente qualificate, infrastrutture dedicate e sistemi logistici avanzati.
Durante la manifestazione è stato promosso un modello di sviluppo basato su una rete di poli specializzati distribuiti in tutta la Sardegna. Cagliari è stata presentata come nodo di riferimento per stoccaggio e intermodalità; Oristano per i fondali profondi e gli ampi spazi operativi; Portovesme per il suo tessuto industriale in trasformazione; Porto Torres per le future aree produttive e la prevista piattaforma logistica; Olbia per il ruolo crescente della cantieristica nautica; Arbatax per la specializzazione nella produzione di jacket destinati ai mercati internazionali.
A rendere particolarmente attrattiva l’offerta sarda contribuiscono la posizione strategica lungo le principali rotte del Mediterraneo, la disponibilità immediata di aree industriali e operative e la presenza di strumenti di incentivazione e agevolazione, tra cui ZES, Zona Franca Doganale e contratti di sviluppo.
Elementi che assumono un valore ancora maggiore nell’attuale fase di riorganizzazione delle catene logistiche globali, caratterizzata dal progressivo riavvicinamento di alcune produzioni ai mercati europei e dalle prospettive legate all’entrata a pieno regime del corridoio IMEC.
“Breakbulk Europe rappresenta una tappa significativa nel percorso di internazionalizzazione del Sistema portuale sardo”, ha dichiarato il presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna, Domenico Bagalà. “La collaborazione con i Consorzi industriali e con l’Assessorato regionale all’Industria consente di proporre la Sardegna come un sistema integrato porto-territorio, capace di offrire soluzioni coordinate e valorizzare le peculiarità di ogni scalo. La disponibilità di strumenti chiari per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo industriale costituisce un fattore determinante per richiamare operatori internazionali e sostenere una crescita economica stabile e qualificata”.
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