Sicurezza alla guida, Simfer: "Non conta l’età, ma la capacità reale della persona"

di R.S.

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La Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa chiede valutazioni individuali e scientificamente validate, evitando limitazioni generalizzate su età o diagnosi

Sicurezza alla guida, Simfer: "Non conta l’età, ma la capacità reale della persona"

La sicurezza alla guida non dovrebbe essere tutelata attraverso divieti generalizzati legati all’età o alla presenza di una patologia, ma attraverso una valutazione individuale delle reali capacità funzionali della persona. È la posizione della Simfer – Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, intervenuta nel dibattito sulle ipotesi di modifica delle regole per i conducenti più anziani.

«Non chiediamo meno sicurezza, ma una sicurezza più intelligente», sottolinea il presidente Simfer Giovanni Iolascon, secondo cui l’idoneità alla guida deve essere stabilita attraverso valutazioni rigorose e scientificamente fondate, senza identificare automaticamente età o diagnosi con l’incapacità di guidare.

Per la Medicina Riabilitativa, due persone della stessa età o con la medesima patologia possono avere capacità molto diverse. La valutazione deve quindi considerare funzioni motorie, cognitive, visive e sensoriali, oltre alla capacità di tradurle concretamente in una prestazione complessa come la guida.

La Simfer ritiene possibile rendere più rigorosi i controlli sull’idoneità psicofisica, ma attraverso un sistema in grado di individuare le effettive compromissioni senza penalizzare chi, anche in età avanzata o con una patologia, mantiene adeguate capacità di guida.

Il ritorno alla guida può rappresentare un importante obiettivo riabilitativo, perché significa spesso recuperare autonomia, relazioni e partecipazione sociale. La Medicina Riabilitativa può intervenire nella valutazione delle capacità e nei percorsi di riadattamento e rieducazione alla guida.

Anche simulatori, strumenti di valutazione cognitiva e funzionale e sistemi basati sull’intelligenza artificiale possono contribuire a rendere le verifiche più oggettive e standardizzate, purché validati scientificamente. «La tecnologia non deve sostituire il giudizio clinico», precisa Iolascon, «ma può renderlo più accurato e trasparente».

La Simfer richiama inoltre l’attenzione sul rapporto tra responsabilità dei medici, privacy e sicurezza collettiva, chiedendo di approfondire percorsi specifici di rivalutazione dell’idoneità alla guida dopo percorsi riabilitativi complessi, ad esempio in caso di cerebrolesioni o mielolesioni.

La Società scientifica propone infine di lavorare su tre direttrici: individualizzazione, appropriatezza clinica e standardizzazione delle valutazioni, mettendo a disposizione delle istituzioni le competenze della Medicina Fisica e Riabilitativa.

Il tema sarà approfondito anche al 54° Congresso Nazionale SIMFER, in programma a Torino. L’obiettivo indicato dalla Società è conciliare sicurezza stradale, diritto alla mobilità e partecipazione sociale, valutando ogni persona sulla base delle sue effettive capacità.

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