Porto Trieste, Amirante a Moving Adria: lavoriamo per unico spazio logistico
di R.S.
Nel suo intervento l'assessore ha sottolineato l’importanza strategica della logistica adriatica per la competitività dell’intera Europa
“La logistica del futuro sarà sempre più digitale, automatizzata e interconnessa: per questo la sfida non riguarda soltanto quanti chilometri di ferrovia realizzeremo o quanti container movimenteremo, ma la nostra capacità di costruire un ecosistema logistico adriatico moderno, sicuro e competitivo, affinché l’intero Adriatico diventi una delle principali porte logistiche d’Europa”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio del Friuli Venezia Giulia, Cristina Amirante, intervenuta a nome del governatore Massimiliano Fedriga in apertura del convegno “Moving Adria. Navigating the Future of Adriatic Logistics”, in corso ad Opatija-Abbazia, in Croazia.
Nel suo intervento Amirante ha sottolineato l’importanza strategica della logistica adriatica per la competitività dell’intera Europa.
“Ritengo che la competizione del futuro non sarà Trieste contro Koper-Capodistria o Rijeka-Fiume, né un porto nazionale contro quello del Paese vicino. La vera competizione sarà tra sistemi logistici integrati. Ed è qui che l’Adriatico può compiere un salto di qualità. Dobbiamo essere capaci – è stato l’auspicio espresso da Amirante – di costruire una rete nella quale i porti possano specializzarsi, collaborare e aumentare complessivamente la capacità dell’Alto Adriatico di intercettare i flussi globali. Perché il nostro vero concorrente non si trova necessariamente a poche decine di chilometri da noi. La competizione si svolge su scala continentale e globale e dobbiamo guardare
contemporaneamente a più direttrici.”
Come sottolineato dall’esponente della Giunta, le recenti crisi geopolitiche nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz, unitamente
alla ridefinizione delle catene globali di approvvigionamento, hanno dimostrato che la logistica è ormai un fattore strategico di primo piano. In questo contesto, l’Alto Adriatico si conferma la porta marittima naturale verso il cuore produttivo dell’Europa centro-orientale, servendo mercati chiave come Austria, Germania meridionale, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria.
In tale quadro, il Friuli Venezia Giulia si propone come piattaforma logistica di riferimento grazie all’integrazione tra i porti di Trieste e Monfalcone, Porto Nogaro e la rete degli interporti di Trieste, Gorizia, Cervignano e Pordenone. Per rafforzare questo ruolo di cerniera tra il Mediterraneo e la Mitteleuropa, la Regione sta promuovendo mirati investimenti infrastrutturali, tra cui il potenziamento del Nodo ferroviario di Udine lungo l’asse verso Tarvisio, lo sviluppo dei collegamenti ferroviari tra scali e interporti e l’ampliamento autostradale con la terza corsia tra Palmanova e Trieste.
Per garantire la sicurezza economica europea di fronte alle trasformazioni delle rotte internazionali – dal canale di Suez al Middle Corridor fino al corridoio IMEC -, la strategia regionale punta sul principio della “ridondanza”, ossia sulla moltiplicazione delle connessioni e della capacità intermodale.
La condizione storica e geografica del Friuli Venezia Giulia come terra di confine si trasforma così in una concreta opportunità di connessione con i partner italiani, croati, sloveni, austriaci ed europei.
Alla prima giornata del convegno internazionale sono intervenuti relatori ed esponenti del settore infrastrutturale e logistico,tra cui Nina Perko, direttrice dell’Amministrazione Marittima presso il Ministero del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture croato; Gerhard Schlattl, direttore di Advantage Austria; Boris Sucic del Centro per l’efficienza energetica dell’Istituto Jožef Stefan; Denis Vukorepa, direttore
dell’Autorità portuale di Fiume.
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