Sestri Levante, Antonia Liskova tra diversità, cinema in crisi e nuovi progetti: “Serve più apertura culturale”
di Carlotta Nicoletti
Inclusione, difficoltà del cinema italiano e futuro del settore: “Non possiamo restare fermi, bisogna reagire”
La diversità come valore irrinunciabile, le difficoltà del cinema italiano e la necessità di reagire alla crisi culturale: Antonia Liskova, ospite al Riviera Film Festival di Sestri Levante, affronta con chiarezza temi sociali e professionali, tra impegno civile e nuovi progetti cinematografici.
Diversità – L’attrice pone al centro del suo intervento il tema dell’inclusione. “Quando si parla di diversità lo faccio con orgoglio”, spiega, sottolineando come il cinema debba raccontare tutte le realtà, anche quelle più scomode. Ma non ovunque è possibile: “Ci sono paesi dove certi temi non sono solo tabù, ma vietati. Non se ne può parlare, ed è molto triste”.
Liguria – Accolta a Sestri Levante, Liskova racconta un’esperienza positiva tra pubblico e territorio. “È un posto meraviglioso, accogliente, si mangia benissimo e si respira vero cinema”, afferma, apprezzando un festival in cui al centro ci sono film e confronto, più che la dimensione mondana.
Cinema – Sul futuro del settore, anche prendendo in considerazione il recente discorso fatto dalla collega Matilde De Angelis sul palco dei David di Donatello sull'impoverimento culturale che sta attraversando l'Italia, l’attrice riconosce le difficoltà ma invita a non cedere al pessimismo. “Sì, c’è una crisi e ci sono meno risorse, ma è tutto il mondo a essere in difficoltà”. Per questo, aggiunge, “non mi focalizzerei sul dire che tutto è impoverito: bisogna trovare soluzioni e continuare a lavorare, anche con budget diversi”. La posizione è prudente: “Il mondo sta vivendo una crisi più ampia, non solo il cinema. La cultura ne risente, ma non possiamo fermarci: dobbiamo continuare a creare”.
Progetti – Tra le novità in arrivo c’è il film Il mio nemico immaginario, previsto per dicembre. “Non è un film pretenzioso, vuole far riflettere e divertire”, racconta, definendolo un racconto leggero ma capace di lasciare un messaggio.
Ruoli – Guardando alla carriera, Liskova ricorda con affetto un ruolo particolare: quello di un personaggio maschile interpretato in passato. “Da bambina ero un maschiaccio e ho sempre avuto questo desiderio”, spiega. “Interpretarlo è stato come chiudere un cerchio”.
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