FameLab Genova 2026, due ricercatrici dell’IIT conquistano la finale nazionale

di R.S.

2 min, 52 sec

Il vincitore italiano gareggerà con i vincitori degli altri Paesi per contendersi il titolo internazionale

FameLab Genova 2026, due ricercatrici dell’IIT conquistano la finale nazionale

Letizia Sarchini, ricercatrice presso Istituto Italiano di Tecnologia in collaborazione con il Politecnico di Milano, e Giuliana Orlandini, ricercatrice presso l'Istituto Italiano di Tecnologia, sono le vincitrici della selezione genovese di FameLab, la competizione di divulgazione scientifica internazionale.

L'evento finale si è svolto ieri sera giovedì 7 maggio, al teatro del centro storico genovese La Claque e ha visto affrontarsi giovani ricercatori e ricercatrici che dovevano presentare un argomento in modo chiaro e coinvolgente in soli 3 minuti, senza l'ausilio di immagini o video, ma potendosi aiutare solo con piccoli oggetti, sfruttando tutto il proprio talento comunicativo per trasmettere il fascino della scienza e della ricerca.

I partecipanti sono stati valutati da una giuria tecnica, appartenente al panorama scientifico e culturale: Milena Arciniegas, responsabile del laboratorio Automated Nanomaterials Engineering presso l'Istituto Italiano di Tecnologia; Elisa Costa, ricercatrice presso l'Istituto per lo studio degli Impatti Antropici e Sostenibilità in ambiente marino del CNR (CNR-IAS); Marco Rinaldi, artista poliedrico, membro del duo Soggetti Smarriti e fondatore del collettivo Bruciabaracche; Micaela Rossi, Professoressa Ordinaria di Lingua e traduzione francese presso il Dipartimento di Lingue e culture moderne dell'Università di Genova e Preside della Scuola di scienze umanistiche; Mauro Taiuti, Direttore della Sezione Istituto Nazionale Fisica Nucleare (INFN) di Genova e Professore Ordinario di Fisica Nucleare presso l'Università di Genova.

Dato l'alto livello di preparazione di tutti i partecipanti, la giuria ha avuto molta difficoltà a scegliere i primi due classificati. Alla fine, Letizia Sarchini si è guadagnata il primo posto della giuria con il suo intervento "E se l'elettronica si potesse mangiare?" mentre Giuliana Orlandini ha ottenuto il secondo posto della giuria grazie al suo intervento dal titolo "Sonde magnetiche in missione anti-cancro".

Le due vincitrici della selezione locale accederanno a una masterclass di divulgazione scientifica e alla finale nazionale prevista a Perugia per ottobre. Saranno quindi Letizia e Giuliana a rappresentare Genova durante l'ultima fase italiana di FameLab, dove si confronteranno i finalisti delle altre 4 città che hanno partecipato al contest: Bari, Cosenza, Ferrara, Trieste.

Infine, il vincitore italiano gareggerà con i vincitori degli altri Paesi per contendersi il titolo internazionale.

L’edizione 2026 di FameLab Genova è stata coordinata dall’Università di Genova in collaborazione con numerosi enti scientifici e culturali del territorio, tra cui il Consiglio nazionale delle ricerche, l’Istituto Italiano di Tecnologia, l’Istituto nazionale di fisica nucleare – sezione di Genova, il Festival della Scienza, l’Acquario di Genova, la Biblioteca Universitaria, ADI Genova, Scientificast e UniGe Radio.

Chi sono le finaliste di FameLab Genova?

Letizia Sarchini: Dottoranda in Fisica presso l'Istituto Italiano di Tecnologia, dove svolge ricerca nel campo dell'elettronica edibile nel laboratorio Printed and Molecular Electronics coordinato da Mario Caironi, in collaborazione con il Politecnico di Milano. Il suo lavoro si concentra sullo sviluppo di sensori realizzati con materiali edibili, con applicazioni nel monitoraggio gastrointestinale, in particolare si occupa di sviluppare un sensore di pH edibile.

Giuliana Orlandini: Ingegnera biomedica, dottoranda all'IIT presso il laboratorio Nanomaterials for Biomedical Applications coordinato da Teresa Pellegrino e orgogliosa "gattara". Giuliana Orlandini usa nanoparticelle magnetiche per curare i tumori e proteggere i pazienti immunodepressi. Tra un esperimento e un'escursione nella natura, Giuliana persegue una missione: abbattere le mura del laboratorio. È convinta che la divulgazione sia il ponte necessario per trasformare la ricerca in consapevolezza e la prevenzione in una scelta condivisa da tutti.

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