Scuole, settimana di scioperi e agitazioni

di R.C.

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Scuole, settimana di scioperi e agitazioni

Una settimana che si preannuncia tutt’altro che regolare per le scuole genovesi, già segnata dalla chiusura straordinaria prevista venerdì per l’arrivo degli alpini. A complicare ulteriormente il quadro interviene una serie di scioperi del personale scolastico, affiancata dal consueto boicottaggio delle prove Invalsi nelle scuole primarie.

Il calendario delle proteste si concentra soprattutto tra mercoledì 6 e giovedì 7 maggio. I Cobas hanno proclamato due giornate di astensione dal lavoro, ribadendo le critiche alle Invalsi, chiedendo aumenti salariali, la stabilizzazione dei precari e opponendosi alla riforma degli istituti tecnici. Alla mobilitazione si aggiunge, per la sola giornata di mercoledì, lo sciopero delle sigle autonome Sgb e Cub Sur, rivolto esclusivamente agli insegnanti delle elementari impegnati nelle prove standardizzate.

Sempre nelle stesse giornate si inserisce anche l’iniziativa del sindacato Usb, che unisce la protesta del personale a quella degli studenti. Al centro delle rivendicazioni ci sono il rinnovo contrattuale giudicato insufficiente, i tagli all’inclusione, le modifiche ai licei e il rifiuto di ogni ipotesi di leva militare. È previsto un corteo studentesco con partenza alle 9 da piazza De Ferrari, destinato a svilupparsi lungo le principali arterie cittadine.

Giovedì sarà la giornata più delicata anche sul fronte della mobilità urbana. Oltre al corteo, è in programma un presidio della Cgil davanti alla prefettura in largo Lanfranco. La Flc Cgil ha infatti indetto uno sciopero mirato al personale degli istituti tecnici, contestando una riforma che, secondo il sindacato, rischia di ridurre la qualità della formazione e di subordinare i percorsi scolastici alle esigenze delle imprese locali.

Tra manifestazioni, cantieri già attivi e l’afflusso legato all’evento degli alpini, la viabilità cittadina potrebbe subire forti disagi. Sul piano didattico, invece, emerge una criticità concreta: per alcuni studenti delle scuole superiori la settimana potrebbe tradursi in tre giorni di lezioni persi su cinque, con inevitabili ripercussioni sull’organizzazione scolastica.

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