Amt, nessun rincaro all'orizzonte su biglietti e abbonamenti per il 2027

di Claudio Baffico

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Amt, nessun rincaro all'orizzonte su biglietti e abbonamenti per il 2027

Per il momento, nessun aumento delle tariffe nel trasporto pubblico gestito da Amt. Il nuovo piano di risanamento, ormai giunto alla sua versione definitiva, non includerà rincari per il 2027 né sul biglietto ordinario né sugli abbonamenti. Tuttavia, resta aperta la possibilità di interventi futuri: tutto dipenderà dall’andamento dei ricavi da titoli di viaggio nel 2026. Se le entrate dovessero risultare inferiori alle previsioni iniziali (stimate in circa 9-10 milioni in più), si potrebbe valutare un adeguamento delle tariffe per mantenere l’equilibrio finanziario.

Il documento sarà esaminato dal consiglio di amministrazione e, successivamente, dovrà ottenere una serie di approvazioni istituzionali: prima dalla giunta, poi dal consiglio comunale e da quello metropolitano, fino all’assemblea dei soci prevista per il 14 maggio, insieme al via libera al bilancio consuntivo 2024. Nel frattempo, è già stata fissata al 12 maggio la votazione in consiglio regionale sulla legge che dovrebbe garantire fondi straordinari all’azienda.

Rispetto alle versioni precedenti del piano, cambia dunque l’impostazione sulle tariffe: era stato ipotizzato un aumento del biglietto da 2 a 2,20 euro e un raddoppio dell’abbonamento agevolato per over 70 (da 120 a 240 euro), ma queste misure sono state accantonate, almeno per ora. Resta però centrale la raccomandazione di un monitoraggio costante dei ricavi, così da intervenire tempestivamente in caso di squilibri.

Un altro punto in evoluzione riguarda la gestione del debito. Inizialmente si prevedeva una restituzione integrale ai creditori nell’arco di cinque anni; ora prende corpo l’ipotesi di una restituzione parziale, da completare entro i primi mesi del 2027. Non è ancora chiaro in quale misura né se la proposta incontrerà il consenso della maggioranza dei creditori.

Parallelamente, prosegue il confronto istituzionale. La Regione ha illustrato ai sindacati un disegno di legge che prevede 110 milioni di euro per sostenere la gestione della crisi, a cui si aggiungono ulteriori risorse per linee specifiche e prepensionamenti. È stata inoltre confermata una quota di 40 milioni destinata agli investimenti, vincolata però alla presentazione del piano industriale e all’approvazione del tribunale. Non mancano le tensioni politiche: alcune forze di opposizione criticano l’intervento, definendolo il costo di scelte amministrative sbagliate.

Sul fronte della ricapitalizzazione, l’operazione complessiva per il 2026 raggiungerà i 70,4 milioni di euro. Una parte rilevante arriverà indirettamente dalla Regione tramite il Comune, che utilizzerà questi fondi per rafforzare il capitale sociale di Amt. Il meccanismo prevede il trasferimento di risorse destinate inizialmente agli investimenti: l’azienda acquisterà infatti il deposito della metropolitana, attualmente di proprietà comunale.

L’aumento di capitale in denaro ammonterà a 51,5 milioni, grazie anche a fondi già accantonati e al contributo della Città metropolitana. A questi si aggiunge un ulteriore intervento contabile: il Comune rinuncerà a crediti per circa 18,9 milioni, tra affitti arretrati e parte del valore dell’immobile, trasformandoli in capitale sociale. Una manovra complessa che punta a ridurre il peso dei debiti e a stabilizzare la situazione finanziaria dell’azienda nel medio periodo.

 

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