Savona, liberata dalla Guardia Costiera nave straniera "detenuta" in porto

di Stefano Rissetto

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La portarinfuse era stata fermata dopo l'accertamento di una serie di irregolarità

Savona, liberata dalla Guardia Costiera nave straniera "detenuta" in porto

Oggi a Savona, dopo quattro giorni di "detenzione", è stato liberato il cargo battente bandiera straniera detenuto martedì scorso nel porto di Savona dal Nucleo PSC, Port State Control, della Capitaneria di porto– Guardia Costiera di Savona.

La nave, una portarinfuse arrivata nel porto di Savona per effettuare operazioni commerciali di caricazione di cellullosa in “big bag”, era stata ispezionata dai militari specializzati nella giornata di martedì scorso, ispezione che ha fatto emergere gravi e numerose violazioni normative, in particolare per quanto attiene l’efficienza e la prontezza delle dotazioni antincendio, la preparazione dell’equipaggio e l’aggiornamento della cartografia nautica di bordo. A seguito di ciò, in ossequio alle disposizioni previste dall'accordo internazionale sui controlli per la sicurezza della navigazione, noto come Paris MoU (Memorandum of Understanding di Parigi del 1988), la nave ha dovuto ripristinare le piene condizioni di sicurezza ponendo in essere i correttivi del caso per rettificare tutte le criticità rilevate, nonché un’attenta verifica da parte dell’Autorità di bandiera Panamense e del registro di classificazione.

Solo al termine dell’iter descritto, la nave è stata ispezionata dal Nucleo PSC di Savona e “rilasciata dal provvedimento di fermo” e conseguentemente autorizzata a lasciare, in sicurezza, il porto Savonese.

La “detenzione” della nave è una misura eccezionale, ma talvolta necessaria, per assicurare la salvaguardia della vita umana in mare nonché la sicurezza della navigazione e dell'ambiente marino. Tale provvedimento, oltre a procurare delle evidenti perdite economiche, determina delle conseguenze negative per l'Armatore e per la Società di gestione della nave non solo nell’immediato ma anche nel lungo periodo, in quanto il provvedimento detentivo rimane un evento “indelebile” nella vita operativa dell’unità navale e soprattutto resta visibile in uno specifico “database” a cui possono accedere gli ispettori PSC dei paesi partecipanti al Memorandum of Understanding di Parigi del 1988.

Dall’inizio dell’anno sono quattro le navi detenute a seguito della costante attività ispettiva condotta dal team di Port State Control della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera a bordo delle unità navali rivolta a salvaguardare la sicurezza della navigazione, l’ambiente e la vita umana in mare.

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