Sanità, Bertocchi (Cisl): "Applicando il Decreto Calabria subito 10% di fondi in più alle aziende sanitarie"

di Marco Innocenti

"Garantirebbe un po' d'ossigeno in un momento di crisi: diversi reparti covid non percepiscono l'indennità prevista per i reparti di malattie infettive"

Sanità, Bertocchi (Cisl): "Applicando il Decreto Calabria subito 10% di fondi in più alle aziende sanitarie"

"Chiediamo l’applicazione del Decreto Calabria, opzione che sembrava sino a poco tempo fa non essere nelle intenzioni del gruppo dirigente della sanità ligure". E' l'appello rivolto da Cisl FP Liguria a Francesco Quaglia, direttore del dipartimento Salute e Servizi Sociali, attraverso una nota. "Il Decreto Calabria, che pareva inizialmente inviso ai responsabili di tutti i Servizi Sanitari Regionali d’Italia – non ultimi quelli liguri – ha invece sempre rappresentato per noi un’opzione assolutamente spendibile, perché consentirebbe l’aumento dei fondi delle aziende sanitarie del 10%".

"Si tratta di oltre un milione di euro a favore di tutto il personale sanitario ligure - spiegano nella nota il segretario generale CISL FP Liguria Gabriele Bertocchi e il membro della segreteria regionale Andrea Manfredi - Vista la scelta adottata in alcune realtà regionali e data la notizia ufficiosa dell’apertura da parte del Ministero Economia e Finanza all’applicazione di questo strumento, abbiamo fortemente insistito perché anche la Liguria dia il via a questa opportunità, che concederebbe a tutti i servizi sanitari della regione un po’ di ossigeno in un momento di crisi dei fondi economici divenuto assolutamente insostenibile".

"Ricordiamo che in ordine al contenimento di tali fondi - proseguono Bertocchi e Manfredi - molti degli istituti contrattualmente previsti sono ridotti alla quota minimale, se non addirittura negati. Basti pensare che diversi reparti covid del territorio non percepiscono l’indennità prevista per i reparti di malattie infettive, perché non riportano ufficialmente tale specifica dicitura nella denominazione. Il lavoro straordinario, le prestazioni aggiuntive e le attivazioni delle pronte disponibilità con le quali i servizi sanitari sono stati garantiti, hanno squassato la maggior parte dei fondi economici delle varie aziende, privando di fatto i dipendenti di alcuni emolumenti a cui avrebbero moralmente avuto diritto. Abbiamo quindi chiesto che la Regione provveda a dar piede a questo percorso al più presto, nella speranza che la cifra che ne deriverà, possa contribuire a mitigare la grave crisi a cui meritoriamente tutto il personale sta faticosamente facendo fronte ormai da più di due anni”.