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Sampdoria, Ranieri scettico sulla ripresa del campionato: "L'Italia sembra in guerra"

di Maria Grazia Barile

"Il virus può dare problemi al cuore, ci vorranno visite approfondite"

Il tecnico della Sampdoria Claudio Ranieri ha raccontato le sue sensazioni sull'emergenza coronavirus al quotidiano La Repubblica: "La preoccupazione è doverosa. Di fronte a una malattia invisibile, che non sai come combattere. La mia società ha deciso di essere trasparente, chissà se siamo stati realmente i più colpiti, ma un po' di ansia era inevitabile. Mi sono tranquillizzato sentendo la voce serena dei miei giocatori e i loro racconti. Tutti con poca febbre e nessun danno alle vie respiratorie".

 Il tecnico blucerchiato si è mostrato piuttosto scettico sulla possibilità che si possa concludere il campionato: "In Italia è come se fossimo in guerra, gli ospedali delle grandi città in ginocchio. Le trasferte sono viaggi e in Italia non ci sono più zone franche. Quando luoghi e alberghi saranno sicuri? Si parla di gare in campo neutro, escludendo qualche regione. Non sono d'accordo: o si riprende tutti o nessuno. Si è capito che questo virus può dare complicazioni al cuore. Prima di tornare ad allenarsi, vale per la Sampdoria e per tutte le squadre, è dovere dei medici ridare ad ogni atleta l'idoneità completa. Non solo una visita generale, ma approfonditi controlli cardiaci. Con la salute non si scherza. Mai direi no a una partita. Ma in un’emergenza come questa bisogna essere seri".

Per Ranieri, quindi, difficilmente si tornerà in campo: "Prima di tornare a giocare ci vorranno settimane di preparazione, sarà peggio di un ritiro estivo per chi è stato contagiato dalla malattia. Tra l'altro si ipotizzano tre partite a settimana, cosa già difficile prima che arrivasse il virus".

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