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Sampdoria, Flachi spiega il segreto del derby: "Parlare poco e niente paura"

di Alessandro Bacci

Show a Forever Samp con Novellino: "Vincere tre derby e poi raggiungere la promozione difficilmente si potrà rivedere. E aggiungiamo la retrocessione degli altri se vogliamo essere cattivi."

Show di Francesco Flachi e Walter Novellino a Forever Samp. Il rapporto tra l'ex attaccante e il tecnico, anche a distanza di tanti anni, non è cambiato. nella settimana del derby i due grandi ex blucerchiati si sono ritrovati in collegamento Skype. Flachi ha spiegato subito il segreto per vincere la stracittadina: "Parlare il meno possibile e non avere paura. Sicuramente è una partita diversa perchè non ci sono tifosi, prevederla da questo punto di vista è difficile. Noi eravamo abituati ad un'altra sensazione, però mi auguro che la Sampdoria arrivi con la mente e con il fisico che sta bene. Deve iniziare ad attaccare stando bene sia fisicamente che mentalmente. I giocatori sanno l'importanza della partita, siamo consapevoli che affrontiamo una squadra cattiva e determinata. Però siamo consapevoli della nostra forza, della forza del lavoro fatto in settimana. Si vince con i giocatori di qualità."

Che cosa significa segnare e vincere un derby? "Io penso che i nostri derby fossero un po' diversi. Bene o male eravamo tutti giocatori che erano da tre o quattro anni nella Sampdoria o nel Genoa, erano sensazioni diverse. Ora approdano giocatori che forse non sanno neanche la storia o cosa vuol dire il derby. Il derby non è uguale agli altri, è la partita della città, è la partita che può dare la svolta al campionato. Sapevamo che noi eravamo più forti, non parlavamo mai della partita facevamo parlare gli altri. Vincere tre derby di seguito e poi raggiungere la promozione difficilmente si potrà rivedere. E aggiungiamo la retrocessione degli altri se vogliamo essere cattivi."

Una volta i derby erano più più sentiti? "A prescindere eravamo tutti italiani ed era una cosa in più. Eravamo giocatori che militavano lì da tre o quatro anni e sapevamo cosa voleva dire un derby. Ci calavamo nella parte del sampdoriano o del genoano. Ora ci sono tanti stranieri, cercano un futuro migliore. Per questo dico che sono meno veritieri perchè non capiscono quale sia la storia del derby. Palombo glielo può spiegare, aggiunge Novellino (ride ndr)."

La Samp arriva da favorita? "Non diciamo così, al derby si arriva alla pari. Dobbiamo essere consapevoli di essere favoriti, la Samp sta bene fisicamente e mentalmente e arriva da una vittoria importante. La Sampdoria deve essere consapevole dei propri mezzi e della propria qualità ma non esternarlo. Il derby si gioca anche con le parole, devono essere consapevoli di essere più forti e dimostrarlo sul campo. Un risultato positivo porterebbe la Samp a stare meglio in classifica. Bisogna parlare il meno possibile, cercare di non cascare nei tranelli e preparare quello che hanno fatto in settimana. Quello che conta è il campo. Ai nostri tempi il derby si preparava in modo diverso. La gente già ne parlava 15 giorni prima, arrivavi in maniera diversa. Sentivi la tensione, ma avevano la consapevoelzza di essere superiori. Il Genoa aveva la cattiveria calcistica, stavamo zitti e il mister ci aiutava."

Quando torni sul terreno di gioco, magari da allenatore? "A stare 12 anni fermo si impara, devi piano piano passare il tempo. Le mie squadre giocano come giocava Novellino (ride ndr). Mi manca un anno, sono alla fine. Mi sono avvicinato alla terza categoria, poi dopo sono andato via per imparare a gestire i giovani. Quest'anno sono stato promosso a direttore del settore giovanile. È vero ho la voglia e la determinazione, non so se sarò bravo ma ci provo. Poi vado a portare a giro Novellino a braccetto (ride ndr)."