Salone Nautico, tra lusso e disillusione: la nautica popolare è scomparsa?
di Carlotta Nicoletti
Un tempo simbolo della passione per il mare accessibile a tutti, oggi il Salone Nautico di Genova appare, per alcuni visitatori e residenti, sempre più lontano dalle persone comuni. Le critiche si concentrano sulla scomparsa della nautica popolare, la mancanza di inclusività e i disagi legati alla viabilità. “Evento per pochi, la nautica popolare non esiste più”.
Esclusività – "In Italia si è fatto di tutto per distruggere la nautica popolare", denuncia un ex appassionato. "Ormai è un evento per chi può permettersi imbarcazioni da milioni di euro". Il confronto con altri Paesi europei è netto: “In Francia o in Inghilterra non serve nemmeno la patente nautica. Qui ci sono solo complicazioni”.
Organizzazione – Critiche anche alla gestione dell’evento: “Un tempo alla Foce c’era una folla incredibile, ora quasi non si nota”. Secondo alcuni, il Salone avrebbe perso appeal anche per chi vive a Genova. “Non è gestito bene, non ha più la forza di prima”.
Accoglienza – Un altro visitatore riferisce di essersi sentito “perso” durante la visita: “Non c’è accoglienza per chi è solo curioso o non può permettersi una barca. Ci si sente esclusi”. Mancano le attrattività e le attenzioni per chi vuole solo visitare il salone.
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