Rotary al fianco dei marittimi: a Palazzo San Giorgio un progetto per la sicurezza dei volontari di Stella Maris

di R.S.

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Cuore della manifestazione è stata la donazione di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) alla Fondazione Stella Maris (Apostolato del Mare)

Rotary al fianco dei marittimi: a Palazzo San Giorgio un progetto per la sicurezza dei volontari di Stella Maris

La tutela di chi vive e lavora sul mare è stata al centro dell’incontro “Il benessere marittimo”, svoltosi nella Sala del Capitano di Palazzo San Giorgio. Un’iniziativa dal forte valore sociale che ha acceso i riflettori su una categoria fondamentale per l’economia globale ma spesso invisibile: i marittimi.

L’evento è stato promosso dal Rotary Club Genova Ovest, guidato dal comandante Giovanni Lettich, con il sostegno del Distretto Rotary 2032 e la partecipazione del Governatore Luigi Gentile. Tutti i Rotary Club genovesi hanno aderito al progetto di servizio, testimoniando un impegno condiviso e corale sul territorio.

Cuore della manifestazione è stata la donazione di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) alla Fondazione Stella Maris (Apostolato del Mare), attiva a Genova dal 1932 e costituita in fondazione nel 1954 per volontà dell’arcivescovo cardinale Giuseppe Siri. L’organizzazione opera nei centri di piazza Di Negro, del VTE di Prà e di Ponte Andrea Doria, offrendo assistenza materiale, umana e spirituale a marittimi e pescatori.

«I DPI sono essenziali per permettere ai nostri volontari di salire a bordo delle navi in piena sicurezza», ha spiegato Lettich, ricordando come l’attività di Stella Maris si sia evoluta nel tempo. Accanto al supporto umano e psicologico, nel 2025 l’associazione ha gestito circa 10.000 pacchi Amazon, diventando un punto di riferimento per equipaggi che, a causa delle soste sempre più brevi, non riescono a ricevere direttamente le proprie spedizioni. «Per i marittimi, Stella Maris è come una seconda casa», è stato sottolineato.

Nel suo intervento, Lettich ha anche letto un messaggio di saluto dell’on. Edoardo Rixi, richiamando il ruolo strategico dei marittimi, «vera spina dorsale del commercio globale, che movimenta il 90% degli scambi mondiali». Ha inoltre evidenziato le complessità logistiche del porto di Genova, esteso per oltre 20 chilometri e interessato da circa 7.000 navi l’anno, dove le soste sempre più brevi accentuano l’isolamento degli equipaggi.

Il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Tito Vespasiani, ha parlato di «lavoratori invisibili», ricordando come una parte significativa della popolazione mondiale viva e lavori lontano dagli occhi di tutti, a bordo delle navi.

Il presidente della Fondazione Stella Maris, Giacomo Costa Ardizzone, ha rievocato il legame storico della sua famiglia con l’associazione, citando l’impegno dello zio Giacomino accanto al cardinale Siri. «Le navi oggi arrivano al mattino e ripartono la sera, ma la fiammella continuiamo a tenerla accesa», ha affermato, ribadendo l’idea di un porto profondamente connesso alla città.

Sulle situazioni più critiche è intervenuto l’ammiraglio Antonio Ranieri, Direttore Marittimo della Liguria e Comandante del Porto di Genova, ricordando il caso di una nave abbandonata nel 2025 e l’assistenza prestata ai marittimi rimasti a bordo. A quell’episodio ha fatto riferimento anche Giampiero Carzino, direttore di Stella Maris, ringraziando per il sostegno ricevuto e definendo la donazione «una garanzia di utilizzo concreto e quotidiano».

Il Governatore Luigi Gentile ha rimarcato la capacità del Rotary di fare rete e di tradurre i valori di solidarietà in azioni tangibili, mentre il vicesindaco Alessandro Terrile ha sottolineato come l’iniziativa contribuisca a «ricucire il rapporto tra porto e città». A chiudere gli interventi, il presidente del Consiglio regionale della Liguria Stefano Balleari, che ha lodato «il lavoro straordinario svolto da Stella Maris per uomini e donne imbarcati lontani da casa».

La manifestazione si è conclusa con la benedizione dei DPI e un ringraziamento ai numerosi giovani volontari, molti dei quali studenti dell’Istituto Nautico e dell’Accademia della Marina Mercantile, segno di un impegno che guarda con fiducia anche alle nuove generazioni.

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