Roma, fabbricavano bombe artigianali: due anarchici genovesi arrestati
di Marco Innocenti
Operazione congiunta degli agenti della Digos di Genova e dei carabinieri del Ros
Sono accusati di detenzione di materiale esplosivo e tentata fabbricazione di ordigni improvvisati due militanti che, nei mesi precedenti, erano ritenuti appartenenti agli ambienti anarchici genovesi. I due sono stati arrestati, su ordine del gip del tribunale di Genova, nel corso di un'operazione congiunta degli agenti della Digos di Genova e dei carabinieri del Ros, avvenuta nelle prime ore della giornata a Roma.
L'indagine che ha portato all'arresto dei due anarchici è partita a giugno 2021 dopo che i carabinieri di Genova avevano trovato nascosti in un bosco sulle alture di Genova, nella zona di forte Tenaglia, un ordigno esplosivo e un'ingente quantità di polvere pirica e di materiale elettrico usato per fabbricare altri congegni. Da lì gli investigatori sono risaliti ai due che, in base alle indagini coordinate dal sostituto procuratore della Dda di Genova Federico Manotti, insieme ad altri avrebbero utilizzato quella zona come deposito.
Per gli investigatori, il materiale e la tecnica costruttiva sarebbe la stessa utilizzata per il danneggiamento di due tralicci nella zona del Santuario della Madonna della Guardia avvenuto il 13 luglio e rivendicato con un comunicato intitolato "L'oppressione: male endemico della nostra esistenza" riconducibile alla campagna contro la "tecnoindustria".
Sull'episodio, come sugli altri numerosi sabotaggi di tralicci e ripetitori in città che si sono verificati negli ultimi anni, tutti rivendicati su siti d'area, stava da tempo indagando la Digos di Genova, con il coordinamento della Direzione Centrale Polizia di prevenzione. Il materiale trovato nel bosco sarebbe stato nascosto dopo che era stato prelevato l'esplosivo necessario per l'attentato incendiario alla Guardia.
I due anarchici arrestati stamani a Roma, nell'indagine congiunta di Ros e Digos, erano fino a pochi mesi fa inseriti nel circuito anarchico genovese e ritenuti vicini alle posizioni della Federazione Anarchica Informale. Uno dei due era già stato condannato in via definitiva per danneggiamenti con l'utilizzo di materiale esplosivo. I due sono accusati di detenzione di materiale esplodente ed esplosivo, tentata fabbricazione di ordigni esplosivi improvvisati, nonché detenzione di materiale esplodente al fine di attentare alla pubblica incolumità.
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