Rixi: “Il Terzo Valico andava realizzato 20 anni fa, ora stiamo accelerando per completarlo nonostante il caro materiali e le difficoltà globali”
di Luca Pandimiglio
"Purtroppo il nostro Paese ha perso 30 anni, quindi abbiamo un sistema ferroviario con un’età media di 90 anni"
Il Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha tracciato un quadro critico dello stato delle infrastrutture italiane, sottolineando ritardi storici e la necessità di accelerare su opere strategiche per la competitività del Paese.
“Sistema ferroviario troppo vecchio, serve un salto di qualità”
Secondo Rixi, il sistema ferroviario italiano sconta decenni di mancati investimenti: “Purtroppo il nostro Paese ha perso 30 anni, quindi abbiamo un sistema ferroviario con un’età media di 90 anni; tolta l’alta velocità superiamo il secolo”.
In questo contesto, il Viceministro ha richiamato l’urgenza di completare il progetto del Terzo Valico, infrastruttura ritenuta fondamentale per i collegamenti con il Nord Europa: “L’avremmo dovuto avere 20 anni fa. Oggi stiamo facendo tutti gli sforzi per chiudere l’opera nonostante il caro materie prime e una situazione geopolitica complessa”.
Porti e logistica al centro della strategia
Ampio spazio è stato dedicato anche al sistema portuale e logistico, considerato cruciale per l’economia nazionale. Rixi ha evidenziato come non basti intervenire sulle ferrovie, ma sia necessario potenziare anche gli scali: “Bisogna potenziare il sistema degli scali nazionali, perché fino a pochi anni fa gli interventi sono stati relativamente limitati”.
Tra gli interventi citati, la nuova diga di Genova è indicata come opera strategica per migliorare l’accessibilità alle banchine e aumentare sicurezza ed efficienza operativa, riducendo i costi di manovra in porto.
Semplificazioni e zone logistiche
Il Viceministro ha poi sottolineato le azioni sul piano normativo per attrarre investimenti, attraverso strumenti come la Zona Logistica Semplificata e la Zona Franca Doganale, che stanno già generando interesse da parte delle imprese.
“Ci sono molte richieste di insediamento in Liguria, a Genova e a Vado, nel basso Piemonte e nelle aree collegate al porto di Genova”, ha spiegato.
In questa direzione, il Governo sta lavorando per ampliare le agevolazioni fiscali: “Stiamo chiedendo all’Agenzia delle Entrate di espandere la zona franca doganale per garantire a Genova le stesse opportunità dei porti del Sud che beneficiano della ZES”.
Riforma dei porti e visione integrata
Rixi ha inoltre annunciato sviluppi sul fronte della riforma del sistema portuale, sottolineando come la Regione abbia recentemente dato il via libera al testo: “La riforma vedrà una calendarizzazione immediata in Parlamento per creare nuovi strumenti che consentano autonomia degli scali e una visione globale”.
L’obiettivo, ha aggiunto, è rendere il sistema più resiliente alle crisi internazionali e più efficiente nella gestione delle filiere: “Serve lavorare insieme agli operatori privati, individuare nuovi mercati e creare sistemi più flessibili”.
“Accelerare le opere nonostante i costi”
Infine, un richiamo alla necessità di continuità nella realizzazione delle infrastrutture: “È giusto che gli operatori spingano sulle nuove opere e sul rispetto dei cronoprogrammi, nonostante l’aumento dei costi delle materie prime che impatta pesantemente su tutte le aziende coinvolte”.
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