Il ritorno del nucleare in Italia, ecco cosa cambia

di R.C.

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Saranno valutate soluzioni in base a sicurezza, maturità tecnologica e sostenibilità. Tra quelle considerate ci sono SMR, AMR, microreattori e fusione nucleare

Il ritorno del nucleare in Italia, ecco cosa cambia

Il Parlamento ha approvato la legge delega sul nuovo nucleare, 39 anni dopo il referendum del 1987. Il provvedimento permette al Governo di definire le regole per l'introduzione del nucleare sostenibile nel sistema energetico italiano.

Il Governo avrà 12 mesi per adottare i decreti attuativi. La delega riguarda tutto il ciclo del nucleare: dalla programmazione e localizzazione degli impianti alla costruzione e all'esercizio, fino alla sicurezza, alla gestione del combustibile, dei rifiuti radioattivi e allo smantellamento delle strutture.

L'approvazione della legge non significa però che verrà costruita subito una centrale. Il provvedimento stabilisce soltanto il quadro normativo per valutare eventuali progetti futuri. Non sono ancora stati scelti né i siti né una specifica tecnologia.

Saranno valutate diverse soluzioni in base a sicurezza, maturità tecnologica e sostenibilità. Tra quelle considerate ci sono SMR, AMR, microreattori e, con una disciplina specifica, la fusione nucleare.

Un ruolo importante sarà affidato alla sicurezza e alla gestione dei rifiuti radioattivi. È inoltre prevista la possibilità di creare un'autorità indipendente per la sicurezza nucleare, rafforzando le competenze già presenti nell'ISIN, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione.

Secondo gli scenari del PNIEC, l'eventuale ingresso del nuovo nucleare nel sistema italiano potrebbe avvenire intorno al 2035. Gli scenari al 2050 considerano una capacità compresa tra 8 e 16 GW, pari a circa l'11-22% della domanda elettrica nazionale.

La localizzazione degli eventuali impianti dovrà tenere conto di sicurezza, sismicità, rischio idrogeologico, infrastrutture, collegamento alla rete e caratteristiche del territorio. Sono previste anche forme di consultazione delle comunità interessate.

Il nuovo nucleare viene pensato insieme a rinnovabili, accumuli, reti e interconnessioni, non come alternativa alle fonti rinnovabili. Eolico e fotovoltaico dipendono dalla disponibilità di vento e sole, mentre il nucleare è una fonte programmabile e a basse emissioni di CO₂ nel ciclo di vita.

Il ritorno al nucleare è quindi, per ora, l'avvio di un percorso legislativo e tecnologico. Per arrivare alla costruzione di eventuali nuove centrali saranno necessari ulteriori passaggi.

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