Energia troppo cara, Stellantis: "L’Italia perde competitività"

di R.P.

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Il gruppo rilancia gli investimenti negli stabilimenti italiani, ma indica nel costo dell’energia uno dei principali ostacoli alla competitività

Energia troppo cara, Stellantis: "L’Italia perde competitività"

Stellantis torna a puntare sull’industria italiana, ma lancia un avvertimento sul costo dell’energia, indicato dal gruppo tra i fattori che penalizzano la competitività del Paese e dell’intera Europa.

L’azienda sottolinea di essere impegnata da circa un anno e mezzo in un piano per rafforzare la propria presenza produttiva in Italia, con oltre 20 modelli già prodotti o in arrivo. Un percorso che si sviluppa però in un contesto difficile, segnato da un mercato europeo ancora ridotto rispetto ai livelli pre-Covid e dalla crescente concorrenza dei produttori extra Ue.

Secondo Stellantis, la competitività europea è ulteriormente frenata dal costo dell’energia, particolarmente rilevante nel caso italiano.

Nonostante le difficoltà, il gruppo rivendica i risultati ottenuti nei propri stabilimenti. A Mirafiori, per esempio, la produzione della nuova 500 ibrida ha contribuito all’aumento dei volumi: nei primi sei mesi dell’anno sono state prodotte più vetture rispetto all’intero 2025.

Lo stabilimento torinese ospita inoltre la produzione dei cambi elettrificati e-DCT, un hub dedicato all’economia circolare e un centro di ricerca sulle batterie. Dal 2030 è previsto l’arrivo della nuova generazione della 500, anche in versione elettrica.

Il messaggio di Stellantis è quindi duplice: da una parte la volontà di continuare a investire e mantenere una presenza industriale significativa in Italia, dall’altra la necessità di intervenire sui fattori che incidono sui costi di produzione. Tra questi, il gruppo indica esplicitamente il prezzo dell’energia, considerato un elemento decisivo per la competitività dell’industria italiana ed europea.

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