Rilancio trentennale del Terminal Rinfuse

di Paolo Lingua

Rilancio trentennale del Terminal Rinfuse

L’Autorità Portuale ha deciso il mantenimento per i prossimi 30 anni (con una clausola potenziale rescissoria nel caso di gravi inadempienze) del Terminal Rinfuse che consentirà l’azione del Gruppo Spinelli e del traffico merci della Msc. La scelta strategica dell’Autorità Portuale, che giunge dopo tempi lunghi di riflessione (e si era presa persino in considerazione l’ipotesi di un trasferimento del traffico rinfuse nel porto di Savona), non ridimensione il traffico merci container, che è di fatto la scommessa più importante per gli anni a venire, ma si lega ormai al prossimo decollo per la realizzazione dello spostamento a mare della diga foranea. La scelta strategica della nuova diga, che consentirà l’arrivo e l’approdo di navi di ultima generazione , dotate di un potenziale di trasporto molto maggiore, ha trovato finalmente, dopo anni di discussioni e di dibattiti, la via operativa anche grazie al recupero di fondi europei . La diga che sposterà la strategia di approdo nello scalo, dopo quasi un secolo dalla prima realizzazione, è una delle scommesse più importanti dell’evoluzione dei traffici.

Genova, come è noto, ha una collocazione geografica determinante che, ancora nel corso delle ultime valutazioni internazionali, la mette in co0ndizioni assai preferenziali rispetto a Barcellona e a Marsiglia per la maggiore rapidità e vicinanza geografica al cuore dell’Europa, in particolare per quel che riguarda l’area centrale della Germania e di parte della Francia. Quando saranno rimesse in sesto le condizioni della reta autostradale e potrà decollare il Terzo Valico Ferroviario, Genova potrà consentirà una movimentazione delle merci in grado di “anticipare” i percorso del Nord Europa che, nonostante la loro posizione che costringe le navi al periplo della penisola iberica, passando per Gibilterra, è ancora più rapida come sistema, a causa delle lentezze degli scali del Mediterraneo.  

Adesso il porto di Genova sembra proteso, nei prossimi anni, a una ripresa strategica importante che dovrebbe riportarlo a essere il punto strategico degli approdi del Mediterraneo Nord Occidentale, considerate le nuove movimentazioni merceologiche, in netta crescita che provengono dall’Estremo Oriente, oltre che dall’Africa e dal mondo arabo. Genova, nei prossimi cinque-sei anni, modificherà il suo profilo marittimo, a cominciare dall’assetto dell’area di Levante, per via della profonda modificazione della zona dell’ex Fiera , destinata al potenziamento delle presenze turistiche, per poi passare al rilancio del settore dei bacini delle riparazioni navali che potranno recupere un mercato potenziale mai completamente sfruttato in passato. L’assetto dell’Hennebique, dopo decenni di tempi fermi, il potenziamento recettivo del traffico crocieristico, in passato in parte trascurato, dovrebbero dare la spinta determinante alla ripresa.  

Come si accennava precedentemente il porto di Genova (e quello di Savona,  come è emerso nei giorni scorsi da una dura polemica degli industriali locali) soffre delle difficoltà di comunicazione, emerse dopo il crollo del Ponte Morandi e dopo che sono emerse le gravi mancanze di manutenzione della rete autostradale. Oggi il traffico merci è obiettivamente in sofferenza, ma gli interventi sui tracciati sono ormai urgenti e necessari. Per fortuna i lavori per la ferrovia (ad alta potenzialità e velocità)  del Terzo Valico proseguono senza interruzioni. E, nello stesso tempo, si spera nel completamento del raddoppio della Genova-Ventimiglia. Tra il 2024 e il 2025 la situazione dovrebbe trovare la sua condizione ottimale in modo che, entro la fine degli anni Venti, sia pronto il sistema di approdo delle navi attraverso la nuova diga. E’ il momento di stringere i denti.