Riaprono barbieri e parrucchieri ed è subito caccia all'appuntamento
di Marco Innocenti
Un cliente alla volta, con mascherine, guanti e visiere: ecco il taglio di capelli all'epoca della fase 2
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Finalmente si riparte. Lunedì 18 marzo è la data fatidica per la riapertura di barbieri e parrucchieri, attesa tanto dai gestori quanto dai clienti, stufi di sfoggiare capigliature stile hippies anni '60. Due mesi senza un taglio di capelli hanno trasformato molti uomini in cespugli semoventi, mentre per molte signore la lotta con ricrescita e doppie punte era diventata una battaglia quasi quotidiana. Il via libera ha fatto scattare la caccia all'appuntamento: in salone il telefono squilla in continuazione, si deve per forza prendere l'appuntamento e lasciare il proprio recapito telefonico.
Si entra uno per volta, giacche e borse finiscono in una busta per evitare possibili contagi e tutti i teli sono monouso, in carta o plastica. Forbici e pettini vengono sterilizzati, "ma questo succedeva anche prima del Covid - ci racconta Domenico Sansalone, titolare di un salone a Bolzaneto e vicepresidente nazionale dell'Accademia Acconciatori Moda - In effetti, noi avremmo anche potuto riaprire prima ma ormai è inutile pensare al passato. Pensiamo piuttosto al presente e, speriamo, al futuro. In questi giorni? Se ricevessimo così tante prenotazioni anche in tempi normali, saremmo tutti miliardari - dice sorridendo sotto la mascherina - Certo, saremmo costretti a ridurre il numero di clienti che possiamo servire contemporaneamente ma dobbiamo anche pensare che ne va non solo della salute nostra e dei nostri clienti, ma anche di quella delle nostre famiglie".
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