Regione Liguria pronta a versare 40 milioni al Comune di Genova, da trasferire ad Amt
di Claudio Baffico
Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha delineato una nuova strategia per sostenere Amt Genova, trasformando quello che inizialmente era considerato un piano alternativo nel percorso principale. L’idea prevede un contributo straordinario di 40 milioni di euro destinato al Comune di Genova, che successivamente trasferirà le risorse all’azienda di trasporto pubblico, evitando così l’ingresso diretto della Regione nel capitale societario. Restano comunque confermati i 110 milioni di finanziamento annuale.
Secondo Bucci, il progetto sarà formalizzato attraverso una proposta operativa alla Corte dei Conti, condivisa con l’amministrazione comunale. All’interno del disegno di legge sarà inserito anche un fondo dedicato ai prepensionamenti, pensato per ridurre in modo significativo i costi del personale nei prossimi anni e facilitare il riequilibrio economico.
Il governatore ha però chiarito un punto essenziale: l’intervento è subordinato all’approvazione di un piano di risanamento complessivo. Questo piano dovrà ottenere il via libera non solo dagli organi istituzionali competenti, ma anche da tutti i soggetti coinvolti, tra cui l’azienda, il Comune, la Città Metropolitana e gli altri azionisti. Senza questo consenso condiviso, non sarà possibile procedere con l’operazione.
L’iter del piano ha subito un rallentamento: l’approvazione prevista insieme al bilancio 2024 è stata rinviata al 14 maggio. Successivamente, il documento dovrà passare al vaglio del consiglio comunale e di quello metropolitano, prima di essere depositato in tribunale.
Le tempistiche restano stringenti: entro il 19 giugno dovranno essere completate tutte le procedure, termine ultimo legato alle misure protettive previste dalla composizione negoziata della crisi. Da quel momento, Amt dovrà dimostrare di poter operare in autonomia e far fronte ai propri impegni con i creditori.
Nel piano saranno incluse anche misure di efficientamento gestionale, con un impatto stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro annui, anche se i dettagli non sono ancora definitivi. Nel frattempo, il confronto tra azienda e sindacati su questi interventi non ha prodotto risultati concreti, lasciando aperte diverse criticità sul fronte operativo.
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