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Referendum legge elettorale, Toti guadagna un consigliere e salva la maggioranza

di Fabio Canessa

Rimandato il via libera alla proposta maggioritaria, Pd-M5s: "Tempo perso, è incostituzionale"

Alla fine ci sarà anche la Liguria tra le regioni che proporranno il referendum per abrogare una parte della legge elettorale e virare sul sistema maggioritario. Dopo lo sgambetto dell'ex leghista De Paoli in commissione, quello di oggi poteva essere un consiglio thriller per il centrodestra. E invece non lo è stato per due motivi: l'ostruzionismo dell'opposizione che ha presentato 40 emendamenti al testo rimandando la votazione a venerdì, e soprattutto l'annuncio a sorpresa di Giovanni Boitano, che lascia il centrosinistra e confluisce nel gruppo misto, aggregandosi di fatto alla maggioranza di Toti.

"Io sono sempre stato per il bipartitismo, quindi se dovessi sognare un sistema sognerei quello inglese che prevede radicamento dei candidati sul territorio, capacità di scegliere candidati vincenti altrimenti non andrebbero in consiglio", ha commentato il governatore che ora può contare su una nuova pedina in maggioranza ma non può portare in dote a Salvini, in serata a Genova, il sì alla riforma voluta dalla Lega.

"Avevo già deciso giorni fa di lasciare il centrosinistra per le fratture interne al Pd, voglio decidere con serenità quale sarà il mio futuro. L'annuncio in concomitanza col voto sul referendum? È solo una coincidenza", argomenta Boitano che in futuro, secondo fonti interne ai dem, potrebbe passare agli arancioni di Toti anziché al partito di Renzi cui ha aderito la stessa Raffaella Paita.

La votazione sul provvedimento è prevista per domani, nel corso della nuova seduta del consiglio convocata a oltranza a partire dalle 14. La commissione Affari istituzionali aveva bocciato la proposta di deliberazione grazie al voto contrario del consigliere Giovanni De Paoli, ex Lega oggi nel gruppo misto, che aveva portato l'esito in equilibrio (15 a 15). La maggioranza ha comunque deciso di portare il documento in aula.

"Ho chiarito che su questo non c'è un vincolo di maggioranza perché non fa parte del programma di governo e mi stupisce che alcuni partiti, come il Pd che nascono con uno spirito maggioritario, oggi si trasformino in una melassa proporzionalista - ha detto Toti durante il consiglio - Questo stesso quesito è stato votato dai consigli regionali di Lombardia, Veneto, Sardegna i cui presidenti non sono una combriccola di avvinazzati. Non sarà il consiglio regionale della Liguria a decidere la costituzionalità della legge, ma passerà almeno due vagli, la corte di cassazione e la corte costituzionale. Questa, per quanto mi riguarda, è una forzatura, ma non mi sento all'altezza di contestare pregiudiziali di costituzionalità".