Recco, l'accusa dell'esponente del Partito Gay Lgbt+: "Insulti omofobi in uno stabilimento balneare"

di Marco Innocenti

"Chiediamo l'intervento del comune di Recco e del governatore Toti. E al governo chiediamo che chi discrimina, non abbia diritto alle licenze"

Recco, l'accusa dell'esponente del Partito Gay Lgbt+: "Insulti omofobi in uno stabilimento balneare"

Mauro Festa, responsabile del Partito Gay Lgbt+ per Milano, ha denunciato di esser stato vittima di omofobia in un bar-stabilimento balneare a Recco. "Il proprietario, dopo avermi accolto insieme ad amici e sostenitori già un po' a brutto muso - scrive Festa - con frasi del tipo: 'stiamo aprendo ora (erano le 12!). Da mangiare c'è quello che c'è sempre, dovete aspettare!' ha continuato con l'aggressività e poi ha iniziato a inveire urlando e offendendo con parolacce, fino ad arrivare alla gravissima e consueta frase tipica della sottocultura omofoba italiana".

"Do la mia piena solidarietà e di tutto il partito a Mauro e mi auguro arrivino da ogni parte politica - scrive Fabrizio Marrazzo, portavoce Partito Gay Lgbt+ - Le offese omofobe che ha subito con i suoi amici rappresentano, purtroppo, quanto accade ogni giorno ed ogni estate a tante persone Lgbt+ in ogni parte di Italia. Facciamo appello al Comune di Recco e al governatore Toti affinché intervengano con delle azioni formali nei confronti del gestore dello stabilimento. Inoltre, dal momento che il Governo sta discutendo per rivedere le concessionibalneari, a partire da gennaio 2024, chiediamo che nel Decreto sia presente il requisito fondamentale che chi discrimina non può avere in licenza uno stabilimento e qualsiasi attività. Questo già avviene per altre attività, dunque - conclude - ci sembra opportuno inserirlo anche come requisito per tutti gli stabilimenti. Tutte le persone devono essere libere di andare al mare o di consumare un pasto dove desiderano".