Reati ambientali in crescita: nel 2024 oltre 40mila in Italia, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente
di R.S.
Reati ad alto guadagno e basso rischio, dallo smaltimento illegale di rifiuti alla deforestazione fino al traffico di specie protette e di rifiuti elettronici
Nel mondo, i reati contro l’ambiente sono diventati la terza attività criminale per profitti, con un giro d’affari stimato tra i 70 e i 200 miliardi di dollari l’anno. Sono reati ad alto guadagno e basso rischio, che spaziano dallo smaltimento illegale di rifiuti alla deforestazione, fino al traffico di specie protette e di rifiuti elettronici, come smartphone e computer.
Solo in Italia, nel 2024, sono stati registrati oltre 40.000 crimini ambientali, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Il danno economico stimato supera i 9 miliardi di euro.
Per rispondere a questa emergenza, l’Unione Europea ha approvato la nuova Direttiva 2024/1203/Ce, che impone agli Stati membri di inasprire pene e sanzioni per chi danneggia l’ambiente. I reati penali passano da 9 a 21, con l’introduzione di crimini gravi simili all’ecocidio. Le imprese saranno obbligate ad adottare sistemi di controllo ambientale verificabili, per evitare responsabilità dirette.
Il recepimento della direttiva in Italia è previsto entro maggio 2026, ma la strada è già tracciata: la sostenibilità non può prescindere dal rispetto della legge e dal contrasto serio alla criminalità ambientale.
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