Primarie, Renzi lancia Silvia Salis: "È nome forte per vincere"
di Redazione
"Silvia Salis? È il nome più forte per guidare questa scommessa, perché somma al nostro voto organizzato una sua forza personale rilevante. Ma la sindaca Salis deve essere aiutata, non strattonata: lasciamola lavorare. Quando sarà il momento di fare le liste vedremo la migliore formazione possibile. Per vincere".
A parlare è il senatore e leader di Italia Viva Matteo Renzi che, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, lancia la sindaca di Genova Silvia Salis come nome giusto per le primarie della coalizione del centrosinistra.
Lo stesso Renzi si sottrae al ruolo di candidato: "Il nome del nostro candidato alle primarie è l’ultimo dei miei pensieri e problemi. La matematica dice che senza di noi il Campo Largo non ce la fa: quando sono andati da soli, come in Liguria, hanno perso. Quando hanno rimosso i veti abbiamo vinto insieme, come a Genova. Se vogliamo vincere serve l’unità. Altrimenti la Meloni fa il bis e si prende altri cinque anni di Palazzo Chigi e soprattutto sette anni di Quirinale. E il popolo del centrosinistra non perdonerà chi avrà messo veti e fatto perdere la coalizione».
Sulle tensioni fra Schlein e Conte: "Sull’Ucraina la linea non cambia: aiutiamo logisticamente Kiev e aiutiamo l’Europa a scegliere l’inviato speciale per la diplomazia che propongo da quattro anni. Va bene spendere in difesa, ma il punto è cosa compri, non quanto investi. Se però devo regalare miliardi a Trump per interessi geopolitici allora non funziona. A noi interessa investire in ricerca, in spesa militare che produca effetti sul civile come è stato con Internet, il laser, il satellite. Vogliamo usare i fondi per la difesa per riportare i cervelli a lavorare in Italia e in Europa sullo spazio o nei laboratori di ricerca. Su questo siamo tutti d’accordo"
E su Vannacci: «Vedo i suoi video: sembrano clip di Scuola di polizia più che dei video politici. La vera questione è discutere di stipendi, di sicurezza senza slogan, di sanità, di come bloccare la fuga dei cervelli, di come affrontare la questione energetica. Su questi temi Vannacci teme il confronto e si mette a nuotare. Vediamo se accetterà di dibattere in pubblico: se lui sta fuori dalla coalizione e noi facciamo un centrosinistra aperto anche ai riformisti, vinciamo e salviamo il Colle dai sovranisti».
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