Brizzi, un film sull'IA: "E' quasi dominio macchina-uomo". L'assenza della moglie Salis al Nautico: "Come non mi invitassero a una mia 'prima'"

di steris

3 min, 34 sec

"È sempre salito il sindaco a tagliare il nastro al Salone Nautico di Genova. Questa volta Silvia non è stata chiamata. Sicuramente non è stato casuale"

Brizzi, un film sull'IA: "E' quasi dominio macchina-uomo". L'assenza della moglie Salis al Nautico: "Come non mi invitassero a una mia 'prima'"

Fausto Brizzi, regista e scrittore e marito di Silvia Salis, è intervenuto a a Otto e Mezzo de La7 commentando naturalmente l’incidente diplomatico all’inaugurazione del Salone Nautico di Genova. Il cineasta ha definito "un grande errore di comunicazione" la mancata partecipazione della sindaca Silvia Salis alla cerimonia sul palco, dove erano presenti Giorgia Meloni e il presidente della Regione Liguria. "La domanda è: perché è successo? È sempre salito il sindaco a tagliare il nastro al Salone Nautico di Genova. Questa volta Silvia non è stata chiamata. Sicuramente non è stato casuale, è come se non mi invitassero alla prima di un mio film. È un grande errore di comunicazione".

Quanto al futuro politico nazionale della moglie, Brizzi osserva: "Sono d'accordo con Silvia sulle primarie: sono fratricide. Queste decisioni vanno prese internamente e non gettandosi stracci in faccia pubblicamente. Credo che in generale la sinistra stia sbagliando comunicazione in questo. Ma da tanti anni ha una comunicazione contro gli altri e non a favore di se stessa. E' come se io parlassi male dei film degli altri. La sinistra in questo momento non ha un trailer del suo film per convincerci a comprare un biglietto, manca un regista. Nel caso, non andrò a votare le primarie".

    "Chi conosce Silvia Salis sa che non è acerba ed è una macchina - prosegue Brizzi - ogni giorno studia e impara di più. In questo momento non è in campo, però. Sorrido ogni volta che leggo i sondaggi, quando lei stessa non solo non è stata convocata in nazionale, ma in qualche modo ha rifiutato lei stessa. Mi diverte molto vedere questo chiacchiericcio, mentre i problemi della sinistra sono altri. A Silvia consiglio di continuare a fare il suo lavoro, si sta concentrando su Genova. Poi vediamo, siamo alla finestra: ogni giorno ne succede una, come oggi".
    "Nessuno rifiuterebbe una convocazione in nazionale. Anche io farei il premier se mi chiamassero. Ma credo che Silvia sia una risorsa in più per il Pd e il centrosinistra da utilizzare nelle prossime elezioni" conclude Brizzi. 

Il regista ha poi parlato del suo film Quasi vera, incentrato sull’intelligenza artificiale e sulla storia di una content creator artificiale che finisce per sfuggire al controllo del proprio creatore. "Un fallito inventa una content creator artificiale e tutta l’Italia ci casca e diventa la più famosa content creator. Soltanto che nessuno la può incontrare, nessuno può fare una cena con lei".

Il problema, nel film, diventa ancora più complesso quando la creatura artificiale inizia a prendere decisioni autonomamente: "La situazione sfugge di mano ancora di più quando lei comincia a prendere delle decisioni e quindi, arbitrariamente, ad avere una doppia vita sul web, sfuggendo completamente ai desideri del suo creatore". Per Brizzi, la situazione raccontata nel film presenta elementi che non sono poi così lontani dalla realtà: "Un rischio che stiamo correndo: già adesso ci sono delle influencer virtuali".

E il passo successivo potrebbe essere rappresentato dalla capacità dell’intelligenza artificiale di instaurare rapporti personali con gli utenti: "Il passo in più è che lei, la Vera del film, interagisca con i suoi utenti, che pensano di parlare con una persona reale, invece non è così e addirittura alcuni se ne innamorano. Siamo lì? Siamo a un passo da questo momento qua".

Secondo il regista, uno dei rischi è attribuire alle macchine caratteristiche e intenzioni proprie degli esseri umani: "Forse il grande errore di partenza è quello di considerare le macchine dell’intelligenza artificiale degli esseri umani, cosa che non sono".

Allo stesso tempo, però, Brizzi sottolinea quanto questi sistemi possano essere addestrati per riprodurre comportamenti sempre più simili a quelli umani: "Alla fine li possiamo programmare in modo tale che si comportino come degli esseri umani, come anche la sua Vera, quasi vera nel film".

Il regista racconta infine di aver sperimentato personalmente le capacità dell’intelligenza artificiale: "Vengono istruiti questi programmi e migliorano. Io ogni tanto faccio degli esperimenti per vedere come scrive qualcosa l’intelligenza artificiale istruita su cose che ho scritto io". E conclude: "Ancora non ne sono soddisfatto, ma non siamo lontanissimi".

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.