Striscione Daneo, Valditara: "Ministero non c'entra, rimozione su iniziativa polizia municipale. E gli asterischi sono un errore"

di R.P.

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"La questione andrebbe posta più opportunatamente alla sindaca di Genova, visto che la segnalazione è arrivata dalla Polizia municipale"

Striscione Daneo, Valditara: "Ministero non c'entra, rimozione su iniziativa polizia municipale. E gli asterischi sono un errore"

"Lo striscione in questione è stato affisso su una cancellata posta in prossimità dell'accesso alla scuola primaria Daneo di Genova, cancellata quindi non di pertinenza della scuola, e la sua rimozione è stata effettuata dalle forze dell'ordine, tra l'altro la questura ne era pure all'oscuro, su segnalazione della polizia municipale. Non vi è stato alcun intervento né da parte del personale scolastico della scuola né da parte del ministero". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara rispondendo al Senato al question time ad una interrogazione del Pd.
    "La domanda posta - ha aggiunto - andrebbe rivolta innanzitutto più opportunatamente alla sindaca di Genova, essendo la segnalazione proveniente dalla Polizia municipale".

     Valditara ha ribadito la sua "contrarietà a qualsiasi forma di indottrinamento e strumentalizzazione a danno di alunni", anzi "bambini che non hanno ancora maturato un autonomo spirito critico" ed ha aggiunto: "Condivido certamente il messaggio espresso con lo striscione: a scuola nessun bambino è straniero e lo condivido a tal punto che noi siamo stati i primi ad introdurre un docente dedicato per insegnare l'italiano a quei ragazzi che non sanno nemmeno dire buongiorno e buonasera. I precedenti Governi hanno fatto tanta propaganda, ma pochi fatti concreti".

   "Sono tuttavia fermamente convinto che - ha puntualizzato - certe forzature ideologiche non sono compatibili con il primario ruolo educativo della scuola: insegnare a parlare correttamente la nostra lingua. In quello striscione c'è un errore: nessun* è stranier*. Disapprovo la scelta di esprimere quella frase, condivisibile, con l'asterisco. L'italiano non conosce il neutro. Insegnare ai bambini l'utilizzo di un linguaggio che non è diffuso nella società e che non è utilizzato in alcun ambito ufficiale, e che appartiene semmai all'ideologia woke, è un atto di prepotenza in aperto contrasto con la missione educativa della scuola e un modo per indottrinare i nostri bambini".

   "Inoltre, concludo che il nostro decreto non si riferisce agli stranieri in quanto tali, lo ribadisco, ma a coloro che non hanno adeguata conoscenza della lingua italiana. Nel loro interesse, se questi tetti o se queste misure datano dal 1990 in avanti, hanno coinvolto diversi ministri del Partito democratico, in tutti questi anni, in vario modo ancorché non sempre efficace, evidentemente vuol dire che queste misure - ha concluso Valditara - rispondono a buon senso e logica e non sono discriminatorie".

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