Imperia, Scajola: "Stop ai Tir sull'A10, ci isolano e non portano vantaggi all'economia locale"

di R.C.

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"Dobbiamo forzare il progetto della nuova bretella Albenga-Carcare-Predosa". Tra le priorità anche il raddoppio della ferrovia Finale-Andora

Imperia, Scajola: "Stop ai Tir sull'A10, ci isolano e non portano vantaggi all'economia locale"

L’autostrada A10 continua a essere uno dei nodi più critici della viabilità del Ponente ligure. Cantieri, incidenti e traffico pesante provocano con frequenza rallentamenti e code, mentre il territorio continua a chiedere infrastrutture alternative capaci di alleggerire la pressione sulla rete esistente.

Il tema è tornato al centro del consiglio provinciale riunito a Bordighera, dove è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno a sostegno della realizzazione della bretella Albenga-Carcare-Predosa, infrastruttura considerata strategica per la mobilità ligure e per i collegamenti con il sistema portuale.

A intervenire con particolare fermezza è stato il presidente della Provincia e sindaco di Imperia, Claudio Scajola, che ha definito non più accettabile la situazione di isolamento del Ponente.

La proposta: limitare il traffico pesante - Nel corso del suo intervento, Scajola ha avanzato anche una proposta destinata a far discutere: valutare lo stop sulla A10 per i mezzi pesanti che non hanno origine o destinazione nel territorio.

L’idea nasce dalla considerazione che una parte consistente del traffico merci diretto verso Francia, Spagna e Portogallo attraversa il Ponente senza generare, secondo Scajola, ricadute significative sull’economia locale.

«Dobbiamo forzare il progetto della nuova bretella Albenga-Carcare-Predosa», ha sottolineato, indicando nel collegamento con la Torino-Savona e con la Voltri-Alessandria una possibile soluzione per ridurre anche la pressione sul nodo genovese.

Una nuova strada per spostare il traffico - Il progetto della bretella viene indicato come uno degli interventi necessari per ridisegnare i collegamenti stradali del Nord-Ovest. L’ipotesi prevede l’interconnessione con la rete autostradale esistente attraverso il nuovo casello di Predosa, creando un itinerario alternativo per parte del traffico diretto verso il sistema portuale e verso il Nord Italia.

Secondo Scajola, gli interventi di manutenzione attualmente in corso sulla rete autostradale dovrebbero concludersi entro due anni. Ma, anche una volta terminati i cantieri, resterebbe il problema strutturale rappresentato dall’elevata quantità di traffico pesante che attraversa il Ponente.

«I quattro quinti del traffico merci con Francia, Spagna e Portogallo passano da Ventimiglia e Voltri», ha spiegato. Il presidente della Provincia sostiene che questo flusso, pur gravando sulla rete stradale, non produrrebbe un ritorno economico proporzionato per il territorio.

«Non possiamo continuare così» - Il punto, secondo Scajola, non riguarda soltanto le code e i disagi provocati dai cantieri, ma il modello complessivo della mobilità ligure.

Il traffico di lunga percorrenza finisce infatti per condividere la stessa infrastruttura utilizzata dai trasportatori locali, dai pendolari e dai turisti, aumentando la pressione su una rete già caratterizzata da condizioni di particolare complessità.

Da qui la richiesta di una strategia comune tra gli enti locali e le istituzioni coinvolte. Scajola ha richiamato anche il ruolo della Fondazione Slala, alla quale partecipano le province lombarde, piemontesi, Imperia e Savona, come possibile sede di confronto per coordinare le iniziative.

Ferrovia, Aurelia Bis e Tenda: il fronte delle infrastrutture - Nel suo intervento Scajola ha allargato il quadro anche agli altri grandi dossier infrastrutturali del Ponente.

Tra le priorità indicate figurano il raddoppio ferroviario, il completamento dell’Aurelia Bis, la tratta Armo-Cantarana e la realizzazione della seconda canna del tunnel del Tenda.

Sull’Aurelia Bis, in particolare, Scajola ha sostenuto la necessità di completare l’opera lungo tutto il Ponente: realizzare soltanto singoli tratti, secondo la sua impostazione, rischierebbe di non risolvere le criticità della viabilità locale.

Il messaggio emerso dal consiglio provinciale è quindi quello di una richiesta di accelerazione sulle infrastrutture alternative alla A10. La provocazione sul blocco dei tir rappresenta, nelle parole di Scajola, uno strumento per riportare al centro del dibattito il rapporto tra traffico internazionale, mobilità locale e sviluppo economico del Ponente.

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