"Presepiando" in Liguria tra tradizione locale e storia

di Giulia Cassini

Qualche tappa in regione per ricordare la grande arte locale dei presepi

"Presepiando" in Liguria tra tradizione locale e storia
La Liguria vanta una ricca tradizione di presepi. Solo a Genova tra i più noti si trova la versione su ampia scala ed un tempo itinerante del Museo dei Beni Culturali dei Cappuccini di Genova, dietro a Palazzo di Giustizia, dove è presente anche la mostra “L'arte del presepe” (Museo Beni Culturali Cappuccini di Genova
Viale IV Novembre, 5 - Passo Santa Caterina Fieschi Adorno 16121 Genova- ingresso da Via Bartolomeo Bosco-dietro Palazzo di Giustizia. Orari: dal martedì alla domenica 14.30-18 - giovedì 10/13 – 14/18. Per informazioni 0108592759 e online . E' visitabile sino al 2 febbraio 2020 con primari artisti e il pezzo forte oggetto di visite anche dalle scolaresche di tutto il nord Italia: il presepe meccanico a cura di Franco Curti con circa 150 personaggi. Conserva tutti i meccanismi originali e si mette in funzione con un unico albero a motore e con cinghie di cuoio che ne trasmettono il movimento, solo la fase di riallestimento assorbe in media 3 settimane.
 
Dal più grande al più piccolo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti dove, oltre all'esposizione "Immagini della Natività nelle collezioni del Museo dell'Accademia Ligustica di Belle Arti" e "Bernardo Strozzi nella chiesa di San Domenico: bozzetti, frammenti, documenti" in Largo Pertini 4 (aperto dal martedì al sabato dalle 14:30 alle 18:30 con ingresso a 5 euro e ridotto a 3 euro. Tutte le informazioni sul sito) si può ammirare fino al 1° febbraio 2020 l'opera di Johann Baptist Cetto ( Mainz 1671 circa - Tittmoning 1738). Il micro-presepe bavarese presenta dimensioni pari a mm 84 x 62 x 16 ed è destinato ad una devozione intima e raccolta, che all'epoca avveniva ad esempio nelle dimore aristocratiche o nelle celle dei monasteri. E' il periodo compreso tra il XVII e il XVIII secolo e venivano usati materiali eterogenei (principalmente terracotta, cera, mollica di pane, vetro filato, osso, alabastro, madreperla, corallo e avorio) e questo presenta le figurine modellate in cera con dovizia di particolari (mirabile in particolare il panneggio dell'angelo che si libra in volo circondato da un alone di luce) oltre allo sfondo con la città turrita e il paesaggio lacustre che sfuma tra monti e insenature.
 
Tra questi due poli a Genova ci sono tante altre occasioni: presso la Sala Trasparenza della Regione Liguria è stato installato il presepe storico del santuario di N.S. del Monte attribuibile a Pasquale Navone (1746 –1791), erede della grande scuola di Maragliano. Resterà aperto sino al 31 gennaio 2020 dalle 10 alle 18. Fra i vari che animano i poli della cristianità c'è il presepe del Santuario di Nostra Signora Assunta di Carbonara, “La Madonnetta”, con un centinaio di sculture lignee o in costume d’epoca ascrivibili tra il XVII e il XVIII secolo. Presenta la caratteristica di essere ambientato nella Genova antica ed è aperto fino al 2 febbraio ( orario: tutti i giorni, 9.30/12.00 e 15.30/18.00 Ingresso: € 3.00 Presentazione guidata: in determinate ore del giorno Info.pren.tel: 010 2725308). Doveroso citare tra i Musei almeno il presepe di carta con le "Silhouettes di Natale" al Museo Diocesano (visitabile sinoo al 31 gennaio, informazioni ai numeri 0102475127-0102470283 ; da lunedì a sabato 12:00-18:00, domenica 14:00-18:00) e Palazzo Reale con la mostra "Il Presepe del Re"(Museo di Palazzo Reale di Genova 29 novembre 2019 - 2 febbraio 2020 Orari: da martedì a venerdì 9-18:30, sabato, domenica e festivi dalle 13:30 alle 19 . Biglietti: la mostra è accessibile col biglietto ordinario del Museo. 6 euro intero, 2 euro ridotti e gratuito under 18). La spettacolare opera di Giovanni Battista Garaventa (Genova, 1777-1840) è già stata ammirata da centinaia di visitatori.  Noto anche come Presepe Reale o Presepe Savoia, è stata ipotizzata dagli studiosi una probabile committenza sabauda caduta con ogni probabilità negli anni che seguirono l’annessione dei territori liguri al Regno di Sardegna nel 1814 e comunque entro il primo quarto del XIX secolo.
Appartenuto almeno alla fine dell’Ottocento alla chiesa torinese di San Filippo Neri non è chiaro se fosse stato concepito per quella sede o per una dimora reale visto che si dispone tuttora di dati limitati sull’origine del Presepe Garaventa e sulle circostanze della sua genesi.Oggi, con un approfondito restauro, è tornato al suo splendore originario.

Per allargare lo sguardo alla Liguria basti pensare al presepe di Viganego di Bargagli, nell’entroterra genovese, famoso per le scenografie con le casette di pietra alte 60/70 centimetri e per la ricostruzione delle botteghe con gli antichi mestieri, molto suggestivo anche nella versione sera con le luci. Ogni anno il Presepe nel Bosco apre le porte ai visitatori l’8 dicembre e rimane aperto tutti i weekend fino a fine gennaio.Nel periodo compreso dal 25 dicembre al 6 gennaio sarà aperto tutti i pomeriggi dalle 14:30 alle 18:30.
Il 26 dicembre e il 2 gennaio resterà aperto anche dalle ore 10 alle ore 12 (Tutte le informazioni al sito https://www.presepenelbosco.it/index.php/orari-e-calendario/).
 
Altro presepe dei record quello di Manarola a Levante, tra i più grandi del mondo, realizzato a partire dalla volontà e dalla perizia di Mario Andreoli con 8 km di cavi, 17000 lampadine e più di 300 personaggi a grandezza naturale. Inaugurato l’8 dicembre, resterà illuminato fino a 26 gennaio 2020. Le luci del presepe si fanno ammirare ogni sera rimanendo accese 15 minuti dopo il tramonto (circa alle 17.00-17.40). Per una bella visuale si consiglia il sentiero Manarola - Riomaggiore e l'area di osservazione più alta (il sentiero alla sera non è illuminato si consiglia di attrezzarsi di torcia).
 
Altra tappa conosciuta dagli amanti dei presepi (e anche delle mitiche focaccette della zona) il presepe meccanico di Crevari, realizzato  sulle alture del ponente del capoluogo ligure: in uno spazio di circa 200 metri quadrati, con le botteghe, i mestieri di una volta e gli attrezzi utilizzati dal fabbro al falegname sino alla più classica delle Natività. Il presepe si può visitare dall'8 al 24 dicembre e dal 7 al 31 gennaio dalle ore 15 alle 18:30 e dalle 21 alle 22:30 oltre che tutte le mattine dei giorni festivi e prefestivi. Dal 25 dicembre al 6 gennaio osserverà i seguenti orari: dalle 9.30 alle 12, dalle 15 alle 19 e dalle 21 alle 23. Poi per tutto il mese di febbraio il sabato pomeriggio e la domenica mattina e pomeriggio. 
 
A Sessarego vicino a Bogliasco, nella frazione che si attesta sui 200 abitanti, si trova il maxipresepe sui 25 metri quadri circa con riferimenti alla tradizione tra muretti e caette tipiche oltre a tantissimi effetti speciali. E' visitabile sino al 6 gennaio solo su prenotazione  e al pomeriggio dalle 15 alle 18:30 sino al 6 gennaio. Tutte le informazioni e la possibilità di prenotare ai numeri 3493590825 oppure al 3405373202.
 
Ad Arenzano poi nel famoso Santuario,dedicato a Bambino Gesu' di Praga,fondato dall' ordine dei Carmelitani Scalzi nel 1905, tutto l'anno c'è il presepe permanente dell' artista albisolese Eliseo Salino, in una grotta artificiale con statue di grande dimensione in ceramica policroma. 
 
L'arrotino, il ciabattino, il cestaio, il falegname, il fabbro, la massaia,le lavandaie fino alla veglia contadina e alla Natività sono protagonisti anche nel presepe di Pentema. Per l'occasione infatti le vie e le case si popolano di figure a grandezza naturale con 40 scene che rappresentano con grande accuratezza gli usi, i costumi, gli ambienti e i mestieri in uso alla fine del XIX secolo, periodo di massima espansione del borgo. Il presepe viene realizzato con entusiasmo e sacrificio da parte di un gran numero di volontari con statue a grandezza naturale; gli arredamenti e gli oggetti sono il frutto di donazioni e ricerche nelle case dei pentemini. Il Presepe di Pentema sarà aperto dal 21 dicembre al 6 gennaio e i giorni 11 e 12 gennaio con orario10-18. Informazioni online http://www.pentema.it/il-presepe/.

A Ponente si trova poi, ad esempio, il presepe di Sant’Agata di Imperia che coinvolge gli addetti ai lavori per quasi tre mesi con la ricostruzione di pinete, muretti a secco, casette originali in pietra, statue in movimento che ripercorrono le botteghe storiche e la ricostruzione di veri e propri effetti speciali tra temporali, una abbondante nevicata e l'apparizione della stella cometa. L'apertura del presepe per tradizione avviene subito dopo la messa delle 22:30 del 24 dicembre per poi rimanere visitabile sino al 6 gennaio 2020 incluso - Orari: sabato e festivi dalle ore 9 alle 12:15 e dalle 14:15 alle 19 - Feriali dalle 14 alle 18:30.
 

Ad Albissola Marina invece c'è l'esposizione permanente dei Macachi, le tradizionali statuine della zona, tra gli altri luoghi deputati alla  Fornace Alba Docilia di via Stefano Grosso, sino a domenica 12 gennaio 2020 è visionabile anche la mostra con  i ceramisti del territorio, ognuno chiamato a dare la propria interpretazione del tema Natività. Si chiama "I presepi dei ceramisti" ed è a cura dell'associazione ‘Macachi lab’. Particolare rilievo viene dato al tradizionale presepe della Liguria, con lo spazio allestito da Luciana Scarone e con le interpretazioni della Figurinaia a Pozzo Garitta. Tutte le informazioni al sito dedicato. Albissola rievoca alla mente anche il celebre presepe degli Abissi con le statue in ceramica realizzate gratuitamente da artisti locali e poste a 7 metri di profondità e a 200 metri dalla riva, con orientamento ad est per essere illuminate dal sole al mattino.

A Ventimiglia è molto attivo il “Gruppo Presepe” che per il 2019/2020 ha voluto dedicare la scena della Natività all’area archeologica di Nervia. Come spiegano dalla diocesi "alcuni docenti e alcuni studenti dell’Università di Genova, che appartengono al corso di laurea in scienze dell’antichità, storia, archeologia, lettere e filologia, hanno lavorato in questi anni nella nostra area archeologica, e hanno individuato la possibile esistenza di una Basilica paleocristiana, grazie agli strumenti di rilevazione informatica che leggono la struttura del sottosuolo. Abbiamo figurato due piani di struttura del presepe. In quello più alto è possibile vedere l’attuale piazza con la facciata della chiesa di Cristo Re, in passato già utilizzata per un presepe, e riutilizzata quest’anno per la sua bellezza. Nella piazza spicca il monumento dedicato alla Madonna. Nella parte archeologica sottostante abbiamo immaginato l’antica basilica, subito sotto l’attuale chiesa (anche se in realtà si trova proprio nell’area archeologica), naturalmente in rovina, caratterizzata dalle colonne tipiche dell’epoche e da ruderi murari. Un bassorilievo con scene di vita quotidiana prolunga la visione archeologica, che si completa con il classico anfiteatro, che la rende pienamente riconoscibile. La tradizionale pavimentazione romana con ciappe e muschio completa il palcoscenico.In questa sede abbiamo collocato la Natività di Gesù". Tutte le informazioni e prenotazioni al numero 0184.505757