Pra', qualità della vita e porto: l’appello di Guido Barbazza per chiudere i conti con il passato

di Anna Li Vigni

Completare ciò che è rimasto a metà, prima di parlare di nuove espansioni. È questo il messaggio sul futuro del litorale praese

Completare ciò che è rimasto a metà, prima di parlare di nuove espansioni. È questo il messaggio lanciato da Guido Barbazza sul futuro del litorale praese, segnato negli ultimi decenni dalla realizzazione della piattaforma portuale e dalla trasformazione profonda del rapporto tra città e porto a Genova. Secondo Barbazza, le priorità sono chiare e non più rinviabili. Le opere necessarie per completare la riqualificazione del litorale di Pra’ sono sostanzialmente due, più una terza, altrettanto cruciale e rappresentano il “minimo indispensabile” per restituire qualità della vita ai residenti.

Ferrovia da spostare e fascia costiera da completare - Il primo intervento riguarda lo spostamento a mare della linea ferroviaria Ferrovia Genova-Ventimiglia nel tratto compreso tra il rio Branega e il rio San Giuliano. La presenza dei binari, infatti, ha impedito di prolungare la fascia di riqualificazione costiera oltre il centro di Pra’, bloccandone l’estensione verso Voltri.

"Non ci sono più alibi: il viadotto autostradale portuale è stato fatto e quindi bisogna realizzare quest’opera", sostiene Barbazza. "Serve uno sforzo deciso per spostare i binari e prolungare finalmente la fascia riqualificata fino in fondo al litorale".

Dune e pista ciclopedonale fino a levante - La seconda opera riguarda il prolungamento delle dune e del percorso ciclopedonale lungo il lato di levante della piattaforma portuale, così da schermare anche le zone di Pra’-Palmaro dal porto. Un intervento di mitigazione ambientale che, insieme alla manutenzione delle dune esistenti, si trascina da anni senza una soluzione definitiva.

Sul tema, Barbazza ricorda come esistano già studi e progetti di massima elaborati e resi pubblici dalla Fondazione Primavera, con il contributo di cittadini e associazioni. "Le idee, le soluzioni e perfino i render 3D ci sono da anni. Ora tocca alle istituzioni trasformarle in realtà", sottolinea.

Elettrificazione delle banchine: impianti pronti, ma fermi - Un terzo nodo centrale è quello dell’elettrificazione delle banchine del Porto di Genova, tra i principali hub del Mediterraneo.

Le navi ormeggiate continuano a mantenere in funzione i gruppi elettrogeni di bordo, producendo emissioni e particolato. L’impianto per il collegamento elettrico a terra è già stato realizzato con un investimento significativo, ma manca ancora la piena operatività per questioni regolamentari. "Non si tratta di espandere il porto, ma di completare il minimo necessario per garantire ai cittadini una qualità della vita almeno paragonabile a quella che avevano prima", osserva Barbazza.

Porto e città: dalla contrapposizione alla simbiosi - Il dibattito, secondo Barbazza, non dovrebbe concentrarsi esclusivamente su nuovi ampliamenti o progetti di crescita. Il porto deve lavorare e restare competitivo, ma parallelamente devono essere attuate tutte le misure di mitigazione ambientale e compensazione per il territorio che ne sopporta l’impatto.

"O si crea una simbiosi porto-città, oppure si continuerà a vivere di conflitti, con tifoserie contrapposte a ogni proposta di ampliamento", afferma. "Si può e si deve adottare un approccio win-win che faccia lavorare meglio il porto e migliori concretamente la vita dei cittadini di Pra’".

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