Porto di Genova, Croce (Assagenti): "Il nuovo Piano regolatore garantisca flessibilità e polifunzionalità"

di Katia Gangale

Il presidente: "Le decisioni di oggi influenzeranno il porto per 50 anni. Tra le priorità, spazi adeguati, infrastrutture efficienti e tempi certi per la diga

Il nuovo Piano regolatore portuale di Genova rappresenta, secondo Assagenti, una scelta strategica destinata a incidere sul futuro dello scalo e della città per i prossimi decenni. A sottolinearlo in un'intervista a Katia Gangale per Liguria Live a Telenord è il presidente dell’associazione, Gianluca Croce, che esprime apprezzamento per il confronto avviato dall’Autorità di Sistema Portuale con gli operatori del settore.

 

«Siamo in un momento cruciale e strategico per il futuro nostro, della città e professionalmente dei nostri figli», afferma Croce, ricordando come le decisioni che verranno prese «influenzeranno le dinamiche portuali probabilmente dei prossimi 50 anni».

 

Tra le priorità indicate da Assagenti c’è innanzitutto la nuova diga, oggi una realtà concreta rispetto a quattro anni fa. Per l’associazione resta però fondamentale garantire il rispetto dei tempi di realizzazione.

 

Il punto centrale della visione di Assagenti è un porto polifunzionale e flessibile, capace di adattarsi all’evoluzione dei traffici. «Non può prescindere da essere un porto polifunzionale con la capacità e la flessibilità di poter poi seguire quelle che saranno le logiche del mercato», spiega Croce.

 

Il nuovo Piano dovrà quindi prevedere spazi adeguati alle diverse tipologie di traffico, dai container alle rinfuse fino al segmento passeggeri, consentendo allo scalo di cogliere le opportunità offerte dal mercato e di accogliere navi di diverse caratteristiche.

 

Un altro elemento indicato come prioritario riguarda l’efficienza dei collegamenti e delle infrastrutture, sia dentro sia fuori dal porto. «L’efficienza vuol dire risparmio economico», sottolinea Croce, evidenziando come rapidità e affidabilità dei collegamenti siano determinanti nelle scelte delle compagnie.

 

Tra le richieste dell’associazione figurano inoltre spazi per la gestione dei contenitori vuoti, sicurezza e certezze sul mantenimento della polifunzionalità. L’obiettivo è dotare Genova di un assetto capace di adattarsi nel tempo alle trasformazioni del mercato, valorizzando al massimo il vantaggio rappresentato dalla sua posizione geografica.

 

Per Assagenti, dunque, il nuovo Piano regolatore dovrà costruire le condizioni affinché il porto possa mantenere competitività e capacità di adattamento, con una programmazione infrastrutturale in grado di guardare alle esigenze dei prossimi decenni.

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