Ponte Morandi, Toti a Telenord: "Quel giorno doloroso è cominciato il riscatto"

di Redazione

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"Il vero significato di quel giorno è il modello che oggi ci fa stare sotto un ponte nuovo"

Ponte Morandi, Toti a Telenord: "Quel giorno doloroso è cominciato il riscatto"

"Non vendetta, ma verità e giustizia". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ai microfoni di Telenord, al termine della cerimonia in ricordo delle vittime del Ponte Morandi.


"Non vendetta, ma verità e giustizia. Costruire nuove infrastrutture e mantenere in ordine quelle che sono state fatte da chi ci ha preceduto. Il vero significato di quel giorno - prosegue - è il modello che oggi ci fa stare sotto un ponte nuovo. In merito al processo, non abbiamo sentito frasi edificanti e comprendo l'amarezza dei familiari. Trovo però improprio che i politici esprimano un giudizio, saranno le corti di giustizia a farlo. La concessionaria è cambiata, non c'è più nell'azionariato la finanziaria Atlantia e anche i dirigenti sono diversi".


In precedenza, durante la cerimonia, Toti ha detto: "Nei momenti di quella giornata tragica d'agosto è cominciata quella riscatto, quella collaborazione, quella capacità che poi ha fatto della ricostruzione del ponte che avete davanti un modello per l'Italia. Oggi siamo qua per ricordare le persone che non ci sono più, ma siamo qua anche per chiederci che cosa possiamo e dobbiamo fare per onorare quelle vittime senza colpa. Noi che siamo qui sopravvissuti senza merito perché chiunque poteva passare su quel Ponte quel giorno? E credo che ci siano due parole: una è giustizia e una è coraggio".
 

"Il coraggio che ci hanno dimostrato i familiari delle vittime che hanno saputo affrontare questi cinque anni senza un loro caro scomparso - ha detto Toti -. Senza una ragione, senza un perché. La giustizia è quella che aspettiamo dal tribunale. Voglio ringraziare anche il lavoro dei magistrati della procura del tribunale di Genova, impegnati in un lavoro complesso che non deve portare a vendetta, ma a verità e giustizia che è quella che si pronuncia nelle aule dei tribunali - ha sottolineato Toti -. È chiaro che cose che abbiamo letto tutti di quel processo fanno accapponare la pelle, però occorre avere fiducia nel lavoro dei magistrati, certi che sapremo la verità. Chi ha avuto una perdita così profonda avrà giustizia. La parte che spetta a chi ricopre una carica istituzionale pro tempore è quella di far sì che non accada più un altro ponte Morandi. Molto è stato fatto in questi anni e molto resta ancora da fare. Cosa vuol dire solo manutenere? Lo ha detto bene oggi il Presidente Mattarella, significa 'avere cura di quel complesso gigantesco di opere che i nostri nonni e i nostri genitori ci hanno affidato nel dopoguerra'. Vuol dire anche migliorarle e costruirle di nuovo. Questo è il compito della politica. Questo significa avere il coraggio di scelte che spero che quel che è successo possa ispirare a tutti perché quella tragedia come quel riscatto, quella ricostruzione, il lavoro da fare non hanno colori né simboli. Sono un patrimonio di questo Paese a cui Genova e la Liguria hanno pagato un tributo dolorosissimo".

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