Ponte Morandi, avvocati divisi sulla sentenza: soddisfazione per le parti civili, la difesa di Castellucci prepara il ricorso

di R.C.

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Mitja Gialuz e Luca Luparia Donati, legali di Ceseri assolto: "Riconosciuta l'assenza di qualsiasi profilo di colpa"

Ponte Morandi, avvocati divisi sulla sentenza: soddisfazione per le parti civili, la difesa di Castellucci prepara il ricorso

Le prime reazioni dei legali dopo la sentenza sul crollo del Ponte Morandi riflettono letture profondamente diverse del verdetto: da un lato la soddisfazione dei rappresentanti delle vittime, che vedono confermata la ricostruzione delle responsabilità, dall'altro le difese dei condannati, che contestano l'impostazione giuridica della decisione, e di uno degli imputati assolti, che accolgono con favore il proscioglimento.

I difensori dell'ex amministratore delegato di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni, hanno espresso "doveroso rispetto" per la sentenza, precisando però di non condividerne "le conclusioni". In attesa delle motivazioni, i legali ritengono che il dispositivo confermi "una preoccupante impostazione che finisce per separare la responsabilità penale dalla concreta individuazione delle condotte personali e dalla reale gestione del rischio".

Secondo la difesa, nel dibattimento sarebbe emerso che il crollo è stato determinato da "un difetto costruttivo occulto, rimasto sconosciuto per oltre cinquant'anni e mai individuato da alcuno" e che "nessuno aveva mai segnalato l'esistenza di un rischio per la sicurezza dell'infrastruttura". Gli avvocati sostengono inoltre che il ponte fosse "monitorato e sottoposto a verifiche costanti" e che Castellucci si fosse affidato "ai migliori tecnici del settore dell'ingegneria". Contestano quindi una ricostruzione che, a loro avviso, finisce per far coincidere la responsabilità penale con la sola posizione apicale dell'amministratore delegato, anziché con specifiche azioni od omissioni personali. Respinta anche l'ipotesi che vi fosse una politica di risparmio sulla sicurezza: "Le risorse per la manutenzione non sono mai state negate" e proprio Castellucci, sostengono i difensori, aveva promosso gli interventi di rinforzo deliberati nel 2017.

Di segno opposto la valutazione dell'avvocato Raffaele Caruso, che insieme alla collega Graziella Delfino assiste il Comitato dei parenti delle vittime. Per il legale, la sentenza dimostra che "il ponte non è crollato per caso ma per delle responsabilità specifiche, precise e specificamente individuate" che coinvolgono Aspi, Spea e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Caruso ha inoltre sostenuto che "già dal 1993 c'erano gli elementi per evitare la tragedia", respingendo la tesi secondo cui il difetto costruttivo escluderebbe le responsabilità. A suo giudizio, il problema era "prevedibile, non in astratto ma in concreto", ricordando che dopo il riscontro di analoghi difetti sulle pile 10 e 11, la pila 9, poi crollata, "è stata completamente abbandonata".

Soddisfazione è stata infine espressa dai difensori dell'ingegner Pierluigi Ceseri, ex direttore generale e amministratore delegato di Autostrade tra il 1995 e il 2000, assolto "perché il fatto non costituisce reato". I legali, professori Mitja Gialuz (nella foto) e Luca Lupària Donati , hanno accolto con favore una decisione che, a loro avviso, riconosce "l'assenza di qualsiasi profilo di colpa" a carico del loro assistito, sottolineando come Ceseri abbia partecipato al processo fornendo il proprio contributo alla ricostruzione dei fatti relativi agli anni in cui Autostrade era ancora una società pubblica.

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