Piccola storia ignobile, se la politica diventa un attacco alla dignità

di Giampiero Timossi

Quegli attacchi sessisti allo staff del governatore Toti che non devono essere tollerati

Bigotti, razza benedetta. Per far dannare gli altri, quelli che considerano il nemico. Se hanno un obiettivo cercano di distruggerlo a ogni costo, possibilmente senza faticare troppo. Così arrivi a un sabato soleggiato di inizio primavera, aspetti di vedere le prime rondini e ti ritrovi a volare decisamente basso. Che fai? Le provi tutte, provi anche a risollevarti fischiettando «ma che piccola storia ignobile che vi sto qui a raccontare», la prima cosa che ti viene in mente. La cantava qualche decennio fa Francesco Guccini. Raccontava di certi bigotti che andavano giù duri sull’aborto. Questa, molti anni dopo e pochi passi in avanti, è la piccola storia ignobile di un aborto della politica.

La storia va riassunta, anche perché avevamo scelto di non darle spazio, archiviandola alla voce piccole cose di pessimo gusto. Speri sempre che siano passaggi inutili da comunicare. Poi arriva un meme, che sono quelle cose che girano nelle chat che popolano i telefonini. Il meme condivido sui i social è un’immagine con su scritto “Staff di Toti con lui a Dubai... Silvio scansate”. Accompagna la foto di Jessica Nicolini e Francesca Licata, rispettivamente portavoce e social media manager di Giovanni Toti. Non importa se le stimi o no, quale sia la tua fede politica, se ti sono antipatiche o simpatiche, fanno il loro lavoro, per l’amministrazione pubblica e per questo semmai vanno pubblicamente giudicate. Ora quel “Silvio scansate” non è casuale, non è solamente offensivo e sessista: è l’ultimo gradino del disprezzo. È quando non hai più argomenti con i quali attaccare e usi la violenza verbale.

Il riferimento è chiaro, paragona alle Olgettine di Berlusconi due donne che di professione fanno le giornaliste dello staff del governatore. «Se parli di professioniste della comunicazione e di giornaliste come di inutili "soubrette" che fanno a scrocco "gite di piacere", con appellativi come "quella" e "signorina" invece di "dottoresse" quali siamo, questo è l'osceno risultato», ha scritto Nicolini su Facebook. Anche quello della portavoce di Toti non era un riferimento casuale, ma richiamava le parole del consigliere regionale Ferruccio Sansa. Che aveva criticato con quei termini l'ufficio stampa regionale per la trasferta a Dubai.  Facciamo ordine: il meme non l’ha scritto Sansa, ma tal Gigi Ciccione, questo il “nom de plume” di un assiduo frequentatore dei social. Sicuramente più dotato di autoironia che ironia.

Ma il nostro Gigi Ciccione avrà sentito o letto quanto detto da Sansa? Sansa è un eccellente giornalista, oggi impegnato in politica, proteso verso un progetto Verde ed ecologista che offre più di uno spunto interessante. Sansa ha senza dubbio parecchie cose da fare e raccontare. E quando vuole raccontarle ha sempre trovato spazio anche a Telenord. Sa benissimo Sansa che i bigotti sono rispettabili, a condizione che non scatenino il fanatismo, legittimando la violenza verbale che sempre violenza è. Fanatismo traversale, ieri e oggi. Per capirci? Quel meme delle Olgettine mica girava sulle chat di qualche esponente o militante del centrosinistra, almeno di questo non c’è nessuna prova. Stava, il meme dell’idiozia, sulla chat di alcuni leghisti dell’albenganese, evidentemente arrabbiati con Toti per le scelte fatte dal governatore sull’ospedale di Albenga e per la sua “deriva” centrista che lo allontanerebbe da una certa Lega. Bene, diciamola senza giri di parole: trovino argomenti veri per prendersela con Toti.

Accedano agli atti, cosa che sono certo Sansa ha fatto o farà, lavorino sodo come già fanno e dimostrino che chi è andato a Dubai non lo ha fatto per lavorare, per comunicare quello che stava succedendo. Comunicarlo per la Regione o per gli organi d’informazione che hanno accettato l’invito di seguire la Liguria in trasferta. Anche i giornalisti che non lavorano per la Regione sono ovviamente finiti nel mirino, al grido “prezzolati”.  Ah, la Lega, con il capogruppo in Regione Stefano Mai, ha preso le distanze dal contenuto della chat: «È composta in larga parte da ex iscritti al partito che non hanno rinnovato la tessera nel 2022. Per la Lega si tratta di un gesto vile e sessista, da condannare senza se e senza ma». Sul tema è intervenuta anche la commissione Pari opportunità del sindacato della stampa Fnsi: «Siamo alle solite: dopo il caso politico, con interrogazione del consigliere regionale Ferruccio Sansa sulle spese delle delegazione della Regione a Expo Dubai, l'attacco che segue, sotto forma di meme, alle due colleghe ritratte nella foto assume contorni sessisti».

Già, siamo alle solite, perché il cancro non si riesce mai a debellare. Fateci caso: cosa si ricorda dell’inchiesta “spese pazze”? Certi indumenti intimi che sarebbero stati impropriamente acquistati da alcuni consiglieri, non che la maggioranza di questi sono stati assolti perché il fatto non sussiste. C’è una candidata in corsa alle elezioni? Chissà quale sarò il suo protettore politico. Piccole storie ignobili, livello basso. E voglia di Primavera.

PS Ovviamente certe opinioni espongono lo scriba all’appellativo di prezzolato. È falso e non ho mai avuto casa all’Olgettina, ma almeno questo insulto immagino mi sarà risparmiato.