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		<title>Timone | Notizie di Genova e della Liguria | TELENORD</title>
		<description>Le ultime notizie di Telenord.it</description>
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		<copyright>Telenord srl</copyright>
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			<title><![CDATA[Vialli, vivere e volare]]></title>
			<link>https://telenord.it/vialli-vivere-e-volare-66311</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA["Ho 53 anni, sto meglio, sto riprendendo il mio peso forma&rdquo;. Quel che resta un anno dopo di Gianluca Vialli &egrave; la vita di un uomo onesto, la storia di chi non sa...]]></description>
			<pubDate>Sat, 06 Jan 2024 10:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>"Ho 53 anni, sto meglio, sto riprendendo il mio peso forma&rdquo;.</em> Quel che resta un anno dopo di <strong>Gianluca Vialli</strong> &egrave; la vita di un uomo onesto, la storia di chi non sa lasciare indietro i compagni di viaggio. La prima volta che parl&ograve; della sua <strong>malattia,</strong> almeno in pubblico, fu nell&rsquo;aprile di sei anni fa, in coda a un&rsquo;intervista. Lo fece a modo suo, come tutti, ovvio. Solo che il suo modo era speciale.<strong><em> &ldquo;Sto meglio&rdquo;</em></strong>, non importa se fosse <strong>vero, falso, inventato, creduto,</strong> era la visione, la prospettiva, la <strong>consapevolezza</strong> di quanto fosse necessario condividere il dolore, per renderlo almeno pi&ugrave; sopportabile, senza badare al fatto che fosse ineluttabile.</p>
<p><strong>Gianluca Vialli ha lasciato il pianeta Terra la notte del 5 gennaio</strong> di un anno fa, la notizia arriv&ograve; il giorno dopo, <strong>Epifania</strong> nera. Adesso la tentazione da tenere a bada &egrave; quella di dire lo ricordo cos&igrave; o peggio ancora era cos&igrave;, presunzione diffusa, quando invece basta mettere insieme le immagini: le salite in bicicletta per andare a <strong>Bogliasco</strong> ad allenarsi, l&rsquo;inglese perfetto, i maglioni sformati su un paio di jeans, il genovese improponibile, il sorriso di chi sapeva sorridere, la cameretta di Cremona dove tornare a dormire con i fratelli anche quando tornava dalle prime trasferte in Nazionale, un pallone, le maglie di <strong>Cremonese, Samp, Juventus, Chelsea,</strong> le mazze da <strong>golf,</strong> i giubbotti da <strong>manager</strong> dei <strong>Blues</strong> e del <strong>Watford,</strong> il bagaglio a mano, i polsini slacciati delle camicie, il gessato impeccabile, i riccioli ieri, le giacche doppietto alla Mounhtbatten, la cap, la battuta improvvisa come un&rsquo;insegna che s&rsquo;illumina a <strong>Piccadilly Circus,</strong> forza dentro, che diventava eleganza mai ostentata.</p>
<p>Un anno dopo a Gianluca Valli hanno intitolato una nave per trasportare grano battente bandiera della <strong>Barbados,</strong> una petroliera che batte bandiera di <strong>Singapore,</strong> un settore dello stadio di <strong>Cremona,</strong> centri sportivi, un viale a <strong>Rapallo</strong> dove il sindaco Carlo <strong>Bagnasco</strong> &egrave; stato il pi&ugrave; lesto di tutti e il fatto che sia di stretta osservanza sampdoriana &egrave; dettaglio, Vialli &egrave; davvero patrimonio di tutti. Gianluca, cittadino del mondo, nato nella ricca Cremona, poi londinese, ma a modo suo sempre genovese, anzi bogliaschino, borgo del primo Levante dove il vento in faccia ti fa apprezzare il profumo delle difficolt&agrave; e il mare che sta davanti t&rsquo;allarga l&rsquo;orizzonte.</p>
<p>Vialli lo ricorderanno qui, al <strong>Teatro Carlo Felice</strong>, un anno dopo, nel teatro dove cant&ograve; pure il suo <strong>Creuza de ma Fabrizio De Andr&egrave;</strong>, che il pianeta Terra lo lasci&ograve; l&rsquo;11 gennaio di venticinque anni fa. Pensate sia un azzardo, ma Vialli era anche questo, un poeta del gol, ermetico e futurista. Era una rockstar, cresciuta in fretta e cresciuta bene. <em>&ldquo;Non chiedetemi cosa significa essere famoso, lo ero a 17 anni&rdquo;</em>, racconta <strong>Mick Jagger</strong> in una lunga e recente intervista. Sono quelli che non si mettono sul piedistallo, ma ce li mettono. La loro forza &egrave; che a quel punto sanno bene come non cadere, fino alla fine.</p>
<p>Anche Vialli aveva i suoi magnifici eccessi, per esempio eccedeva in intelligenza. <em>&ldquo;Era il calciatore &nbsp;pi&ugrave; intelligente che abbia mai conosciuto. Anzi, ricominciamo: &egrave; la persona pi&ugrave; intelligente mai conosciuta, che poi decise di fare il calciatore&rdquo;,</em> racconta<strong> Enzo Tirotta, uomo ruvido, ma decisamente sveglio, capace di fotografare le persone come di intonare ieri e oggi i cori della sampdoriana Gradinata Sud</strong>. Uno, per capirci, che di Vialli aveva probabilmente le chiavi del cuore e sicuramente quelle della "sua" casa genovese, in vendita da qualche settimana. <em>&ldquo;Un po&rsquo; ne ho conosciuti, almeno un centinaio e dire che sono diversi da quelli di oggi non &egrave; vero, i parametri non cambiano, i contesti neppure, negli ultimi anni hanno solo pi&ugrave; mezzi, per farsi conoscere e quindi per farsi spesso pi&ugrave; male. <strong>Volete un podio? E va bene: Vialli, Platini e Cruijff</strong>&rdquo;</em>. Uomini applicati al pallone.</p>
<p>Quel che resta di Gianluca Vialli &egrave; anche questo, definirlo un uomo onesto pu&ograve; apparire banale, ma in realt&agrave; &egrave; il giusto peso di un aggettivo bistrattato da un pezzo, in fondo dagli Eroi Eponimi delle dieci trib&ugrave; attiche e siamo intorno al 338 avanti Cristo, anno pi&ugrave;, anno meno<strong>. L&rsquo;onest&agrave; &egrave; un valore laico e Vialli &egrave; e rester&agrave; un uomo capace di diventare eroe laico</strong>, nella salute e nella malattia, nelle sale di Stamford Bridge e dello Juventus Stadium, dello Zini a Cremona e in un magnifico angolo di mondo che nel gennaio di un anno fa riemp&igrave; di fiori e ricordi i piedi della gradinata di Marassi. Ora che non &egrave; pi&ugrave; qui lo ricorderanno un po&rsquo; ovunque e luned&igrave; nella sua Genova ritrover&agrave; gli amici di sempre, come <strong>Massimo Mauro</strong> che con lui ha condiviso green e beneficenza e ha appena detto<em> &ldquo;lo ricordo, ma con allegria, perch&eacute; a lui sarebbe piaciuto cos&igrave;</em>&rdquo; o <strong>Attilio Lombardo</strong> che con il suo <em>&ldquo;amico Luca&rdquo;</em> ha vinto tutto perch&eacute; <em>&ldquo;credetemi &egrave; fortissimo, &egrave; sottovalutato&rdquo;</em> diceva chi non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, tanto forte da conquistare insieme scudetto alla Samp, Champions alla Juve e un ultimo indimenticabile Europeo insieme nello staff e <strong>Roberto Mancini.</strong> Gi&agrave;, <em>&ldquo;Luca Vialli e Bobby gol&hellip;</em>&rdquo;, quanto bene si sono voluti e si vogliono, perch&eacute; sono cresciuti insieme, perch&eacute; quando uno si stuf&ograve; di fare l&rsquo;ala destra e divent&ograve; centrattacco, l&rsquo;altro si tolse la casacca numero nove per diventare un 10 da fantascienza.</p>
<p>Ecco, siamo all&rsquo;ultimo capitolo di una storia ancora da &nbsp;scrivere. Luned&igrave; sera far&agrave; tappa al teatro genovese della lirica, dove suon&ograve; anche De Andr&egrave;. In faccia c&rsquo;&egrave; il palazzo della Regione e quando un anno fa si illumino con il volto di Gianluca, i genovesi presero una candela e senza badare alla fede andarono in piazza De Ferrari a salutare un loro amico. <em>&ldquo;Here am I floating round my tin can/Far above the Moon/Planet Earth is blue/And there&rsquo;s nothing I can do&rdquo;</em>, cantava il Duca <strong>David Bowie,</strong> un&rsquo;altra rockstar volata via. <em>&ldquo;Mi senti&hellip;&hellip;/Sono qui che galleggio attorno al mio barattolo di latta/Lontano sopra la Luna/Il pianetaTerra &egrave; blu/E non c&rsquo;&egrave; niente che io possa fare&rdquo;.</em> Per&ograve; tu s&igrave; e allora butta gi&ugrave; uno sguardo, eroe onesto.</p>]]></content:encoded>
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			<title><![CDATA[Sech, più traghetti che passeggeri]]></title>
			<link>https://telenord.it/sech-piu-traghetti-che-passeggeri-61806</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[I porti son desideri, un po&rsquo; come i sogni. &ldquo;Nel 2023 vedr&agrave; la luce il nuovo Piano regolatore portuale di Genova accogliendo le grandi istanze ambientaliste e...]]></description>
			<pubDate>Fri, 22 Sep 2023 19:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I porti son desideri, un po&rsquo; come i sogni</strong>. <em>&ldquo;Nel 2023 vedr&agrave; la luce il nuovo Piano regolatore portuale di Genova accogliendo le grandi istanze ambientaliste e della digitalizzazione, introdurremo un&rsquo;innovazione unica a livello nazionale: alcune aree del porto da co-pianificare con il Comune di Genova e la Regione Liguria&rdquo;.</em> Cos&igrave; parl&ograve; <strong>Paolo Emilio Signorini</strong>. Era il 24 novembre di un anno fa. La promessa non verr&agrave; mantenuta e nel frattempo Signorini ha lasciato la presidenza dell&rsquo;Autorit&agrave; di sistema portuale Mar Ligure Occidentale e si &egrave; trasferito ai vertici dell&rsquo;Iren. Dall&rsquo;Autorit&agrave; fanno sapere che quella scadenza <em>&ldquo;non &egrave; mai stata resa esplicita dall&rsquo;ex presidente&rdquo;. </em><strong>Interviste mai smentite e video ricordano il contrario</strong>. Inoltre da Palazzo San Giorgio trapela <strong>anche la possibilit&agrave; che il commissario possa presentare in Regione il piano regolatore</strong>, anche se i momenti di confronto con terminalisti, spedizionieri, agenti marittimi o Confindustria non sono terminati. Difficile che il quadro si completi nei prossimi tre mesi, anche perch&eacute; sarebbe un atto di difficile comprensione politica. Non c&rsquo;&egrave; infatti alcuna certezza che l&rsquo;attuale commissario sia anche il prossimo presidente dell&rsquo;Autorit&agrave; di sistema. E allora perch&eacute; toccherebbe a lui definire il documento che dovrebbe stabilire i prossimi assetti delle banchine? Non avrebbe nessuna logica politica, pi&ugrave; razionale sarebbe stato che Signorini portasse a termine il piano, se non entro il 2023 (come annunciato pi&ugrave; volte nei mesi scorsi), almeno prima di passare a Iren. <strong>Allora se ne riparler&agrave; alla fine del 2024,</strong> probabilmente dopo le Europee di primavera, perch&eacute; una legge di riforma portuale non &egrave; ancora stata &nbsp;concepita e non sembra &nbsp;tema da affrontare in campagna elettorale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per&ograve; la necessit&agrave; di <strong>nuovo piano </strong>resta urgente e torna sempre d&rsquo;attualit&agrave;, anche in questi giorni quando un <strong>viaggio a Singapore del governatore Giovanni Toti </strong>sembra aprire nuovi scenari sulle banchine del porto di Genova. Qualcosa ha gi&agrave; rivelato in un colloquio con Il Secolo XIX lo stesso Toti, appena rientrato da un <strong>blitz &ldquo;informale&rdquo; a Singapore</strong>, invitato dai vertici di <strong>Psa</strong>, colosso orientale e globale e accompagnato da <strong>Giulio Schenone che di Psa Italy &egrave; azionista</strong>. &nbsp;Il governatore ha indicato la possibilit&agrave; di destinare a una nuova <strong>funzione il terminal Sech di Sampierdarena</strong>, in concessione a Psa fino al <strong>2045 </strong>e che trent&rsquo;anni fa divenne il primo caso italiano di un intervento privato in salvataggio di un porto allora completamente pubblico. <em>Uno &ldquo;spazio&rdquo; dedicato al &ldquo;traffico passeggeri&rdquo;</em> ha dichiarato <strong>il leader centrista</strong>. Ipotesi che sembra per&ograve; non coincidere con gli obiettivi delle parti in causa, quelle titolate a un&rsquo;eventuale intesa, <strong>Psa e Grimaldi</strong>. Che vedrebbero <strong>a Calata Sanit&agrave; </strong>traghetti ro-ro e rimorchi, decisamente incompatibili con l&rsquo;idea di una possibile convivenza con i passeggeri. C&rsquo;&egrave; la possibilit&agrave; che le parti siano gi&agrave; parlate prima del viaggio di Toti a Singapore? Possibile, ma sarebbe inutile chiedere una conferma ai manager di Psa e Grimaldi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>&ldquo;Si tratta di accordi tra privati, sia chiaro&rdquo;, </em>ha ribadito anche Toti. Chiaro, cos&igrave; come sembra (assai) probabile che gli stessi privati non avessero nessuna urgenza di far conoscere pubblicamente il tema delle loro interlocuzioni. Dettagli e il compito della politica sarebbe comunque quello di rendere pubblico qual che accade sul territorio. Il punto semmai &egrave; un altro. I porti saranno pure desideri, ma i desideri vanno pur regolati, in un contesto che vede il coinvolgimento di pi&ugrave; soggetti. Per questo non tutti sono convinti della linea scelta dalla Regione: prima le grandi opere, poi il nuovo piano regolatore portuale. Per questo il vuoto lasciato dalla promessa non mantenuta di Signorini andrebbe colmato presto. Anche perch&eacute; resta di difficile comprensione, almeno per chi fa impresa tra le banchine, comprendere la scelta di preferire un commissario rispetto a un nuovo presidente, tutto in un momento di profonda trasformazione dei porti del mar ligure occidentale e <strong>con un governo che in Liguria rispecchia la maggioranza dell&rsquo;esecutivo di Giorgia Meloni</strong>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Rixi viceministro, le occasioni della Difesa e l’idea di Toti sul caro energia]]></title>
			<link>https://telenord.it/rixi-viceministro-le-occasioni-della-difesa-e-l-idea-di-toti-sul-caro-energia-50447</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[Dispaccio. Finir&agrave; cos&igrave;: Edoardo Rixi sar&agrave; viceministro alle Infrastrutture. Seguir&agrave; in via Nomentana il suo amico Matteo Salvini, leader della Lega....]]></description>
			<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 20:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dispaccio. Finir&agrave; cos&igrave;: <strong>Edoardo Rixi sar&agrave; viceministro alle Infrastrutture</strong>. Seguir&agrave; in via Nomentana il suo amico <strong>Matteo Salvini</strong>, leader della Lega. La nomina &egrave; ormai certa e la notizia per la Liguria &egrave; buona, anzi ottima, con una sfumatura che non pu&ograve; essere trascurata. Nella logica delle competenze Rixi sarebbe, tra i politici appena eletti in <strong>Parlamento</strong>, il miglior ministro delle Infrastrutture. Per&ograve;, la cosa &egrave; nota, la composizione del nuovo esecutivo a trazione <strong>Fratelli d&rsquo;Italia</strong> richiede qualche accorgimento in pi&ugrave; rispetto al previsto. Perch&eacute; malumori della famiglia di <strong>Forza Italia</strong> si possono assopire (almeno momentaneamente) da un&rsquo;equilibrata distribuzione dei ministeri.</p>
<p>Anche in questa logica il ministro degli Interni non andr&agrave; a Salvini, che per&ograve; dovrebbe vedere accontentata la sua volont&agrave; di contribuire alla &ldquo;<strong>sicurezza del Paese</strong>&rdquo; ( la citazione &egrave; del leader leghista). Come? Le Infrastrutture hanno competenza anche sulla <strong>Guardia Costiera</strong> e dunque sul delicato tema degli <strong>sbarchi dei migranti</strong>. Di questo si occuper&agrave; (anche) Salvini, che al suo fianco ha chiesto e ottenuto Rixi, un politico che di infrastrutture ha competenze documentate. Rixi, nove su dieci, non sar&agrave; sottosegretario, ma viceministro, incarico gi&agrave; ricoperto prima che <strong>SCEGLIESSE di dimettersi &nbsp;per l&rsquo;indegna vicenda delle &ldquo;spese pazze&rdquo;</strong>. Storia giudiziaria che alla fine lo vedr&agrave; assolto, semplicemente &nbsp;&ldquo;perch&eacute; il fatto non sussiste&rdquo;. Essere viceministro, a differenza di un sottosegretario, significa partecipare al consiglio dei ministri, dettaglio non trascurabile quando sul tavolo sono in discussione scelte strategiche per l&rsquo;Italia e la Liguria.</p>
<p>E allora, in fondo alla storia, la notizia dell&rsquo;imminente nomina di Rixi &nbsp;sar&agrave; ottima e non buona a met&agrave;. Tutto non per smania di campanilismo o per voglia di essere Liguria-centrici, sentimento che comunque sarebbe pi&ugrave; che giustificato. La <strong>Liguria</strong> ha visto scendere da 24 a 15 il numero dei parlamentari eletti, i nuovi (macro) collegi penalizzano la rappresentativit&agrave; e quindi il radicamento sul territorio di senatori e deputati. Per questo la nostra regione, affamata di sviluppo e relative infrastrutture, ha bisogno di una marcia in pi&ugrave;. Serve, come ha chiesto <strong>Roberto Bagnasco</strong> deputato di Forza Italia appena rieletto, che alla <strong>presidenza della commissione Difesa vada un &ldquo;ligure&rdquo;</strong>. Bagnasco lo ha detto chiaro e tondo davanti a Montecitorio, intervistato da Telenord, alla vigilia dell&rsquo;elezione del Presidente della Camera dei Deputati. La Spezia e ovviamente la Liguria ospitano, per esempio, Seafuture, il salone internazionale dell&rsquo;industria navale, che dal 5 all&rsquo;8 giugno 2023 aprir&agrave; la sua ottava edizione (l&rsquo;appuntamento &egrave; biennale). La grande, media e piccola impresa della Difesa sono un elemento fondamentale dell&rsquo;economia della nostra regione e del nostro Paese, sono una realt&agrave; che pu&ograve; non essere condivisa ma che &egrave; forte e strutturata. Servono uomini, donne, &ldquo;link&rdquo; che sappiano evidenziare e sottolineare le eccellenze liguri, a 360 gradi. Questo serve sull&rsquo;asse Liguria-Roma-Liguria. Come documentato anche nel viaggio romano di Telenord, i liguri tra i palazzi romani si stanno muovendo bene. C&rsquo;&egrave; molta carne sul fuoco, questo &egrave; fuori discussione. Uno spazio la gente di Liguria se lo sta ritagliando pure nel &ldquo;colore&rdquo; che anima le giornate delle neonata legislatura. C&rsquo;&egrave;, per esempio un ristorante di note origini e dal nome tutto genovese, che si sta facendo notare come &ldquo;ritrovo&rdquo; della politica nazionale. &Egrave; una new entry scovata dal Corriere della Sera nella nuova mappa del &ldquo;potere&rdquo; capitolino. Il nome? Si tratta del <strong>Maxela</strong>, in <strong>via delle Coppelle</strong> a due passi dai centri del potere, <strong>Senato, Camera</strong> e <strong>Palazzo Chigi.</strong> Tra questi tavoli, qualche sera fa, circolava con insistenza il nome della deputata <strong>Ilaria Cavo</strong>, gi&agrave; assessore regionale, neo eletta nella fila di <strong>Noi Moderati</strong>. La sua esperienza politica e la notoriet&agrave; conquistata come giornalista televisiva, la metterebbero in pole per una commissione, magari quella gi&agrave; presieduta dalla ligure <strong>Raffaella Paita</strong>. Si tratta delle Infrastrutture, dove come &egrave; noto, ci si occupa anche di <strong>Telecomunicazioni.</strong> Intanto, un po&rsquo; in sordina, si &egrave; appena realizzata un&rsquo;idea lanciata nelle settimane scorse da <strong>Giovanni Toti,</strong> governatore della Liguria, leader di <strong>Italia</strong> al <strong>Centro</strong> e guida politica dell&rsquo;onorevole Cavo. Come racconta Il Sole 24 Ore, &ldquo;<em>un aiuto immediato contro il caro energia arriver&agrave; dai fondi strutturali europei 2014-2020 non ancora spesi o non impegnati in modo vincolante, per un importa che solo per l&rsquo;Italia potr&agrave; arrivare fino a 4 miliardi</em>&rdquo;. Gi&agrave;, il primo a lanciare l&rsquo;idea &egrave; stato Toti. Finir&agrave; cos&igrave;: a Roma e in Europa anche la Liguria sapr&agrave; farsi ascoltare.&nbsp;</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Toti (più Lupi), una sfida di coraggio. Però adesso servono i candidati giusti]]></title>
			<link>https://telenord.it/toti-piu-lupi-una-sfida-di-coraggio-pero-adesso-servono-i-candidati-giusti-48288</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[W Italia. Se arriver&agrave; un nome per sancire l&rsquo;alleanza elettorale e le liste che correranno anche nel proporzionale, forse questa potrebbe essere un&rsquo;idea....]]></description>
			<pubDate>Thu, 04 Aug 2022 15:00:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>W Italia</strong>. Se arriver&agrave; un nome per sancire l&rsquo;alleanza elettorale e le liste che correranno anche nel proporzionale, forse questa potrebbe essere un&rsquo;idea. Aspettando &lsquo;W Italia&rsquo; (insistiamo), le ultime ore hanno sancito ufficialmente un paio di cose, che in realt&agrave; erano nell&rsquo;aria da qualche tempo. Primo: Italia al Centro e il suo leader Giovanni Toti <strong>tornano (ma anche restano) nel centrodestra.</strong> Secondo: formalizzano l&rsquo;alleanza con Maurizio Lupi, leader di Noi con l&rsquo;Italia (e fanno due, di Italia). Saranno &ldquo;la stampella al centro&rdquo; (cit.) di una coalizione che, nel trionfo sondaggistico di Giorgia Meloni, si mostra decisamente orientata a destra. Dunque, sempre stando ai primi sondaggi del dopo-Draghi, l&rsquo;unico rischio che frenerebbe la corsa del centrodestra potrebbe arrivare dai tentennamenti degli elettori moderati. L&rsquo;Italia in fondo &egrave; stata governata per almeno mezzo secolo dai moderati, l&rsquo;ipotesi &egrave; quindi plausibile.&nbsp;</p>
<p>Certo &egrave; che <strong>per correre al centro ci vuole coraggio</strong> e qui si arriva al terzo punto e al terzo personaggio, quest&rsquo;ultimo ancora in cerca d&rsquo;autore, <strong>Coraggio Italia</strong> di <strong>Luigi Brugnaro,</strong> sindaco di Venezia, imprenditore di successo e risorse, anche economiche. Si pensava che anche lui si unisse (formalmente) all&rsquo;alleanza centrista, per il momento pare non sia cos&igrave;. Toti ripete cos&igrave; in conferenza stampa: &ldquo;<em>Questa &egrave; un&rsquo;alleanza aperta, porte aperte a chi vorr&agrave; dare un contributo</em>&rdquo;. Stesso concetto ribadito pi&ugrave; volte da Lupi. Poi, a domanda esplicita, Toti &egrave; altrettanto esplicito: &ldquo;<strong><em>Brugnaro? Per lui le porte sarebbero spalancate</em></strong>&rdquo;. Sliding Doors, ma ormai il sindaco di Venezia sembra davvero a un passo dall'alleanza con l'Udc di Lorenzo Cesa. Perch&eacute; la prima campagna elettorale dell&rsquo;estate italiana, con il voto fissato per il 25 settembre, ha tempi stretti, incertezze che da vette alpine devono scendere in poche ore sotto il livello del mare. E ha, inevitabilmente, strategie rivolte al risultato immediato, nell&rsquo;impossibilit&agrave; temporale di sviluppare un nuovo progetto politico pi&ugrave; articolato.&nbsp;</p>
<p>Prima del 20 luglio, giorno che di fatto ha sancito la fine della prima esperienza di governo di Mario Draghi, gli esponenti di Italia al Centro (non solo il leader indiscusso Toti) vedevano come una &ldquo;grande opportunit&agrave;&rdquo; l&rsquo;ipotesi di<strong> creare un centro che allargasse gli orizzonti</strong> e raccogliesse pi&ugrave; voti tra i moderati. Il precipitare politico degli eventi ha chiuso spazi di trattativa, base fondamentale per ogni nuovo progetto politico. Il &ldquo;bluff&rdquo; di Azione e del suo leader Calenda, la decisione rapida di allearsi con il Pd, ha tolto margini agli altri centristi, <strong>isolando di fatto Italia Viva,</strong> che a oggi appare coraggiosamente decisa a correre da sola.</p>
<p>Toti che governa una regione strategica (almeno dal punto di vista degli umori politici del Paese), amministra la Liguria con il centrodestra e <strong>con il centrodestra doveva restare:</strong> non si pu&ograve; parlare di stabilit&agrave; necessaria per poi mandare al voto la regione che si governa a un anno e mezzo dalla vittoria. E non si pu&ograve; mettere il bastone tra le ruote a un altro simbolo del centrodestra allargato e vincente, perch&eacute; Marco Bucci a Genova &egrave; stato appena rieletto e di quella coalizione capace di fare il pieno di voti e consensi, Italia al Centro e tutti i &ldquo;totiani&rdquo; non sono certo elemento marginale. Dunque Toti ha fatto quello che, probabilmente, doveva fare. &Egrave; rimasto nei confini della sua alleanza, ha scelto come compagno l&rsquo;affidabile Maurizio Lupi, ha anche accettato che il simbolo Noi con l&rsquo;Italia fosse al momento in alto, in una visione pi&ugrave; accentuata (almeno dal punto di vista prospettico) rispetta a Italia al Centro e il suo bell&rsquo;arancione tonalit&agrave; Herm&egrave;s.</p>
<p>Ora, aspettando magari che arrivi anche Coraggio Italia, che la terza forza si unisca sotto il nome di W Italia (insistiamo) e che Italia Viva e Matteo Renzi cambino idea (decisamente improbabile), non resta che giocare. Forse il voto del 25 settembre per i centristi non rappresenta pi&ugrave; una &ldquo;grande opportunit&agrave;&rdquo;, per&ograve; pare chiaro quanto <strong>Toti e i suoi mostrino un grande coraggio.</strong> Una propensione alla sfida che in politica non sempre &egrave; qualit&agrave; vincente, ma sicuramente apprezzabile. E poi c&rsquo;&egrave; una certezza: <strong>nessuno &egrave; sicuro della vittoria</strong>, i sondaggi sembrano stra-favorire il centrodestra, ma il Pd appare pi&ugrave; attivo di quanto (per esempio) non sia stato nelle ultime amministrative genovesi. E, almeno in Liguria, l&rsquo;alleanza con Calenda (che propone addirittura la candidatura di Ariel Dello Strologo, dopo aver sostenuto il 12 giugno Marco Bucci), rende il centrosinistra competitivo.</p>
<p>Dunque le politiche del 25 settembre rappresentano per i collegi ridisegnati della nostra Regione una bella sfida. Toti, oltre a rivendicare cos&igrave; come Lupi, l&rsquo;importanza dell&rsquo;esperienza governativa di Mario Draghi, punta proprio sull&rsquo;esperienza vincente della sua amministrazione ligure: &ldquo;<em>Il centrodestra non &egrave; solo la casa da cui proveniamo per cultura con cui tanto ho fatto in Liguria, ma &egrave; anche l&rsquo;unica coalizione in grado di realizzare il programma che serve al Paese</em>&rdquo;. <strong>Equazione semplice: sappiamo governare la Liguria, sapremo governare l&rsquo;Italia</strong>. E ancora: &ldquo;<em>Questa lista non nasce per i collegi dell&rsquo;uninominale, ma per raggiungere il 3% e poi restare insieme nel prossimo Parlamento</em>&rdquo;. &nbsp;Questa, Toti lo sa, &egrave; la grande sfida ed &egrave; probabilmente la cosa che pi&ugrave; stuzzica il leader di Italia al Centro. Dei collegi uninominali (quelli sulla carte con pi&ugrave; possibilit&agrave; di successo) Italia al Centro e Noi con l&rsquo;Italia ne avrebbero ottenuti quattro, dialogando in modo serrato con il centrodestra: due in Liguria, altrettanti nelle altre regioni. In ballo resta una quinta possibilit&agrave;. Ma sar&agrave; sul (pur contestatissimo) <strong>proporzionale che l&rsquo;alleanza si mette fortemente in gioco</strong>.&nbsp;</p>
<p>Non sar&agrave; facile superare l<strong>o sbarramento del 3%</strong> (Calenda per i sondaggi &egrave; sopra di appena un soffio), sar&agrave; possibile sicuramente farlo in Liguria, molto e molto pi&ugrave; difficile ottenere la stessa percentuale in regioni e collegi di peso superiore, quali Lombardia, Veneto o Sicilia. Per questo Toti deve scegliere benissimo i candidati, sia nel pi&ugrave; &ldquo;confortevole&rdquo; uninominale, sia nel proporzionale. Per questo la sua giunta potrebbe dover far a meno di assessori di peso come Ilaria Cavo e Marco Scajola, quest&rsquo;ultimo risultato candidato pi&ugrave; votato alle regionali del 2020. Ai suoi il leader di Italia al Centro non avrebbe ancora anticipato un granch&eacute;, spiegando invece la filosofia del momento: &ldquo;Un ottimista vede le opportunit&agrave; in ogni difficolt&agrave;&rdquo;. &Egrave; frase nota e sintetizzata del solito Winston Churchill. <strong>Ottimismo e coraggio, son partiti.</strong></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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			<title><![CDATA[Meglio piangere con Jovanotti che per i Cinque Stelle ]]></title>
			<link>https://telenord.it/meglio-piangere-con-jovanotti-che-per-i-cinque-stelle-47667</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/meglio-piangere-con-jovanotti-che-per-i-cinque-stelle-47667</guid>
			<description><![CDATA[Siamo tornati a piangere, ma stavolta erano anche lacrime di gioia. Domenica sera erano almeno in ventimila, sul prato di Villanova d&rsquo;Albenga e sul cielo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 18 Jul 2022 21:05:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tornati a <strong>piangere</strong>, ma stavolta erano anche <strong>lacrime di gioia</strong>. Domenica sera erano almeno in <strong>ventimila</strong>, sul prato di <strong>Villanova d&rsquo;Albenga</strong> e sul cielo dell&rsquo;ippodromo volava un&rsquo;enorme medusa che non irritava nessuno, ma faceva solo una grande allegria. Al <strong>Jova Beach Party</strong> c&rsquo;erano donne e uomini di ogni et&agrave;, c&rsquo;erano <strong>Silvia e Sara</strong> che dopo sedici anni di fidanzamento hanno deciso che era arrivato il momento di <strong>sposarsi</strong> e hanno voluto che a celebrare il loro amore fosse <strong>Jovanotti</strong>.</p>
<p>C&rsquo;era <strong>Giacomo</strong> che ha 7 anni e gi&agrave; sa che <strong>Albenga &egrave; &ldquo;l&rsquo;ombelico del mondo&rdquo;</strong>, perch&eacute; domenica sera in quel prato si sono incontrate almeno ventimila &ldquo;<strong>facce strane</strong> di una bellezza un po&rsquo; disarmante&rdquo;. Come quella di <strong>Caterina</strong> che anni ne ha 67 in pi&ugrave; di <strong>Giacomo</strong>, &nbsp;che &ldquo;<strong>belin che caldo</strong>&rdquo; lo avr&agrave; detto 100 volte, ma poi cantava a squarciagola <strong>"sono una ragazza fortunata"</strong> e nella sua maglia rossa, tanto elegante quanto accollata, sudava felice, molto pi&ugrave; di Giacomino.</p>
<p>Ecco, &egrave; stata un gran serata, anzi una domenica bestiale, organizzata con <strong>invidiabile precisione</strong>: funzionavano le piste pedonali, quelle ciclabili, i bus navetta, i parcheggi e se chiedevi un&rsquo;informazione finiva sempre che trovavi una risposta precisa e un sorriso.</p>
<p>Non importa neppure cos&igrave; tanto se il cinquantacinquenne <em><strong>Giovanotto</strong></em> vi faccia o no impazzire: allo scriba, &egrave; giusto confessarlo, <strong>piace parecchio</strong>, quasi come i <strong>cantautori di Liguria</strong>. Non importa (solo) che sia riuscito a cantare ed emozionare per pi&ugrave; di tre ore, se nel pomeriggio si sia concesso sei volte anche se in realt&agrave; a quell&rsquo;ora il suo ingresso sul palco non era neppure in scaletta. La cosa che ha colpito del Jova Beach Party &egrave; stata la sua capacit&agrave; di diventare <strong>una serata da raccontare,</strong> spartiacque tra un periodo a spasso nell&rsquo;abisso e giorni nuovi carichi di problemi e insieme di voglia di reagire. Non &egrave; solo un pezzo di canzone, c&rsquo;era davvero una bellissima energia. <strong>Positiva</strong>.&nbsp;</p>
<p>Cos&igrave; &egrave; legittimo sostenere che questo, almeno in Liguria, &egrave; gi&agrave; diventato <strong>l&rsquo;evento dell&rsquo;estate</strong>. E alla faccia di certi attacchi, almeno volgari, &egrave; giusto dire: <strong>brava Ilaria Cavo, assessore regionale alla cultura</strong>, che ha reso possibile questa storia. Belle storie, belle canzoni, anche quelle tristi, perch&eacute; quando Jovanotti cantava &ldquo;<strong>la mia ragazza &egrave; magica</strong>&rdquo; c&rsquo;erano ragazzi e ragazze che <strong>piangevano di felicit&agrave;</strong>.</p>
<p>E piangeva anche Jova, dopo aver cantato &ldquo;<strong>Le tasche piene di sassi</strong>&rdquo;, la canzone per mamma Viola che non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;. Ecco, questo colpisce di certe notti: vuoi divertirti, ma hai il coraggio di ricordare che la vita ha anche i suoi dolori, le sue difficolt&agrave;. Domenica sera, dopo aver salutato Jovanotti, dopo aver ballato e prima di ballare ancora, Ilaria Cavo non si staccava dal telefonino, perch&eacute; la politica &egrave; la sua grande passione e allora &ldquo;<em><strong>chiss&agrave; come finir&agrave; questa crisi di governo?</strong></em>&rdquo;. Il giorno dopo <strong>Giovanni Toti </strong>ha detto in sintesi: &ldquo;<em><strong>Se i Cinque Stelle lasceranno il governo non pianger&ograve;</strong></em>&rdquo;.</p>
<p>Gi&agrave;,<strong> le lacrime vanno usate per cose serie</strong>. &ldquo;<em>La mia ragazza &egrave; magica/e lancia in aria il mondo/ e lo riprendere al volo</em>&rdquo;. Per Silvia e per Sara, per chi crede nelle sfide: magari &egrave; per cose cos&igrave; che <strong>vale la pena di piangere</strong>.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Dalla yacht alla motovedetta: dopo Draghi c’è solo Draghi]]></title>
			<link>https://telenord.it/dalla-yacht-alla-motovedetta-dopo-draghi-c-e-solo-draghi-47585</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[Dal Britannia alla Capitaneria di Porto, dallo yacht reale alla motovedetta genovese. Per un sommario ritratto di Mario Draghi possono aiutare anche due immagini e due storie...]]></description>
			<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 12:50:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal Britannia alla Capitaneria di Porto, dallo yacht reale alla motovedetta genovese</strong>. Per un sommario ritratto di <strong>Mario Draghi</strong> possono aiutare anche due immagini e due storie decisamente lontane tra loro. Per spazzar subito via ogni possibile equivoco aiuta ricordare che il premier non &egrave; mai stato un navigante, ma &egrave; piuttosto un italiano con un alto senso dello Stato.</p>
<p>Il primo fotogramma risale al 2 giugno del 1992. Quel giorno, pi&ugrave; di trent&rsquo;anni fa, un&rsquo;associazione di banchieri del Regno Unito, The British Invisibles, organizza un incontro sullo yacht reale Britannia. <strong>Tra gli invitati c&rsquo;&egrave; il direttore generale del Tesoro, Mario Draghi</strong>. Con lui anche l&rsquo;ex ministro del Tesoro Beniamino Andreatta, il banchiere Giovanni Bazoli, il direttore generale di Confindustria Innocenzo Cipolletta, il presidente di Eni Gabriele Cagliari, l&rsquo;economista della gauche Luigi Spaventa e il tributarista della droit Giulio Tremonti.</p>
<p><strong>&Egrave; in corso il terremoto Mani Pulite, alcuni diranno che proprio quell&rsquo;associazione di banchieri, dal nome che pareva uscito da un libro di Ian Fleming</strong>, fosse uno dei centri segreti per mandare a gambe all&rsquo;aria la Prima Repubblica. Teorema azzardato, mai provato e dunque falso. In realt&agrave; quella crociera sul Britannia venne organizzata a seguito della scelta presa dall&rsquo;ultimo governo Andreotti di avviare una serie di privatizzazioni dell&rsquo;industria di Stato. <strong>Draghi sal&igrave; sul Britannia</strong>, tenne la sua relazione, ma a differenza degli altri invitati scese dallo yacht prima che salpasse verso l&rsquo;Argentario.</p>
<p>Ci and&ograve;, perch&eacute; quella era una &ldquo;rivoluzione&rdquo; economica che andava spiegata da chi aveva gi&agrave; credito su mercati internazionali: privatizzare era l&rsquo;unico modo per salvare i bilanci dell&rsquo;Italia, far parte con dignit&agrave; del nuovo contesto europeo e mondiale, evitare sviluppi drammatici come quelli che poi travolsero la Grecia. <strong>Privatizzare fu (in parte) una decisione dolorosa, si pag&ograve; un prezzo in termini occupazionali. Dolorosa, ma indispensabile</strong>. Per&ograve; Draghi, gi&agrave; in quel passaggio cruciale dimostr&ograve; di essere uomo capace di gestire problemi complessi: fece la sua parte, senza compromissioni. Per alcuni questa &egrave; una macchia nella sua esperienza professionale? <strong>L'analisi non solo &egrave; superficiale, ma sbagliata: ag&igrave; nel rispetto dei ruoli</strong>, con educazione civica, nell'interesse dello Stato. E raggiunse un obiettivo insispensabile per il Paese.&nbsp;</p>
<p>Ventinove anni dopo, 9 febbraio 2022: <strong>una motovedetta della Capitaneria di Porto attende Mario Draghi alla Marina di Sestri Ponente</strong>, il premier &egrave; appena atterrato a Genova. Con lui pochi invitati salgono a bordo, il governatore <strong>Giovanni Toti</strong>, il sindaco <strong>Marco Bucci</strong>, l&rsquo;ex viceministro <strong>Edoardo Rixi</strong>. Viaggio breve fino al Porto di Genova, il cuore della citt&agrave;. &Egrave; una visita lampo, ma anche un bastimento carico di simboli. Draghi, a modo suo, con garbo e in punta di piedi, vuole visitare quella citt&agrave; che considera un simbolo di una nuova resistenza, dopo il crollo di Ponte Morandi, verso quella che sembra la fine dell&rsquo;incubo Covid.<strong> E in Liguria il Pnrr porter&agrave; 7 miliardi</strong> e opere decisive per i prossimi cinquant'anni, una modernizzazione che ha nella nuova diga portuale, nel terzo valico e nella gronda le infrastrutture simbolo.</p>
<p>Draghi non aveva nel 1992 e non ha oggi un approccio ideologico ai problemi, apprezza il lavoro di Toti e Bucci, le loro visioni. &Egrave; un amico di Genova e della Liguria, nel senso vero (unico) del termine, lontano da qualsiasi logica clientelare. Toti lo dice da mesi, lo ripete in questi giorni: <strong><em>&ldquo;Dopo Draghi solo Draghi&rdquo;</em></strong>. Aggiunge: <em>&ldquo;Per affrontare problemi complessi servono uomini dalle qualit&agrave; complesse&rdquo;</em>. Ha ragione. Ora anche il governatore dovr&agrave; usare la sua abilit&agrave; politica per convincere il premier. C'&egrave; una sola opzione: continuare il lavoro iniziato, non smetti di giocare anche se porti il pallone e i tuoi ti riempiono di autogol. Al massimo cerchi nuovi compagni di squadra, pi&ugrave; leali. In fondo &egrave; il senso di quanto ha detto il Presidente <strong>Sergio Matterella</strong>, respingendo una prima volta le dimissioni di Draghi.</p>
<p><strong>Non puoi smettere di giocare per il &ldquo;blablare&rdquo; (come direbbe Maurizio Crozza nei panni di Flavio Briatore) di quattro Cinque Stelle</strong> spaccati da lotte intestine e desiderosi di garantirsi i soliti voti di protesta alle prossime elezioni. In un surreale discorso alla Camera una di loro chiedeva con ansia spasmodica e fastidiosa &ldquo;risposte&rdquo;. Il vero problema di certi politici &egrave; che neppure sanno porre le domande giuste. Quando <strong>Matteo Renzi</strong> si adoper&ograve; per far cadere il governo di Giuseppe Conte fece un vero azzardo, anche per il Paese, immerso in un&rsquo;emergenza pandemica che l&rsquo;esecutivo a trazione pentastellata non aveva poi gestito in modo sciagurato. Ma sapeva che l&rsquo;alternativa a Conte era migliore rispetto a Conte. Era Draghi, era come far scendere in campo <strong>Diego Armando Maradona</strong> e sostituire un mediano affidabile come <strong>Luca Fusi</strong>.</p>
<p><strong>Solo Draghi ha saputo e saprebbe gestire le difficolt&agrave; di un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza</strong> che non &egrave; davvero un punto di arrivo e tantomeno un semplice diluvio di miliardi. Il Pnrr &egrave; (anche) un carico di difficolt&agrave;, cosa che Toti per esempio sa bene, non trascurando con lucidit&agrave; i tempi di attuazione dei progetti (2026) e il rischio che questa fretta sia un freno per innovare davvero il nostro Paese. In questo contesto, la Liguria &egrave; davvero un grande laboratorio europeo, con le sue specificit&agrave;, i suoi recenti exploit, i suoi drammi, i suoi antichi ritardi, la sua voglia di rilancio con i suoi 7 miliardi. Per questo (anche) la Liguria ha bisogno che Draghi continui la navigazione e guidi la nave in porto. <strong>In caso contrario rester&agrave; solo un Paese in altro mare. In balia dei pescecani</strong>.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
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			<title><![CDATA[Podcast Autostrade, Bizzarri chiama la Possetti e spegne le polemiche: perché la verità aiuta sempre, le strumentalizzazioni no]]></title>
			<link>https://telenord.it/podcast-autostrade-bizzarri-chiama-la-possetti-e-spegne-le-polemiche-perche-la-verita-aiuta-le-strumentalizzazioni-no-46806</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[C'&egrave; stata una telefonata tra Egle Possetti, presidente del comitato "Ricordo vittime del Morandi" e Luca Bizzarri. L&rsquo;attore genovese, insieme al collega Paolo...]]></description>
			<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 12:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C'&egrave; stata una telefonata tra<strong> Egle Possetti</strong>, presidente del comitato "Ricordo vittime del Morandi" e <strong>Luca Bizzarri.</strong> L&rsquo;attore genovese, insieme al collega Paolo Kessisoglu, prester&agrave; la propria voce per i <strong>podcast "Wonders"</strong>, un progetto di <strong>Autostrade per l'Italia</strong> per raccontare le bellezze del Paese.</p>
<p>C&rsquo;&egrave; chi aveva deciso di attaccare Bizzarri per questa scelta, ma dopo la chiamata tra i due &egrave; emersa la volont&agrave; di collaborare a progetti che possano sensibilizzare l'opinione pubblica sulla<strong> sicurezza stradale e delle infrastrutture</strong>. Chi voleva strumentalizzare la vicenda, insomma, rester&agrave; deluso: Bizzarri ha scelto di confrontarsi direttamente con chi, nel crollo di <strong>Ponte Morandi</strong> del 14 agosto 2018, era rimasta coinvolta personalmente. Come dire: massima sensibilit&agrave; per chi soffre, non per chi vuole probabilmente strumentalizzare un&rsquo;iniziativa che difficilmente pu&ograve; non apparire legittima. Per esempio perch&eacute; l&rsquo;attuale Aspi non ha pi&ugrave; la stesso assetto societario di quattro anni fa: attualmente &egrave; gestita da <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong> (dunque dallo Stato) per il 51 per cento, mentre il restante 49 per cento &egrave; appannaggio dei fondi <strong>Blackstone</strong> e <strong>Macquarie</strong>.</p>
<p>Il processo che inizier&agrave; il 7 luglio dir&agrave; chi ha la <strong>responsabilit&agrave;</strong> della morte di 43 vittime innocenti e del dolore causato a tutti quelli che li amavano, tutti quelli che hanno emotivamente partecipato al lutto di Genova. Il processo deve fare giustizia, non spegner&agrave; quel dolore. E tutti, la societ&agrave; civile e noi organi d&rsquo;informazione, abbiamo il dovere morale di essere vigili e sempre al fianco di chi chiede e merita giustizia.&nbsp;<br />Non sono dettagli e neppure giustificazioni. La <strong>memoria</strong> deve essere coltivata e protetta, sempre, a ogni costo, anche con la dialettica pi&ugrave; feroce. La tragedia di Ponte Morandi, le sue 43 vittime, non saranno mai dimenticate &egrave; anche un nostro dovere tenere acceso il ricordo: nel rispetto delle vittime, per evitare che altre tragedie si ripetano.&nbsp;<br />Per farlo, nel modo migliore possibile, l&rsquo;unico che &egrave; giusto perseguire, &egrave; giusto credere che serva farlo senza strumentalizzare il dolore degli altri, sforzandosi di &nbsp;interrogarci sulla verit&agrave;. Per poi raccontare anche le verit&agrave; pi&ugrave; scomode, sempre. <strong>&Egrave; una strada in salita, diversa dalla scorciatoia di una strumentalizzazione.</strong></p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Il centrodestra non trascuri la forza delle liste civiche. E il centrosinistra non sottovaluti risposte ed emozioni]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-centrodestra-non-trascuri-la-forza-delle-liste-civiche-e-il-centrosinistra-non-sottovaluti-risposte-ed-emozioni-45368</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[&ldquo;Non parlo di green pass, ma di vaccinazioni. Come sindaco sono responsabile della salute della citt&agrave; e mi sento in dovere di consigliare, anzi di suggerire...]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2022 21:25:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&ldquo;Non parlo di green pass, ma di vaccinazioni. Come sindaco sono responsabile della salute della citt&agrave; e mi sento in dovere di consigliare, anzi di suggerire fortemente a tutti i cittadini di vaccinarsi. Oggi l&rsquo;arma migliore che abbiamo per sconfiggere il virus &egrave; questa&rdquo;</em>. Era il settembre 2021, la pandemia sembrava stesse per finire e invece non &egrave; ancora finita, <strong>Marco Bucci sindaco di Genova accoglieva un giornalista nel suo ufficio a Palazzo Tursi</strong>, la chiacchierata scorreva rapida, i raggi di un sole settembrino facevano capolino dalle finestre, il giornalista non aveva mai intervistato prima Bucci e alla fine, nella redazione romana de <em>Il Foglio</em>, scelsero di titolare cos&igrave; la chiacchierata: &ldquo;<strong>Tra Salvini e Giorgetti il sindaco di Genova Bucci sceglie i vaccini&rdquo;</strong>.</p>
<p>Pare ci abbia azzeccato, gli accade spesso. <strong>Perch&eacute; ora per raccontare la prima puntata del sondaggio che Telenord ha commissionato a YouTrend</strong> si pu&ograve; anche partire da qui, iniziare a ragionare su quanto fatto e su questa frase detta a settembre, per arrivare a una percentuale che si attesta al 70,4%. &Egrave; il giudizio positivo o molto positivo che i genovesi hanno espresso sul lavoro della giunta Bucci per quanto riguarda la gestione della crisi Covid. In realt&agrave;, lo sappiamo bene, in Italia sono le Regioni ad avere competenza sulla Sanit&agrave;, sappiamo anche come detto da Bucci che il sindaco &egrave; responsabile della salute della citt&agrave;, ma questa percentuale di fiducia cos&igrave; elevata indica probabilmente un&rsquo;altra cosa.</p>
<p>La cosa pu&ograve; essere questa: iniziando dai giorni tragici del crollo di ponte Morandi, proseguendo nell&rsquo;ora pi&ugrave; buia della pandemia, anche i genovesi avevano bisogno di qualcuno che li facesse sentire protetti. <strong>Volevano qualcuno da ascoltare e che sapesse ascoltare, poco importa se lo sguardo era crucciato e il tono a tratti burbero</strong>. Molti, certo non tutti, probabilmente qualcuno in pi&ugrave; rispetto a quelli che lo avevano votato nel 2017, hanno trovato nel sindaco di Genova un signore con la barba bianca e i modi di chi non ti fa sentire abbandonato. E se quel 70,4% &egrave; il picco del gradimento sull&rsquo;operato di <strong>Bucci</strong>, &egrave; vero che comunque il giudizio degli intervistati &egrave; complessivamente positivo (69,6%). Poi, a guardar bene, le tre percentuali pi&ugrave; basse sono, a scendere, infrastrutture (55,4%), porto (55,2%) e trasporto pubblico (50% soddisfatti).</p>
<p>Sono punti sui quali il sindaco in prima persona e i suoi assessori volgono lo sguardo da cinque anni, probabilmente convinti (almeno si spera) che ci sia ancora da lavorare. Quindi? <strong>Quindi &egrave; la presenza (rassicurante) della figura del sindaco che premia Bucci nel sondaggio di Telenord, </strong>probabilmente pi&ugrave; di altri elementi. E che lo proietta, in attesa del nuovo sondaggio che partir&agrave; a giorni, a un pi&ugrave; 18% rispetto ad <strong>Ariel Dello Strologo</strong>, candidato progressista. Sondaggio che, almeno informalmente, non &egrave; stato affatto gradito all&rsquo;entourage di Dello Strologo. Per carit&agrave;, ne hanno assolutamente facolt&agrave;, basta non mettere in discussione l&rsquo;assoluta buonafede del lavoro fatto e l&rsquo;autorevolezza di YouTrend.</p>
<p>&Egrave; una stima attestata anche dalla credibilit&agrave; che YouTrend raccoglie dalle pi&ugrave; importanti reti televisive nazionali per le quali lavora. Intanto nelle prossime puntate del sondaggio di Telenord verranno inserite anche le intenzioni di voto relative alle liste presenti a Genova, dato non previsto in questo primo round e decisione presa in comune accordo tra l&rsquo;<strong>analista politico Lorenzo Pregliasco (direttore di YouTrend) e la nostra redazione</strong>. Infatti nel periodo di raccolta delle interviste e fino alla chiusura delle prime consultazione campione (2 maggio) molte liste non erano ancora state presentate, e altre ancora non lo sono.</p>
<p>Per&ograve; c&rsquo;&egrave; gi&agrave; un altro dato interessante raccolto da YouTrend e contenuto nel sondaggio commissionato da Telenord, che sonda quali sarebbero le intenzioni di voto se i genovesi, oggi, venissero chiamati a rieleggere deputati e senatori. <strong>Il dato dice il Pd &egrave;, con il 30,3%, il primo partito di Genova e rispetto al voto delle politiche del 2018 sale di otto punti abbondanti</strong>. Salgono anche <strong>Fratelli d&rsquo;Italia</strong>, anche in questo caso di 8 punti percentuali, dal 3,31 per cento all&rsquo;11,2%. Tiene sostanzialmente, su proiezione nazionale, la <strong>Lega di Matteo Salvini</strong> che perderebbe un irrilevante 0,99%. Nelle intenzioni di voto scende invece il <strong>Movimento Cinque Stelle</strong>, che perde un 20,26%. Scende anche <strong>Forza Italia</strong>, che passa dal 9,17% all&rsquo;8,1%, diventando a Genova il quinto partito.</p>
<p>Tutto, come dicevamo, senza tenere ancora presente la probabile erosione delle liste civiche, soprattutto nel centrodestra, ovvero <strong>'Vince Genova' e 'Genova Domani'</strong> del candidato sindaco Marco Bucci e <strong>'Toti per Bucci'</strong> (costruita dal governatore). Su questo punto vale la pena soffermarsi, sintetizzando alcune dichiarazioni. Il primo pensiero lo ha espresso qualche giorno fa <strong>Antonio Tajani</strong>, esponente di spicco di Forza Italia: arrivato a Genova ha riservato qualche critica sottile e anestetizzata (stile campagna elettorale) al disegno politico di Toti, rivendicando il centralismo di Forza Italia e una maggiore attenzione per i suoi nella gestione delle cariche. Venerd&igrave; mattina, 6 maggio <em>ndr</em>, a Telenord l&rsquo;ottimo <strong>notaio Francesco Felis</strong>, candidato forzista, l&rsquo;ha detta ancora pi&ugrave; chiara: vanno bene le liste civiche, ma poi per andare a parlare a Roma (al Palazzo) il ruolo dei partiti &egrave; fondamentale. Vero, il notaro ha ragione. Nulla per&ograve; vieta a Toti di voler pensare a un nuovo partito.</p>
<p><strong>Ecco, questo sembra oggi il pi&ugrave; insidioso avversario del centrodestra: sottovalutare le idee di amministratori come Bucci e Toti</strong>, quasi relegandoli a un ruolo minore di &ldquo;lavoratori della cosa pubblica&rdquo;. Forse non sar&agrave; un ostacolo in queste amministrative, ma sono situazioni che alla fine logorano, comunque. Sono anche queste le note a margine che si possono leggere nel <strong>sondaggio di Telenord</strong>, magari solo perch&eacute; qualcuno (come lo scriba) vuole vedere nei numeri di un rilevamento la forza della passione politica.</p>
<p><strong>Passione che ha anche Ariel Dello Strologo</strong>, perch&eacute; si vede nell&rsquo;impegno che mette nella rincorsa e perch&eacute; di impegno parla la sua storia politica, che certo non nasce con questa candidatura. E allora un piccolo suggerimento, non richiesto, si pu&ograve; dare anche a lui: <strong>continui ad ascoltare la gente</strong>, pi&ugrave; che i compagni di partito o chi gli suggerisce strane analisi indicando come &ldquo;ingannevoli&rdquo; certi sondaggi. Magari invece sono solo le emozioni di una citt&agrave; che ha bisogno di risposte e affetto.</p>]]></content:encoded>
							<media:content url="https://telenord.it/img/uploads/2022/05/articolo-45368/TIMONE-GRIGIO-OK.jpg" type="image/jpeg"/>
				
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Progressisti, sincronizzate gli orologi]]></title>
			<link>https://telenord.it/progressisti-sincronizzate-gli-orologi-44427</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/progressisti-sincronizzate-gli-orologi-44427</guid>
			<description><![CDATA[Dispaccio. Poco fa il candidato progressista Ariel Dello Strologo ha rischiato di non essere presente alla presentazione del simbolo che riunisce Pd, Articolo Uno e Psi, tre dei...]]></description>
			<pubDate>Tue, 12 Apr 2022 19:20:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dispaccio. Poco fa il candidato progressista <strong>Ariel Dello Strologo</strong> ha rischiato di <strong>non essere presente</strong> alla presentazione del <strong>simbolo che riunisce Pd, Articolo Uno e Psi,</strong> tre dei partiti che lo sostengono. Tre, compreso il Pd al quale il candidato sindaco &egrave; iscritto. Non sarebbe stato un gran lancio, infatti alla fine Dello Strologo c&rsquo;era. Che invece ci fosse un problema &egrave; saltato fuori ieri sera: l&rsquo;Ansa, l&rsquo;agenzia di stampa, intorno alle 19.30 invia alle redazioni gli appuntamenti del giorno dopo. <strong>Primo appuntamento:</strong> Genova-Mentelocale-Palazzo Rosso, ore 17:30. Presentazione del logo e della campagna elettorale del Pd in vista delle elezioni comunali. <strong>Secondo appuntamento:</strong> Genova-Dlf-Via Roggerone, 8-Localit&agrave; Rivarolo ore 17:30. Incontro organizzato da ControVento sul tema &ldquo;L&rsquo;impegno civico e la cura condivisa della citt&agrave;: i patti di collaborazione&rdquo;. Interviene - tra gli altri - il candidato sindaco del centrosinistra Ariel Dello Strologo.</p>
<p><strong>Due appuntamenti alla stessa ora, 17.30.</strong> Ora tra le diverse doti riconosciute ad Ariel Dello Strologo non c&rsquo;&egrave; quella di avere <strong>il dono dell&rsquo;ubiquit&agrave;</strong>. La storiella in sintesi &egrave; questa: confermano dal fronte progressista che la presentazione del simbolo doveva avvenire il <strong>giorno precedente</strong>. Poi &egrave; stata posticipata per problemi legati alla partecipazione dei rappresentanti di Articolo Uno. Dello Strologo aveva gi&agrave; aderito <strong>all&rsquo;iniziativa di ControVento.</strong> Comunicando l&rsquo;agenda anche alle &ldquo;segreterie&rdquo; dei partiti che lo sostengono. Ora quando ci si sia accorti del <strong>disguido</strong> non &egrave; facile da sapere. Ieri sera e questa mattina le telefonate fatte per avere un pizzico di chiarezza in pi&ugrave; oscillavano tra <strong>il sorpreso, l'indispettito</strong> per il disguido interno e per la volont&agrave; di chiedere chiarimenti sul perch&eacute; questo fosse accaduto. Tutto legittimo, &egrave; piccola cosa. Comunque alla fine <strong>Dello Strologo ha fatto un salto in via Garibaldi ed &egrave; stato costretto ad arrivare circa 48 minuti dopo a Rivarolo.</strong> Se non fosse uomo solare e sorridente, anche i partecipanti lo avrebbero scambiato in via Garibaldi per un candidato frettoloso e a Rivarolo per uno sgradevole ritardatario. &Egrave; solo un<strong> piccolo problema di organizzazione</strong>, vero. Due riflessioni, altrettanto piccole: l&rsquo;organizzazione era il motore della sinistra, a Rivarolo e nella rossa Valpolcevera lo ricordano bene. L&rsquo;altra &egrave; pi&ugrave; attuale: mettere a punto questi meccanismi, soprattutto da parte dei partiti che hanno una storica organizzazione, sembra <strong>un elemento da non sottovalutare</strong> per lanciare una campagna elettorale che voglia recuperare posizioni. Stop.</p>]]></content:encoded>
			
		</item>
				<item>
			<title><![CDATA[Piccola storia ignobile, se la politica diventa un attacco alla dignità]]></title>
			<link>https://telenord.it/piccola-storia-ignobile-se-la-politica-diventa-un-attacco-alla-dignita-44304</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
						<guid isPermaLink="true">https://telenord.it/piccola-storia-ignobile-se-la-politica-diventa-un-attacco-alla-dignita-44304</guid>
			<description><![CDATA[Bigotti, razza benedetta. Per far dannare gli altri, quelli che considerano il nemico. Se hanno un obiettivo cercano di distruggerlo a ogni costo, possibilmente senza faticare...]]></description>
			<pubDate>Sat, 09 Apr 2022 18:45:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bigotti, razza benedetta. Per far dannare gli altri, quelli che considerano il nemico</strong>. Se hanno un obiettivo cercano di distruggerlo a ogni costo, possibilmente senza faticare troppo. Cos&igrave; arrivi a un sabato soleggiato di inizio primavera, aspetti di vedere le prime rondini e ti ritrovi a volare decisamente basso. Che fai? Le provi tutte, provi anche a risollevarti fischiettando &laquo;ma che piccola storia ignobile che vi sto qui a raccontare&raquo;, la prima cosa che ti viene in mente. La cantava qualche decennio fa Francesco Guccini. Raccontava di certi bigotti che andavano gi&ugrave; duri sull&rsquo;aborto. Questa, molti anni dopo e pochi passi in avanti, &egrave; la piccola storia ignobile di un aborto della politica.</p>
<p>La storia va riassunta, anche perch&eacute; avevamo scelto di non darle spazio, archiviandola alla voce piccole cose di pessimo gusto. Speri sempre che siano passaggi inutili da comunicare. Poi arriva un meme, che sono quelle cose che girano nelle chat che popolano i telefonini. Il meme condivido sui i social &egrave; un&rsquo;immagine con su scritto &ldquo;Staff di Toti con lui a Dubai... Silvio scansate&rdquo;. Accompagna la foto di <strong>Jessica Nicolini e Francesca Licata</strong>, rispettivamente portavoce e social media manager di <strong>Giovanni Toti</strong>. Non importa se le stimi o no, quale sia la tua fede politica, se ti sono antipatiche o simpatiche, fanno il loro lavoro, per l&rsquo;amministrazione pubblica e per questo semmai vanno pubblicamente giudicate. <strong>Ora quel &ldquo;Silvio scansate&rdquo; non &egrave; casuale, non &egrave; solamente offensivo e sessista: &egrave; l&rsquo;ultimo gradino del disprezzo</strong>. &Egrave; quando non hai pi&ugrave; argomenti con i quali attaccare e usi la violenza verbale.</p>
<p>Il riferimento &egrave; chiaro, paragona alle Olgettine di Berlusconi due donne che di professione fanno le giornaliste dello staff del governatore. &laquo;Se parli di professioniste della comunicazione e di giornaliste come di inutili "soubrette" che fanno a scrocco "gite di piacere", con appellativi come "quella" e "signorina" invece di "dottoresse" quali siamo, questo &egrave; l'osceno risultato&raquo;, ha scritto Nicolini su Facebook. Anche quello della portavoce di Toti non era un riferimento casuale, ma richiamava le parole del consigliere regionale Ferruccio Sansa. Che aveva criticato con quei termini l'ufficio stampa regionale per la trasferta a Dubai. &nbsp;<strong>Facciamo ordine: il meme non l&rsquo;ha scritto Sansa, ma tal Gigi Ciccione, questo il &ldquo;nom de plume&rdquo; di un assiduo frequentatore dei social</strong>. Sicuramente pi&ugrave; dotato di autoironia che ironia.</p>
<p>Ma il nostro Gigi Ciccione avr&agrave; sentito o letto quanto detto da Sansa? Sansa &egrave; un eccellente giornalista, oggi impegnato in politica, proteso verso un progetto Verde ed ecologista che offre pi&ugrave; di uno spunto interessante. Sansa ha senza dubbio parecchie cose da fare e raccontare. E quando vuole raccontarle ha sempre trovato spazio anche a Telenord. <strong>Sa benissimo Sansa che i bigotti sono rispettabili, a condizione che non scatenino il fanatismo</strong>, legittimando la violenza verbale che sempre violenza &egrave;. Fanatismo traversale, ieri e oggi. Per capirci? Quel meme delle Olgettine mica girava sulle chat di qualche esponente o militante del centrosinistra, almeno di questo non c&rsquo;&egrave; nessuna prova. Stava, il meme dell&rsquo;idiozia, sulla chat di alcuni leghisti dell&rsquo;albenganese, evidentemente arrabbiati con Toti per le scelte fatte dal governatore sull&rsquo;ospedale di Albenga e per la sua &ldquo;deriva&rdquo; centrista che lo allontanerebbe da una certa Lega. <strong>Bene, diciamola senza giri di parole: trovino argomenti veri per prendersela con Toti</strong>.</p>
<p>Accedano agli atti, cosa che sono certo Sansa ha fatto o far&agrave;, lavorino sodo come gi&agrave; fanno e dimostrino che chi &egrave; andato a Dubai non lo ha fatto per lavorare, per comunicare quello che stava succedendo. Comunicarlo per la Regione o per gli organi d&rsquo;informazione che hanno accettato l&rsquo;invito di seguire la Liguria in trasferta. Anche i giornalisti che non lavorano per la Regione sono ovviamente finiti nel mirino, al grido &ldquo;prezzolati&rdquo;. &nbsp;<strong>Ah, la Lega, con il capogruppo in Regione Stefano Mai, ha preso le distanze dal contenuto della chat</strong>: <em>&laquo;&Egrave; composta in larga parte da ex iscritti al partito che non hanno rinnovato la tessera nel 2022. Per la Lega si tratta di un gesto vile e sessista, da condannare senza se e senza ma&raquo;</em>. Sul tema &egrave; intervenuta anche la commissione Pari opportunit&agrave; del sindacato della stampa Fnsi: <em>&laquo;Siamo alle solite: dopo il caso politico, con interrogazione del consigliere regionale Ferruccio Sansa sulle spese delle delegazione della Regione a Expo Dubai, l'attacco che segue, sotto forma di meme, alle due colleghe ritratte nella foto assume contorni sessisti&raquo;</em>.</p>
<p>Gi&agrave;, siamo alle solite, perch&eacute; il cancro non si riesce mai a debellare. Fateci caso: cosa si ricorda dell&rsquo;inchiesta &ldquo;spese pazze&rdquo;? Certi indumenti intimi che sarebbero stati impropriamente acquistati da alcuni consiglieri, non che la maggioranza di questi sono stati assolti perch&eacute; il fatto non sussiste. C&rsquo;&egrave; una candidata in corsa alle elezioni? Chiss&agrave; quale sar&ograve; il suo protettore politico. <strong>Piccole storie ignobili, livello basso</strong>. E voglia di Primavera.</p>
<p><strong>PS Ovviamente certe opinioni espongono lo scriba all&rsquo;appellativo di prezzolato</strong>. &Egrave; falso e non ho mai avuto casa all&rsquo;Olgettina, ma almeno questo insulto immagino mi sar&agrave; risparmiato.</p>]]></content:encoded>
			
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			<title><![CDATA[Le richieste della città e le "Calenda greche"]]></title>
			<link>https://telenord.it/le-richieste-della-citta-e-le-calenda-greche-44219</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[Si va alle Calenda greche. La battuta non &egrave; un granch&eacute;, ma in realt&agrave; non &egrave; neppure eccitante il panorama politico che vorrebbe fotografare. Riguarda...]]></description>
			<pubDate>Thu, 07 Apr 2022 19:30:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Si va alle Calenda greche. La battuta non &egrave; un granch&eacute;, ma in realt&agrave; non &egrave; neppure eccitante il panorama politico che vorrebbe fotografare</strong>. Riguarda le alleanze, vecchie e nuove, della politica genovese e in parte anche ligure. Riguarda, soprattutto, il voto per dare a Genova un nuovo sindaco o confermare quello in carica. Numeri alla mano sembra una sfida tra Ariel Dello Strologo e Marco Bucci, quest&rsquo;ultimo al momento in vantaggio nelle previsioni.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si vota il 12 giugno, primo turno. Due settimane dopo, il 26 l&rsquo;eventuale ballottaggio. Mancano poco pi&ugrave; di due mesi e nei cartelli che sostengono i due c&rsquo;&egrave; un bel giro di persone, ma anche un po&rsquo; di confusione, almeno cos&igrave; pare. <strong>&Egrave; come un favo di miele al quale stanno appese un bel numero di api, in ordine sparso</strong>. La cosa, in misura e con argomenti diversi, riguarda il centrodestra e il centrosinistra. E a guardar bene gioca un po&rsquo; tutto su quel centro che c&rsquo;era, forse c&rsquo;&egrave; e sicuramente vorrebbe espandersi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Due giorni fa Carlo Calenda, leader e fondatore di Azione, ex ministro con il governo di Enrico Letta, eurodeputato, romano, <strong>&ldquo;uno de sinistra&rdquo;, anche se in politica c&rsquo;&egrave; entrato con Luca Cordero di Montezemolo, ha detto</strong>: <em>"Non possiamo presentarci in una coalizione con FdI. Ho chiesto a Bucci di valutare uno sganciamento. Per ragioni anche comprensibili ha rifiutato. Non ci presenteremo"</em>. Copia e incolla, poi aggiunge che <em>"due persone di Azione si sono sospese dagli incarichi e saranno nella sua lista. Lo ritengo un ottimo sindaco"</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Insomma, l'appoggio a Bucci c'&egrave; ma non sar&agrave; esplicito: n&eacute; simboli, n&eacute; campagna elettorale da parte di Azione</strong>. Non &egrave; facile (per menti semplici come quelle dello scriba) capire cosa davvero significhi, dove stia la differenza tra una scelta e l&rsquo;altra. Per&ograve; la cosa pi&ugrave; importante &egrave; certamente un&rsquo;altra: agli elettori genovesi, da Nervi a Voltri, in Valbisagno e Valpolcevera, interessa davvero sapere dove vuol mettere le sue bandierine Calenda, se con il centrodestra o con il centrosinistra.</p>
<p style="font-weight: 400;">E ancora: visto che si fa (a ragione) un gran parlare di un nuovo modo di far politica, di un linguaggio concreto per portare al voto gli elettori del partito di maggioranza (cio&egrave; quelli che a votare non ci vanno pi&ugrave; da un pezzo) sarebbe una buona cosa cambiare registro. Con una semplice proposta, che pu&ograve; valere per tutti gli schieramenti. <strong>C&rsquo;&egrave; una premessa: non &egrave; sbagliato parlare di partiti e movimenti, vedere come si muovono, schierano, alleano</strong>. Demonizzare queste cose sarebbe sbagliato, anche loro fanno parte della Politica. Ma il suggerimento sarebbe: ogni manovra di partito regalateci dieci idee concrete per la citt&agrave; e i suoi abitanti. Vale per il centrosinistra, per il centrodestra, per chiunque. Visto che non succede sono i sindaci civici e le loro liste che incontrano di pi&ugrave; l&rsquo;affetto della gente, il loro rispetto e il relativo voto.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Nello schieramento degli indecisi sembra voler restare ancora un po&rsquo; anche Italia Viva, ne ha facolt&agrave; e in questo fa pure eccezione</strong>: in realt&agrave; loro hanno proposte concrete sulla citt&agrave;, dalla Gronda allo Skytmetro, che sono pi&ugrave; o meno le stesse del sindaco Bucci e dunque sarebbe ormai logico che appoggiassero lui. Infatti cos&igrave; dovrebbe accadere, con una certa certezza che non appoggeranno Ariel Dello Strologo. <strong>Solo che l&rsquo;annuncio non lo vogliono ancora fare e pure questo &egrave; legittimo</strong>. Intanto quelli che sembrano meno interessati al dibattito delle alleanze sono proprio Bucci e Dello Strologo, ma forse &egrave; solo un&rsquo;impressione. Il candidato progressista abbozza: <em>&ldquo;Italia Viva dovr&agrave; spiegare ai suoi elettori perch&eacute; sta con Lega e Fratelli d&rsquo;Italia&rdquo;</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Intanto Dello Strologo sta chiuso nel suo ufficio a lavorare al programma che presenter&agrave; a brevissimo</strong> (con una decina di giorni di ritardo rispetto a quanto annunciato a Telenord, <em>&ldquo;causa Covid&rdquo;</em>), vede gente, domani inaugura il point in via Cairoli e lancia di fatto la sua campagna di fatto. Bucci tace, almeno pubblicamente, certo ritiene positivo un appoggio esterno di Azione e un appoggio qualunque di Italia Viva. Si pu&ograve; pensare, &egrave; legittimo crederlo, che il sindaco veda queste strategie quasi come un preludio elettorale: se anche loro mi sostengono significa che approvano le mie idee e ritengono che abbia fatto bene il mio lavoro. <strong>Anche in questo senza una coalizione di centrodestra che si &ldquo;dimentica&rdquo; di invitare alla riunione il governatore Giovanni Toti</strong> sembra preoccupare nel modo giusto lo stesso Toti e il candidato Bucci.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Dettagli, per Dello Strologo e Bucci le cose da fare sono parecchie. E il tempo stringe</strong>.</p>]]></content:encoded>
			
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			<title><![CDATA[Il sindaco Bucci, Giorgio Gaber e quella voglia di credibilità]]></title>
			<link>https://telenord.it/il-sindaco-bucci-giorgio-gaber-e-quella-voglia-di-credibilita-43821</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[Cos&rsquo;&egrave; la destra? E cos&rsquo;&egrave; la sinistra? Il cantautore Giorgio Garber purtroppo non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, lui del dilemma Destra-Sinistra, dei suoi...]]></description>
			<pubDate>Tue, 29 Mar 2022 19:55:00 +0200</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cos&rsquo;&egrave; la destra? E cos&rsquo;&egrave; la sinistra?</strong> Il cantautore Giorgio Garber purtroppo non c&rsquo;&egrave; pi&ugrave;, lui del dilemma Destra-Sinistra, dei suoi mutamenti, ne aveva anche fatto una canzone. L&rsquo;aveva scritta parecchio tempo fa, era il 1994, per gli italiani rester&agrave; l&rsquo;anno dell&rsquo;ascesa politica di Silvio Berlusconi. Cos&rsquo;&egrave; la destra? Cos&rsquo;&egrave; la sinistra? La domanda resiste e sono passati tre decenni, s&rsquo;intrufola anche in queste elezioni amministrative, diventando una delle prime schermaglie dialettiche tra il sindaco in carica <strong>Marco Bucci</strong> e quello che al momento pare il suo sfidante pi&ugrave; temibile, <strong>Ariel Dello Strologo</strong>. La prima volta, alla presentazione dei progetti Pnrr, il sindaco l&rsquo;ha buttata l&igrave;, salutando l&rsquo;avvocato: &ldquo;<em>Sono pi&ugrave; di sinistra io&hellip;</em>&rdquo;. Dello Strologo non l&rsquo;ha presa solo come una battuta e probabilmente non voleva esserlo.</p>
<p>Cos&igrave; negli studi di "Tiro Incrociato" il candidato progressista ha replicato: &ldquo;<em>Allora lo spieghi ai suoi elettori che &egrave; di sinistra</em>&rdquo;. La replica di Dello Strologo voleva mettere a disagio Bucci? Era arguta, ma &egrave; improbabile che abbia avuto effetto. Poi questa mattina, inaugurando la via dedicata a Giovanni Camera (il pediatra dei sestresi e non solo) il sindaco ha regalato un altro spunto: &ldquo;<em>Questa campagna elettorale si vincer&agrave; sulla <strong>credibilit&agrave; dei candidati</strong></em>&rdquo;. In questo momento, per Bucci parlare di &ldquo;credibilit&agrave;&rdquo; significa probabilmente ricordare all&rsquo;avversario il tema del trasferimento del Polo Chimico, il primo s&igrave; dell&rsquo;avvocato Dello Strologo all&rsquo;idea di portarlo a Ponte Somalia, come proposto dal sindaco. Significa, soprattutto, rammentare al candidato Dello Strologo la sua frenata su Ponte Somalia con successiva precisazione: &ldquo;<em>Stiamo valutando una soluzione alternativa</em>&rdquo;. Ancora non ha spiegato quale, ma a giorni &egrave; attesa la presentazione del suo programma e magari anche una risposta sull&rsquo;argomento.</p>
<p>Questo della credibilit&agrave; sembra per&ograve; un bel tema, per entrambi, per tutti i candidati. Intervistando Bucci e Dello Strologo, attendendo di farlo anche con gli altri, riesci a immaginare come tutti, in modo diverso, possano essere credibili. Bucci lo ha gi&agrave; dimostrato amministrando la citt&agrave;, non solo guidando da commissario la costruzione di Ponte San Giorgio. Diceva di essere il &ldquo;<strong>sindaco del fare</strong>&rdquo;, ha fatto e ha ancora voglia di fare. Lo abbiamo gi&agrave; detto: chi vuole sfidarlo non si limiti ad attaccare gli errori commessi dall&rsquo;amministrazione, quello &egrave; semmai il ruolo (sacrosanto) dell&rsquo;opposizione. Tutti gli sfidanti cerchino semmai di fare proposte che alzino l&rsquo;asticella. Ecco, questa sarebbe davvero una bella sfida elettorale. Questa pu&ograve; essere la campagna che fa impennare l&rsquo;umore e le sorti della citt&agrave;. Un piccolo suggerimento &egrave; giusto darlo anche a Bucci, sarebbe sgradevole si sentisse trascurato. Continui a essere il sindaco del fare, <strong>non guardi la pagliuzza o la trave nell&rsquo;occhio dell&rsquo;avversario</strong>.</p>
<p>Se ne freghi di essere di destra o di sinistra, sono argomenti che uno scout esperto come lui non metterebbe nello zaino per un bivacco. Ha detto di sentirsi a casa al point delle Lega e alla convention di Toti ed &egrave; probabilmente vero in tutti e due i contesti. L&rsquo;appoggio di tutta la colazione di centrodestra &egrave; per Bucci sicuramente strategico, ma &egrave; soprattutto qualcosa di gradevole. Scoperto dalla Lega, sostenuto dal governatore Toti, il sindaco ha idee sue che possono coincidere con quelle del partito di Edoardo Rixi e Matteo Salvini, cos&igrave; come con quelle del nuovo centro movimentato dal governatore ligure. Tutto vero, come la certezza che Bucci si senta soprattutto un candidato civico, perch&eacute; vuole che il suo operato appartenga alla citt&agrave;. L&rsquo;impegno civico era, per esempio, quello del dottor Gianni Camera, il pediatra che visitava i bambini di Genova a qualunque ora del giorno e della notte. Forse &egrave; per questo che inaugurando la via che porta il nome del genetista, tra la gente di Sestri Ponente, il sindaco sembrava ed era assolutamente a proprio agio.</p>
<p>E allora <strong>Bucci via, continui a fare</strong>, ma non trascuri che serve anche raccontare: la sua idea di citt&agrave; e di politica intesa come impegno civico o come quello che pi&ugrave; gli pare. Parli, dica quel che pensa, faccia un bel faccia a faccia con Dello Strologo e gli altri sfidanti. La politica bella e alta esiste ancora e anche un confronto aiuter&agrave; i genovesi a capire chi tra tutti &egrave; il candidato pi&ugrave; credibili. Non chi lo &egrave; meno o chi sbaglia di pi&ugrave;. Bucci far&agrave; il suo, anche se dagli strateghi ricever&agrave; consiglio che suonano pi&ugrave; o meno cos&igrave;: silenzio e clausura. Silenzio, basso profilo, perch&eacute; il margine di vantaggio sugli sfidanti &egrave; gi&agrave; ampio. Per&ograve; quelli come Bucci non sanno stare zitti e con le mani in mano. Chi ha carattere e non lo esprime diventa una pentola a pressione, rischia di saltare e di fare cos&igrave; qualche danno. Se Bucci non resta Bucci, gestire una lunga campagna elettorale pu&ograve; diventare difficile. E non del tutto credibile.</p>]]></content:encoded>
			
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			<title><![CDATA[I progressisti devono cambiare musica, piuttosto che attaccare gli avversari]]></title>
			<link>https://telenord.it/i-progressisti-devono-cambiare-musica-piuttosto-che-attaccare-gli-avversari-43585</link>
			<dc:creator><![CDATA[Giampiero Timossi]]></dc:creator>
						<category><![CDATA[Timone]]></category>
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			<description><![CDATA[Ariel balla da solo. In verit&agrave; si sta muovendo anche piuttosto bene, &egrave; gi&agrave; apparso pi&ugrave; sciolto, sta imparando a seguire il ritmo (nella politica,...]]></description>
			<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 19:20:00 +0100</pubDate>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ariel balla da solo. In verit&agrave; si sta muovendo anche piuttosto bene, &egrave; gi&agrave; apparso pi&ugrave; sciolto, sta imparando a seguire il ritmo</strong> (nella politica, come nella comicit&agrave;, i tempi sono tutto), regala assoli che offrono sempre la possibilit&agrave; di attirare l&rsquo;attenzione. E in qualsiasi campagna elettorale non passare inosservati &egrave; fondamentale, soprattutto per uno sfidante. Dello Strologo balla da solo, anche per scelta, lo ha confessato nel Tiro Incrociato di Telenord, lo ha detto in onda e pure fuorionda. <strong>Ne ha facolt&agrave; e in realt&agrave; non &egrave; neppure questo il punto</strong>. Chiedere autonomia non significa escludere un sostegno condiviso da parte della coalizione, soprattutto se si vuole provare a vincere.</p>
<p>Il punto &egrave;: la nutrita alleanza che lo sostiene deve (semplicemente) sostenerlo. <strong>Deve suonare per lui e, vedremo tra poco, deve cambiare musica</strong>. Gli interventi di Dello Strologo, anche a Tiro Incrociato, sono apparsi gi&agrave; pi&ugrave; netti, decisi. Ha detto la sua su temi tormentati e tormentoni, lo ha fatto in modo sicuramente pi&ugrave; esplicito rispetto alle prime dichiarazioni. Ha spiegato che non ostacoler&agrave;, qualora venisse eletto (<em><strong>&ldquo;E sar&ograve; eletto&rdquo;</strong></em> citazione) progetti come la Gronda e la Skymetro in Valbisagno. Ha scelto, per il momento, di non rispondere (anche qui, ne ha facolt&agrave;) al quesito su dove verr&agrave; trasferito il Polo Chimico. Sulle sue dichiarazioni le sigle che lo sostengono hanno brontolato, chi pi&ugrave;, chi meno, compreso il Pd che del cartello progressista dovrebbe rappresentare la parte di elettorato pi&ugrave; consistente. Se le critiche siano arrivate direttamente al candidato ancora non si sa, non crediamo per&ograve; sia sbagliato ipotizzarlo. Cosa certa &egrave; che le critiche sono arrivate in modo indiretto, un mugugno che dai telefonini della coalizione &egrave; stato trasmesso ai telefonini dei giornalisti.</p>
<p><strong>Il mugugno &egrave; un&rsquo;arte tutta nostra, ma non serve per vincere un&rsquo;elezion</strong>e. Anzi, &egrave; veleno, letale nell&rsquo;era dell&rsquo;informazione diffusa e dei social. Le critiche pi&ugrave; esplicite e dunque probabilmente meno dannose sono arrivare dagli estremi. Dello Strologo ribadisce di essere favorevole alla linea-Draghi e all&rsquo;invio di aiuti anche militari all&rsquo;Ucraina? E l&rsquo;alleato <strong>Ferruccio Sansa</strong> gli spiega pacificamente di non condividere. Dall&rsquo;altra parte fa la stessa cosa Italia Viva, che un appoggio al cartello progressista non lo ha ancora espresso e magari a Genova non lo esprimer&agrave;. Come peraltro ha deciso di non esprimerlo a La Spezia. <strong>Raffaelle Paita</strong> su questo &egrave; stata chiara, lo ha detto pubblicamente: &ldquo;Sulla Gronda chiedo ad Ariel parole ancora pi&ugrave; nette&rdquo;. Non sono questi i problemi, &egrave; il mugugno che rischia di far perdere consensi, quando invece i voti andrebbero recuperati.&nbsp;</p>
<p><br /><strong>Altro punto. Dello Strologo &egrave; partito alto e non &egrave; stata una falsa partenza: ha sostenuto la differenza tra i valori del centrosinistra e quelli del centrodestra.</strong> Come dire: indecisi, elettori pentiti della sinistra, non potete votare Bucci, perch&eacute; cos&igrave; rinneghereste i vostri valori. A mio avviso &egrave; una scelta decisamente migliore rispetto a una linea che vorrebbe demonizzare o demolire quanto fatto dal centrodestra a Genova e in Liguria. Marco Bucci ha trovato nella ricostruzione di Ponte San Giorgio un forte argomento di appeal per la rielezione? Sar&agrave;, ma il ponte &egrave; stato ricostruito e il sindaco &egrave; stato al timone nei difficili momenti del dolore e poi dell&rsquo;isolamento cittadino. La pandemia ha messo il governatore Giovanni Toti al centro del dibattito? Pu&ograve; essere, ma Toti ha affrontato con i liguri gli anni difficili di questa terribile malattia e dimostra di non abbassare la guardia. Gli elettori, in momenti cos&igrave; difficili, chiedono sicurezza e la sicurezza si conquista facendo cose. Anche sbagliando, ma rispondendo concretamente. Per questo, opinione certamente discutibile, chi oggi sfida quelli che hanno governato o governano, non deve avere come punto forte la ricerca degli errori altrui. <strong>Deve avere proposte concrete, alternative</strong>. Cose che Dello Strologo render&agrave; pubbliche nel suo programma.</p>
<p><strong>Ha detto, ancora a Telenord, che arriver&agrave; entro la prossima settimana</strong>. Arriver&agrave;, l&rsquo;uomo &egrave; tenace, passato il periodo di isolamento (&egrave; risultato positivo poche ore fa, sta bene e gli arrivano anche i nostri pi&ugrave; sinceri auguri) ripartir&agrave; per entrare nel vivo della contesa. Ha gi&agrave; messo insieme una squadra indipendente, ha trovato una brava responsabile della comunicazione (curiosit&agrave;: nei nostri studi comunicavano con cartelli in lingua ebraica), ha messo occhiali nuovi e bretelle rosse, come suggerito dall&rsquo;agenzia &ldquo;Consenso&rdquo; che segue la sua campagna a tuttotondo, con strategie che vanno dalla comunicazione verbale al look. Arrivato il programma il candidato progressista dovr&agrave; andare gi&ugrave; forte, chiedendo alla sua coalizione di sostenerlo con proposte e magari meno proteste. <strong>Insomma, bisognerebbe cambiar musica</strong>.</p>]]></content:encoded>
			
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