Pesce ecosostenibile, come sceglierlo al banco: 5 regole semplici
di R.C.
In definitiva, non esiste un pesce universalmente sostenibile: la scelta migliore dipende dalla specie, dalla zona di provenienza e dal metodo di produzione
Scegliere pesce sostenibile non significa necessariamente comprare prodotti più costosi o rinunciare alle proprie specie preferite. La vera sostenibilità - scrive tuttogreen.it - dipende soprattutto da come e dove il pesce è stato pescato o allevato, dallo stato degli stock e dalla tracciabilità della filiera.
Al banco, quindi, il primo passo è guardare oltre il semplice nome commerciale. Ecco cinque criteri pratici da seguire.
1. Controllare la specie e la provenienza - “Orata”, “tonno” o “branzino” non sono informazioni sufficienti. L’etichetta dovrebbe indicare la specie, la zona di provenienza e se si tratta di pesce pescato o allevato. Più la filiera è trasparente, più è facile valutare l'impatto ambientale della scelta.
2. Verificare il metodo di pesca o allevamento - Non tutti i sistemi hanno lo stesso impatto sugli ecosistemi. È quindi utile sapere se il pesce è stato catturato con reti, lenze o nasse oppure se proviene da acquacoltura. Anche per il pesce allevato, infatti, contano le condizioni di produzione e gli standard adottati.
3. Preferire specie più piccole e variare - Alici, sardine e sgombri possono essere buone alternative alle grandi specie predatrici. Alternare le varietà consumate permette inoltre di non concentrare la domanda su pochi stock. La stagionalità può essere un ulteriore criterio: scegliere ciò che è disponibile localmente in determinati periodi può contribuire a ridurre la pressione sulle risorse.
4. Limitare i grandi predatori - Tonno, pesce spada e altre specie di grandi dimensioni e lunga vita meritano maggiore attenzione. Oltre alle questioni legate alla conservazione degli stock, questi pesci possono accumulare maggiori quantità di mercurio. Una particolare prudenza è consigliata per bambini e donne in gravidanza o allattamento.
5. Non confondere sostenibilità e “fresco” - Il pesce surgelato non è necessariamente meno pregiato di quello fresco. Se congelato rapidamente dopo la cattura, può mantenere buone caratteristiche nutrizionali e rappresentare anche un modo per ridurre sprechi e costi.
In definitiva, non esiste un pesce universalmente sostenibile: la scelta migliore dipende dalla specie, dalla zona di provenienza e dal metodo di produzione. Al banco, quindi, leggere bene l'etichetta e chiedere informazioni al venditore resta il modo più semplice per acquistare in maniera consapevole, tutelando allo stesso tempo ambiente, salute e portafoglio.
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