Hotel ecosostenibili, non basta il "green": ecco cosa fa davvero la differenza
di R.S.
Importante è scegliere materiali e fornitori legati al territorio, valorizzando prodotti locali e patrimonio culturale
Un hotel può definirsi davvero sostenibile solo se riesce a conciliare tutela dell’ambiente, attenzione alle persone e sviluppo economico del territorio. È la logica delle tre «P» – Pianeta, Persone e Prosperità – alla base del turismo responsabile.
Essere «green», quindi, non significa soltanto consumare meno energia. Secondo gli esperti, una struttura sostenibile deve valutare il proprio impatto complessivo, dal consumo di acqua alla gestione dei rifiuti, fino alle condizioni dei lavoratori e al rapporto con la comunità locale.
Tra gli interventi più efficaci - si legge su Vanity Fair - ci sono l’utilizzo di fonti rinnovabili, sistemi intelligenti per ridurre i consumi energetici, un uso più efficiente dell’acqua e la limitazione della plastica monouso. Anche la raccolta differenziata, il riciclo e il compostaggio possono contribuire a ridurre significativamente l’impronta ambientale.
Importante è inoltre scegliere materiali e fornitori legati al territorio, valorizzando prodotti locali e patrimonio culturale. La sostenibilità riguarda infatti anche l’economia della destinazione: un albergo può contribuire allo sviluppo della comunità sostenendo attività e produttori locali.
Anche gli ospiti possono essere coinvolti. Alcune strutture incentivano, per esempio, chi rinuncia alla pulizia quotidiana della camera, riducendo così consumi di acqua, energia e detergenti.
La vera sfida è dunque superare il semplice concetto di «hotel ecologico». Un turismo realmente sostenibile deve ridurre l’impatto sull’ambiente, migliorare le condizioni delle persone e creare valore per il territorio, trasformando l’albergo in una parte attiva e responsabile della destinazione.
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