Perché non un termovalorizzatore in Liguria?”: la sfida di Capurro a Regione e Comuni

di R.P.

2 min, 47 sec

L'imprenditore scrive a Presidente della Regione, Sindaco di Genova e città metropolitana, sindaci dei capoluoghi di provincia e di Sanremo e Rapallo

Perché non un termovalorizzatore in Liguria?”: la sfida di Capurro a Regione e Comuni

Armando Ezio Capurro, docente universitario e imprenditore, già sindaco di Rapallo e consigliere regionale, interviene sul tema dell'inceneritore e lo fa con una lettera aperta alle istituzioni (Presidente della Regione, Sindaco di Genova e città metropolitana, sindaci dei capoluoghi di provincia e di Sanremo e Rapallo), che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

"Vi sarò grato se vorrete informare la popolazione da voi amministrata circa:
1)  la vostra posizione rispetto agli inceneritori e se lo prendereste nel vostro territorio
2) cosa state facendo per la sua realizzazione e dove lo collochereste
3) i tempi per la definizione della pratica e per inizio lavori e fine lavori

Mi pare non sia più possibile  aumentare la TARI anzichè diminuire i costi di smaltimento con un inceneritore (potrebbe essere realizzato in poco tempo nella ex centrale a carbone nel porto di Genova o a Savona??)

Nel resto del mondo, gli inceneritori non danneggiano l'ambiente e le città che li ospitano hanno i prezzi più alti degli appartamenti ( Montecarlo 40.000 euro a metro): delle due l'una: 
o ai ricchi piace respirare le diossine o gli inceneritori migliorano l'ambiente e riducono i costi della Tari o gli amministratori locali nseguono un consenso basato su cattive informazioni".

A corredo della sua esposizione, Capurro argomenta:
"I ricchi respirano diossina e sono contenti e pagano molto gli appartamenti (anche 40.000 euro a metro quadro, come a Montecarlo),  a Ginevra o a Vienna o a Copenaghen o a Tokio...., mentre i liguri respirano i gas delle discariche: difficile da capire.


Il Principato di Monaco gestisce il trattamento dei propri rifiuti tramite un impianto locale di valorizzazione energetica e incenerimento gestito dalla Société Monégasque d'Assainissement (SMA). Costruita nel 1980 nel quartiere di Fontvieille

Recentemente alcuni ricercatori del Centro Studi MatER sono stati in visita al nuovissimo termovalorizzatore di Copenaghen, situato nel centro della capitale danese. Oltre al moderno e innovativo aspetto architettonico, questa complessa opera ingegneristica si prospetta essere lo stato dell’arte attuale della tecnologia Waste-to-Energy, sia in termini di prestazioni energetiche che ambientali:

L'inceneritore di Ginevra è l'impianto di termovalorizzazione di Les Cheneviers, gestito dai Servizi industriali di Ginevra (SIG), attivo da quasi sessant'anni e noto anche per il particolare trasporto dei rifiuti via acqua tramite chiatte lungo il Rodano

Nella capitale austriaca, considerata una delle più ecologiche d'Europa, sorge una struttura che coniuga tecnologia, arte e tutela dell'ambiente. Questo è l'impianto di incenerimento dei rifiuti di Spittelau a Vienna. Non si tratta solo di una struttura infrastrutturale, ma di un vero e proprio simbolo di progettazione ecologica ed estetica urbana.

L'inceneritore di Nizza, ufficialmente noto come l'Unité de Valorisation Énergétique (UVE) de Nice e gestito tramite la struttura Arianeo, si trova al 33 di boulevard de l'Ariane. L'impianto tratta i rifiuti non riciclabili della Metropoli Nizza Costa Azzurra e li trasforma in energia elettrica e termica. [1, 2, 3]

Tokyo gestisce i suoi rifiuti con 19 moderni impianti di incenerimento avanzati situati nelle aree centrali, come il noto Toshima Incineration Plant. Questi termovalorizzatori sono sicuri, puliti, integrati nei quartieri urbani e riutilizzano il calore per riscaldare edifici, piscine e serre

In Giappone gli inceneritori sono moderni e sicuri. Spesso si trovano dentro le città e non puzzano. Bruciano i rifiuti per fare calore e luce. Molti di essi sono opere d'arte o musei aperti a tutti".

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