Bucci a Telenord: "Magari cambio idea e mi ricandido a sindaco". Poi rilancia il desalinizzatore per Genova

di Gilberto Volpara

Il presidente di Regione Liguria: "Cambiamento climatico senza precedenti? Non sono d'accordo, sono fasi cicliche"

A inizio estate aveva gettato nel panico gran parte del consiglio regionale: “Al termine del mandato non mi ricandido”. Era stata questa la dichiarazione del governatore ligure, Marco Bucci, rilasciata a “Io”, il format di Telenord, a bordo della sua barca a vela davanti alla costa di Genova.

Ora, torna sull’argomento. Lo fa all’interno di un’intervista per Radar, ancora, su Telenord: “Se il centro sinistra continuerà a trattarci in questo modo, asserendo falsità, chissà, magari cambio idea e mi candido alla prima elezione utile per il sindaco di Genova”. Gli si fa notare che la prima, in ordine di tempo, fa rima con Roma e le urne politiche: “Non penso proprio che mi riguarderanno”. Bucci ministro o al vertice di un’azienda statale perché no? “Per la seconda non faccio più il manager, serve un’altra mentalità. E non credo che nessuno venga a propormi un posto al governo”. Poi, però, fa capire che se dovesse succedere un pensiero a quell’eventualità, almeno, lo riserverebbe: “Cambiare idea fa parte dell’azione di un leader”.

Prospettive future, ma non troppo. Intanto, c’è il quotidiano. Quello di Marco Bucci fa rima con post vacanze nei mari di Liguria e del Tirreno tra isole e posti di pace: “Cerco sempre di fermarmi una notte a Capraia, meta incantevole e legata a Genova. È successo anche quest’estate”.

Già, una stagione torrida a livello atmosferico nel mezzo di un cambiamento climatico senza precedenti: “Non sono assolutamente d’accordo. A testimoniarlo c’è la transumanza che facevano 400 anni fa dal Colle del Lys sopra Gressoney. Se ci fosse stato ghiaccio non sarebbe stata possibile. Quando io facevo alpinismo, ossia 30 anni fa, lì, c’erano 52 metri di ghiaccio. Oggi, forse, saranno 35 ma sono cicli che la storia ci ha insegnato. Certo, concordo sul fatto che esista un problema ecologico di CO2 per un eccessivo riscaldamento, ma pensare che non sia mai successo è azzardato. Non possiamo cambiare il ciclo della Terra, la politica deve occuparsi d’altre cose”.

Da qui il ritorno d’attualità di un progetto definito pronto e rimasto fino a oggi nel cassetto: il desalinizzatore per Genova, strumento potenzialmente utile anche per l’agricoltura del Nord Ovest alle prese con una siccità sempre più prolungata. Bucci: “Si tratta d’utilizzare l’acqua che esce dai depuratori e finisce in mare. Questa, assieme alla stessa quantità d’acqua salata può dare benefici concreti all’irrigazione agricola o industriale, ma servono 350 milioni di euro dal governo per un investimento da realizzare sulle rive di Genova”.

Poi, ancora in chiave, ambientale il tema rifiuti: “Noi non facciamo inceneritori, ma un termovalorizzatore. Dove? Fin quando il Comune di Genova non scriverà qualcosa di differente per me resta favorevole a ospitare l’impianto. L’ente l’ha scritto con lettera ufficiale nel 2024”. Scusi, ma chi era il sindaco? “Ero io, ma se la pensano in modo differente abbiano il coraggio di dirlo. Il termovalorizzatore serve e consente un risparmio sulla Tari oltre che la chiusura del ciclo. Un buon amministratore dovrebbe saperlo”.

Infine, i temi più gettonati delle ultime settimane: “Amt? La Regione ha fatto tutto il possibile con 40 milioni di euro sulla parte capitale e 110 milioni all’anno per 5 anni sulle spese strutturali. È il 30% in più rispetto agli ultimi 8 anni. Ma i cittadini e il servizio vanno difesi. Ponte Morandi? Se qualcuno dice che è stato un accordo al ribasso si informi perché asserire questo significa essere disinformati. Quanto proposto in origine era un decimo dell’ottenuto. Se poi ci sono idee ulteriori, sempre a disposizione”.

Obiettivi dell’autunno: conclusione della riforma sanitaria – “ci sono risorse per implementare organici – diga e mantenimento d’alto valore sul turismo, compreso quello d’entroterra. Ecco, appunto: l’interno. Il simbolo per antonomasia resta al palo. Riferimento, il Trenino di Casella. Il presidente ribatte: “Andate a chiederne conto a Amt e agli azionisti, Comune di Genova in primis”.

All’orizzonte già le politiche che qualche scrollone potranno regalarlo anche alle dinamiche regionali: “Vannacci? Non ho letto il programma, non mi interessano le dinamiche dei partiti. Utile al centro destra? Non mi occupo di queste cose, nella nostra maggioranza non c’è”.

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