Genova: Maresca (FN) elogia Decima Mas, protestano Pd e Anpi

di R.P.

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Pd: parole indegne. Anpi: il porto fu salvato dai partigiani. Pozzolo: la storia non è proprietà privata della sinistra

Genova: Maresca (FN) elogia Decima Mas, protestano Pd e Anpi

E' polemica a Genova per un post sui social di Francesco Maresca, consigliere comunale di Futuro Nazionale. "La Decima Mas salvò il porto di Genova" si legge nella bacheca con tanto di immagine creata con l'intelligenza artificiale. Parole che hanno indignato il Pd e l'Anpi.

    "Chi pensa che il fondo sia stato toccato, ogni giorno con gli emuli di Vannacci resta deluso. Oggi è il turno del consigliere comunale Maresca, che riesce a sostenere senza vergogna che Genova debba gratitudine ai criminali della X Mas - sottolinea Simone D'Angelo, consigliere regionale Pd - è indegno che chi siede nelle istituzioni democratiche riscriva la storia per trasformare criminali nazifascisti in eroi".

    La storia rievocata da Maresca dice che il generale tedesco Gunther Meinhold si rifiutò di eseguire l'ordine di Hitler di fare esplodere il porto di Genova che era stato già minato. "Genova e il suo porto furono salvati dal Comitato di liberazione nazionale - rimarca l'Anpi di Genova - dai lavoratori e dal cardinale Boetto. Mai si è ascoltata una falsità storica di questo genere per cercare qualche consenso sui social e preparare una campagna elettorale all'insegna dell'odio e delle falsità". L'Anpi ricorda che "all'Hotel Columbia il maggiore della X Mas Arillo firmò la resa delle truppe repubblichine: altro che il salvataggio del porto! Fu una resa di fronte ad una sconfitta totale e assoluta delle camicie nere, questa è la Storia. Se i "futuristi" vogliono raccontarne un'altra, evitino almeno il senso del ridicolo".

Sulla vicenda interviene Emanuele Pozzolo, parlamentare di FN, respingendo le accuse di “falso storico” mosse da PD e ANPI. Secondo Pozzolo, la vicenda del salvataggio del porto di Genova nel dopoguerra sarebbe documentata da una Commissione d’inchiesta, testimonianze e documenti dell’epoca, che attesterebbero anche il ruolo di Mario Arillo e della Xª MAS. “Gli atti restituiscono una vicenda assai più complessa di quella che oggi PD e ANPI vorrebbero raccontare”, si legge nel comunicato, che invita a contestare eventualmente le fonti nel merito anziché definirle false. “La storia non è proprietà privata dell’ANPI. Non è proprietà privata del PD”, conclude il testo, chiedendo di superare quella che viene definita una “verità a senso unico”.

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