Parco delle Dune, tra incompiutezze e rilancio: l’appello di Roberto Ferrando

di Claudio Baffico

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Il vicepresidente di municipio parla a Telenord

Parco delle Dune, tra incompiutezze e rilancio: l’appello di Roberto Ferrando

Il Parco delle Dune, situato nel tratto terminale del canale di calma di Prà,  continua a vivere una fase di profonda criticità. A denunciarlo è Roberto Ferrando, vicepresidente del Municipio Ponente, che, in esclusiva a Telenord, ripercorre le tappe di un progetto dalle grandi potenzialità ma ancora lontano dall’essere pienamente fruibile. Tra mancanza di collaudi, assenza di servizi essenziali e danni causati dal maltempo, l’obiettivo resta uno solo: restituire finalmente questo spazio alla cittadinanza.

"Il Parco delle Dune è, di fatto, un’opera incompiuta: mancano i contratti di servizio e, purtroppo, non è mai stato nemmeno collaudato - spiega Ferrando -  perché, sotto elezioni, la precedente amministrazione aveva fretta di sfruttare e inaugurare questo bel lavoro, convinta che non fosse complicato gestirlo. In realtà il parco ha peculiarità non trascurabili che impongono la massima cura e attenzione".

Secondo il vicepresidente del Municipio Ponente, gli impegni gravosi non terminano qui: "Non parliamo di una semplice area verde, come se ne possono trovare tante in città e dove è sufficiente una gestione di routine. Qui ci sono specie di piante e fiori che bisogna conoscere e seguire in maniera appropriata. Servono giardinieri capaci e competenti, in grado di occuparsi adeguatamente di questo contesto".

A complicare ulteriormente la situazione c’è l’assenza dei servizi essenziali. "Ad oggi non è stata ancora collegata né l’acqua né la corrente elettrica, e questo significa che il parco può essere vissuto solo parzialmente e soltanto di giorno. È davvero un peccato - sottolinea Ferrando - Servono interventi urgenti per restituirlo alla cittadinanza e consentirgli di diventare un luogo apprezzato e frequentato".

Ferrando ribadisce poi la necessità di procedere con il collaudo dell’opera. "Ripeto: serve un collaudo per valutare il parco nella sua interezza, scongiurare eventuali pericoli e permettere che si trasformi rapidamente da un’area abbandonata a sé stessa a un’attrazione per il quartiere. Ne ha tutte le caratteristiche e le qualità per riuscirci".

Negli scorsi mesi il Parco delle Dune è stato anche colpito da un evento atmosferico eccezionale: "Abbiamo vissuto un altro momento di criticità quando una tromba marina ha danneggiato la passeggiata a seguito della caduta di un container - ricorda Ferrando - Per fortuna le conseguenze hanno riguardato solo la ringhiera, che dovrà essere sostituita nella parte colpita, e l’abbattimento di alcuni alberi, che andranno ripiantumati per restituire all’area il colpo d’occhio originario e il necessario decoro".

Un episodio che ha attirato l’attenzione anche dell’amministrazione comunale. «È una situazione che non ha lasciato insensibile neppure la sindaca Silvia Salis - rivela il vicepresidente - che ha effettuato un sopralluogo per valutare la situazione, conoscerne i risvolti e aiutarci a fare un passo avanti verso la definitiva messa in sicurezza e valorizzazione del parco".

Ferrando difende infine il senso e la funzione dell’opera. "La sua conformazione lo rende unico e speciale: le dune servono a nascondere la visuale sui container e a ridurre il rumore. La presenza del porto così vicino è un dato di fatto con cui dobbiamo convivere, anche perché dà da mangiare a tante famiglie. Il Parco delle Dune è nato proprio come opera risarcitoria per la comunità".

E conclude con un appello alle istituzioni: "Adesso la palla passa al Comune. Mi auguro e sono convinto che possa aiutarci a risolvere i problemi ancora in essere e ad accelerare i tempi. Bisognerà creare un tavolo di lavoro e noi siamo a completa disposizione per favorire una rapida soluzione. Tutti vogliamo poter vivere e godere fino in fondo di questo parco, cosa che purtroppo non è ancora stata possibile".

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