Palazzo Ducale, Solenghi porta in scena la 'Città dei Poeti' nel centenario della Grande Genova

di steris

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A Palazzo Ducale 43 poesie per raccontare la "Grande Genova". Con Solenghi, Roberto Alinghieri e Mauro Pirovano. Coordina il professor Francesco De Nicola

Palazzo Ducale, Solenghi porta in scena la 'Città dei Poeti' nel centenario della Grande Genova

Tullio Solenghi, insieme agli attori Roberto Alinghieri e Mauro Pirovano e al professor Francesco De Nicola, guiderà il pubblico in un viaggio poetico attraverso Genova, da Voltri a Nervi, dai carruggi al mare, con i versi dei grandi autori che hanno raccontato e amato la città.

 

L'appuntamento è giovedì 17 settembre alle ore 18.30 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, con Genova, la città dei poeti, iniziativa dedicata al centenario della nascita della "Grande Genova".

 

Solenghi, genovese e da sempre profondamente legato alla sua città, porta sul palco la sua sensibilità di attore e interprete per dare voce a 43 poesie, in lingua e in dialetto, dedicate a Genova. Un rapporto con la città che si rafforza anche attraverso il suo ruolo di componente del Comitato Scientifico di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, all'interno del quale contribuisce alle attività e alla riflessione culturale di una delle principali istituzioni culturali non soltanto della Liguria.

 

Il reading sarà un viaggio attraverso una Genova lontana dall'immagine da cartolina: una città colta attraverso il paesaggio, i suoi quartieri, il porto, le colline, i carruggi e il mare, ma soprattutto attraverso la sua profonda realtà umana.

 

Da Voltri a Nervi, con "incursioni" nel centro storico, il percorso seguirà le tracce lasciate dalla poesia lungo la città, incontrando le voci dei grandi autori genovesi e liguri e quelle di poeti che, arrivati a Genova da altre parti d'Italia, ne sono rimasti affascinati.

 

«Questa iniziativa – sottolinea la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella – racconta bene la direzione che stiamo portando avanti: un Palazzo non come semplice contenitore, ma come soggetto culturale vivo, capace di produrre cultura e di svolgere un ruolo civico. In questo percorso, la presenza di Tullio Solenghi – che fa parte anche del nostro Comitato scientifico – rappresenta per noi un elemento di particolare valore. È un artista di straordinaria caratura, formatosi al Teatro Stabile di Genova e diventato negli anni una delle figure più riconoscibili dello spettacolo italiano. La sua notorietà è legata anche alla straordinaria esperienza del Trio con Anna Marchesini e Massimo Lopez, che negli anni Ottanta ha contribuito a rinnovare profondamente la comicità italiana, ma Solenghi ha sempre mantenuto un forte legame con il teatro e con la sua città. È proprio questo rapporto con Genova, insieme alla sua autorevolezza artistica e alla capacità di dialogare con pubblici diversi, a rendere significativa la sua presenza. Un legame testimoniato anche dal lavoro dedicato a Gilberto Govi, di cui ha portato più volte in scena i capolavori, contribuendo a mantenere viva e a far conoscere a un pubblico nuovo una parte importante della tradizione teatrale e dell'identità culturale genovese. È anche a partire da questo forte legame con la città che nasce l'appuntamento dedicato alla poesia. Le 43 letture in programma, idealmente dedicate alle vittime del Ponte Morandi, conferiscono all'iniziativa un significato ancora più profondo e rappresentano un'occasione per custodire e condividere una memoria che appartiene a tutta la comunità. È questa la responsabilità che sentiamo: fare di Palazzo Ducale un luogo sempre più aperto, capace di offrire occasioni di riflessione, confronto e partecipazione».

 

Fu Francesco Petrarca, definendola "superba" e "città regale", il primo grande poeta a celebrare Genova. Secoli dopo, Giosuè Carducci, nella poesia dedicata a Mazzini, l'avrebbe definita un "marmoreo gigante". Nel Novecento, Genova diventa una presenza ancora più intensa nella poesia italiana: non semplice scenario, ma città viva, contraddittoria, popolare e colta, capace di entrare nei versi attraverso i suoi luoghi e la sua umanità.

 

Nel reading saranno presenti i versi di grandi poeti genovesi e liguri, da Eugenio Montale a Camillo Sbarbaro, da Edoardo Sanguineti a Gian Piero Testa, insieme a quelli di autori che, pur non essendo genovesi, hanno avuto con la città un rapporto particolare, come Guido Gozzano, Dino Campana e Giorgio Caproni.

 

Accanto ai nomi più conosciuti, il percorso riscoprirà anche autori meno frequentati, ma capaci di raccontare Genova con sguardi originali, come Nicola Ghiglione, poeta surreale e tra i primi a manifestare una sensibilità ecologista, e Riccardo Mannerini, figura importante nel percorso di Fabrizio De André, al quale contribuì ad aprire il mondo della poesia.

 

Non mancheranno le voci femminili di Elena Bono e Margherita Faustini, in un percorso che vuole restituire la pluralità degli sguardi con cui Genova è stata raccontata.

La scelta di presentare 43 poesie non è casuale. Il numero è un riferimento alle 43 vittime del crollo del ponte Morandi, alle quali l'iniziativa intende rendere un ideale e commosso omaggio.

 

Un ricordo che appartiene profondamente alla città e che nessun arco temporale potrà cancellare dalla memoria. Attraverso la poesia, Genova, la città dei poeti vuole così intrecciare memoria, cultura e identità cittadina, affidando ai versi il compito di mantenere vivo il ricordo.

 

Sul palco, Tullio Solenghi, Roberto Alinghieri e Mauro Pirovano si alterneranno al leggio, mentre Francesco De Nicola coordinerà il percorso, illustrando le analogie tra le poesie e i rispettivi "luoghi poetici" e delineando il profilo degli autori.

 

Un itinerario sentimentale e letterario attraverso la "Grande Genova", per ritrovare, verso dopo verso, una città che la poesia ha saputo raccontare nelle sue molte anime: la città di pietra e di mare, dei carruggi e dei grandi orizzonti, del porto e delle colline.

Una Genova che, attraverso la voce e l'interpretazione di Tullio Solenghi, torna a raccontarsi nella sua forma più intima e universale: quella della poesia.

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