Genova, architettura: "Salvo imprevisti", sei incontri al Ducale per raccontare le infrastrutture che hanno trasformato la città

di steris

3 min, 33 sec

Dal 16 settembre al 4 novembre, un viaggio nella storia della Grande Genova attraverso ferrovie, strade, reti di servizi, collegamenti aerei, porto e spazi pedonali

Un secolo di storia di Genova raccontato attraverso le infrastrutture che ne hanno accompagnato lo sviluppo, trasformandone il paesaggio, i quartieri e il modo di vivere e attraversare la città. È questo il filo conduttore di “Salvo imprevisti”, il ciclo di sei incontri promosso dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, nell’anno dedicato alle trasformazioni urbane e al centenario della Grande Genova.

Curato da Jacopo Baccani (autore delle foto) il ciclo si svolgerà dal 16 settembre al 4 novembre 2026, sempre alle 20.30, nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, con ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il titolo, “Salvo imprevisti”, richiama un’espressione particolarmente significativa nel rapporto, spesso complesso, tra Genova e le grandi trasformazioni urbane: un rapporto fatto di attese, ambizioni, ritardi e conseguenze inattese. Una storia che accompagna la città almeno dal 1926, quando la nascita della Grande Genova impose di ripensare collegamenti, reti e servizi per tenere insieme un territorio più vasto, compreso tra il mare e i rilievi.

Il ciclo ripercorre questa vicenda attraverso i tre elementi che più hanno condizionato lo sviluppo della città: la terra, attraversata dalle reti ferroviarie e stradali; l’acqua, intesa come via di comunicazione ma anche come risorsa da distribuire; e il cielo, teatro dei primi collegamenti aerei, dell’industria aeronautica e delle teleferiche industriali.

A fare da sfondo a queste trasformazioni è la cronica scarsità di spazio, una delle caratteristiche più profonde della geografia genovese. Nel corso del Novecento, la necessità di far convivere infrastrutture, attività produttive, abitazioni e spazi pubblici ha alimentato conflitti e compromessi, contribuendo a definire l’identità dei diversi quartieri. È anche all’origine della storica contrapposizione tra il Levante dei parchi e il Ponente delle industrie, una dicotomia che ancora oggi attraversa il dibattito sul futuro della città.

Il primo appuntamento, mercoledì 16 settembre, sarà affidato a Jacopo Baccani, che con “Genova rimossa – Il canto del cigno del trasporto su ferro” ripercorrerà il ruolo della rete tranviaria e ferroviaria nella costruzione e nella tenuta della Grande Genova, fino al suo progressivo ridimensionamento negli anni della motorizzazione di massa.

Mercoledì 23 settembre, Gian Luca Porcile parlerà di “Genova in coda – Nuove direttrici stradali e motorizzazione di massa”, analizzando le infrastrutture che hanno modellato profondamente il paesaggio genovese, da viale Brigate Partigiane e corso Italia alle autostrade urbane e alla Sopraelevata. Un sistema che ha tradotto nello spazio un’idea di città orientata al traffico privato e di cui oggi si avvertono sempre più chiaramente limiti e contraddizioni.

Mercoledì 30 settembre, Sara Rulli condurrà il pubblico dentro le reti dell’acqua, del gas e dell’elettricità con “Genova in bolletta – Grandi opere per acqua, luce e gas”. Un racconto delle infrastrutture che hanno reso possibile l’integrazione dei Comuni confluiti nella Grande Genova e sostenuto lo sviluppo industriale e territoriale della nuova città.

Mercoledì 7 ottobre, Antonio Lavarello presenterà “Genova a mezz’aria – Collegamenti aerei, industria aeronautica e teleferiche”, ripercorrendo progetti, ambizioni e vicende legati alla conquista del cielo, dagli idrovolanti all’industria aeronautica fino alle teleferiche industriali.

Mercoledì 14 ottobre, con “Genova in alto mare – Rotte atlantiche, cantieristica e attrezzature portuali”, Matteo Frulio ricostruirà il ruolo della città nella marina mercantile internazionale e la stagione dei grandi transatlantici, la Genova “Signora dei Mari” nata dall’incontro tra cantieristica, competenze tecniche e arti applicate.

Il ciclo si concluderà mercoledì 4 novembre con Caterina Tamagno e “Genova a spasso – Camminare in una città di spazi contesi”. Attraverso lo sguardo della paesaggista e l’esperienza del camminare, l’incontro esplorerà le cesure del territorio, dal Ponente industriale alle valli e al Levante costiero, per interrogarsi sulle possibili ricuciture della città del futuro.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.

Galleria