Padova SIR2: precisione e innovazione per il Lotto 2. Il contributo di GCF alla nuova linea tramviaria

di R.S.

5 min

Un’opera Pnrr che a fine luglio ha raggiunto tutti i target imposti dall’Europa per accedere al finanziamento.

Padova SIR2: precisione e innovazione per il Lotto 2. Il contributo di GCF alla nuova linea tramviaria

 Una piattaforma in calcestruzzo realizzata con precisione millimetrica, un sistema di guida su monorotaia, impianti di trazione elettrica e sottostazioni di alimentazione progettati come un unico sistema integrato. È il cuore tecnologico del Lotto 2 della nuova linea tranviaria SIR2 di Padova, dove GCF SpA ha realizzato le opere specialistiche che renderanno possibile l’esercizio della futura infrastruttura. Un’opera Pnrr che a fine luglio ha raggiunto tutti i target imposti dall’Europa per accedere al finanziamento.

Dal nodo ferroviario della stazione di Padova fino a Busa di Vigonza, passando per tribunale, università, polo fieristico, quartieri direzionali e futuro polo ospedaliero. Il Lotto 2 della nuova linea tranviaria SIR2 è molto più di una nuova linea tranviaria: è un sistema integrato nel quale opere civili, armamento e impianti tecnologici operano come un unico organismo.

A realizzare le opere specialistiche la GCF – Generale Costruzioni Ferroviarie che, in Raggruppamento Temporaneo di Imprese con Vittadello SpA (mandataria) e Sielte Trasporti Srl, ha contribuito alla realizzazione dell’ossatura tecnologica della nuova infrastruttura

La SIR2 (Sistema Intermedio a Rete) rappresenta il secondo asse della futura rete tranviaria SMART, destinata a collegare Rubano, il centro di Padova e Vigonza attraverso circa 16 chilometri di linea. Il progetto, inserito nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, completerà insieme alle linee SIR1 e SIR3 una rete integrata che convergerà sul nodo della stazione ferroviaria, favorendo l’intermodalità tra ferrovia, tram, autobus e mobilità dolce.

Il Lotto 2 interessa la tratta orientale dell’infrastruttura, sviluppandosi per circa sette chilometri dalla Stazione FS fino al capolinea di Busa di Vigonza, con una diramazione verso il futuro Nuovo Ospedale di Padova Est, e l’implementazione dell’attuale Deposito di Guizza, con la realizzazione di una nuova Rimessa, completamente dotata di tutti gli impianti per mantenere in carica in sicurezza i Tram, e la gestione con un sistema Smart centralizzo delle tre Linee SIR.

Il tracciato SIR2 si sviluppa interamente in ambiente urbano e attraversa alcuni dei principali poli urbani della città inserendosi prevalentemente in sede riservata per garantire continuità di esercizio, affidabilità e regolarità del servizio. La sua realizzazione mantiene la continuità della viabilità, dei sottoservizi e delle attività cittadine: un contesto che ha richiesto una pianificazione accurata delle fasi costruttive e un costante coordinamento tra opere civili, armamento ferroviario e impianti tecnologici.

Nel sistema Translohr adottato dalla SIR2 il veicolo non poggia su due rotaie come avviene in una ferrovia tradizionale, ma viaggia su pneumatici mantenendo la traiettoria grazie a un’unica rotaia centrale di guida sulla quale agiscono quattro rulli inclinati installati su ciascun asse del veicolo. Una soluzione che consente raggi minimi di curvatura pari a soli 10,5 metri, caratteristica che permette l’inserimento della linea anche nei contesti urbani più complessi mantenendo elevati livelli di comfort e sicurezza.

Per questo motivo nel sistema Translohr la piattaforma rappresenta il vero elemento strutturale centrale dell’infrastruttura. GCF ha realizzato una platea continua in calcestruzzo armato C35/45 che costituisce il supporto dell’intero sistema: larga 2,20 m e di spessore di 25 cm. è in grado di garantire elevata rigidezza, stabilità nel tempo e tolleranze geometriche estremamente contenute.
Al suo interno trova posto la nicchia destinata alla rotaia di guida, larga 20 cm e profonda 8 cm, integrata nella pavimentazione e allineata al piano di rotolamento con tolleranze millimetriche.

“L’armamento costituisce uno degli elementi tecnologicamente più innovativi dell’opera” sottolinea Fabrizio Carnevali, Direttore tecnico GCF che spiega: “La posa della monorotaia centrale ed il suo fissaggio tramite resina elastomerica hanno richiesto lavorazioni di altissima precisione. Le tolleranze ammesse tra il piano di rotolamento degli pneumatici e la testa della rotaia sono, infatti, dell’ordine di pochi millimetri. Lo stesso profilo di riempimento delle gole della rotaia è stato progettato per garantire, insieme al massimo fissaggio, uno spazio funzionale ottimale ai rulli di guida, oltre che il miglior isolamento elettrico e vibratorio della rotaia”.

Anche la finitura superficiale contribuisce alla funzionalità dell’infrastruttura: la piattaforma nelle aree urbane è stata realizzata con caratteristica colorazione rossa per identificare visivamente la sede tranviaria riservata e, per la sua intera estensione, è stata sottoposta ad un trattamento superficiale per garantirne l’alta aderenza.

Ad alimentare il sistema provvede una linea di contatto progettata specificamente per il sistema Translohr. La linea di contatto, composta da un solo filo sagomato in rame, trafilato duro, sagomato, della sezione di 120 mm² che corre in asse al binario è sostenuta da 640 pali di tipo Mannesmann o da pali H di volta in volta attrezzati con mensole, ritenute volanti, per sezioni trasversali e portici flessibili. A completare gli impianti di Trazione Elettrica della linea, inoltre, i sostegni, i sistemi di sezionamento e di messa a terra, oltre alle opere di protezione contro le correnti vaganti.

L’alimentazione dei convogli – con tensione nominale pari a 750V in corrente continua – è garantita da una rete di sottostazioni elettriche che trasformano e distribuiscono l’energia lungo l’intero tracciato, assicurando continuità di esercizio e affidabilità dell’infrastruttura.

Con il Lotto 2 della SIR2, Padova compie un ulteriore passo verso una mobilità urbana sempre più sostenibile, integrata e intermodale, in grado di soddisfare una domanda di trasporto che è stata quantificata per il 2030 il 20 milioni di persone all’anno.

“E’ un progetto – sottolinea Giuseppe Brecciaroli, Amministratore Delegato di GCF – che evidenzia la capacità di GCF di operare come system contractor nelle infrastrutture tranviarie, integrando opere civili, armamento ferroviario e impianti di trazione elettrica in un unico processo costruttivo. Una sintesi di competenze che rappresenta uno dei principali punti di forza del Gruppo nella realizzazione di sistemi di trasporto pubblico ad alta tecnologia”.

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