Northern Sea Route, Parigi a TN: “Una rotta che cambierà la logistica e la geopolitica mondiale”
di Luca Pandimiglio
"L’Artico sta vivendo un momento unico nella sua storia: la regione è al centro di una competizione globale senza precedenti"
La Northern Sea Route, la rotta marittima di nord-est, sta diventando sempre più centrale negli scenari globali di commercio e geopolitica. A parlarne è Leonardo Parigi, direttore dell’Osservatorio Artico, che ha illustrato sviluppi, vantaggi e rischi legati a questo corridoio polare.
Parigi ha ricordato come il Mar Glaciale Artico stia cambiando rapidamente: lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo nuove rotte, con caratteristiche e complessità molto diverse tra loro. Il passaggio nord-ovest, lungo le coste canadesi, resta complesso e poco utilizzabile, mentre la Northern Sea Route, che attraversa le coste artiche russe fino ai porti europei, è già in funzione e in forte espansione.
Negli ultimi quindici anni, Russia e Cina hanno investito massicciamente nello sviluppo della rotta, sebbene i volumi attuali – circa 35 milioni di tonnellate di merci trasportate nel 2025 – siano ancora lontani dagli obiettivi russi di 80 milioni di tonnellate. La rotta offre vantaggi notevoli in termini di riduzione dei tempi di transito rispetto al canale di Suez, con un risparmio medio del 20-25% sul viaggio dalla Cina all’Europa, ma comporta anche costi aggiuntivi legati a assicurazioni, dazi e supporto logistico, comprese le navi rompighiaccio russe.
Un altro tema critico riguarda i rischi ambientali. L’Artico è una regione estremamente fragile e un incidente potrebbe avere impatti devastanti sull’ecosistema, sulla pesca locale e sull’economia delle comunità artiche. Le compagnie occidentali come MSC e Maersk hanno dichiarato di non voler utilizzare la rotta, mentre operatori cinesi e asiatici prevedono un aumento dei transiti già nel 2026.
Parigi ha inoltre ricordato l’importanza strategica della Groenlandia, un’isola semi-autonoma sotto la sovranità della Danimarca, che rappresenta un crocevia geopolitico per gli Stati Uniti e altri attori globali, sia per risorse naturali sia per posizionamento strategico.
Guardando al futuro, Parigi evidenzia gli ingenti investimenti russi nell’ammodernamento dei porti artici e delle infrastrutture logistiche – circa 20 miliardi di dollari negli ultimi vent’anni, e altri 20 previsti nei prossimi 15 anni – che rendono la Northern Sea Route un corridoio sempre più rilevante per Cina e altri paesi asiatici.
L’Italia si sta preparando a questo scenario con la nuova Strategia Nazionale per l’Artico, rilasciata il 16 gennaio 2026, che rafforza la cooperazione scientifica e commerciale con le nazioni nordiche e promuove missioni industriali per aziende italiane nei settori della cantieristica navale e delle telecomunicazioni satellitari. Da Genova, grazie al programma High North, la Marina Militare e l’Istituto Idrografico della Marina esplorano e mappano i fondali artici, contribuendo sia alla sicurezza della navigazione sia alla ricerca scientifica.
Secondo Parigi, l’Artico sta vivendo un momento unico nella sua storia: la regione è al centro di una competizione globale senza precedenti, che richiede preparazione e visione strategica da parte delle imprese e delle istituzioni italiane.
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