Nave con armi a Genova, i portuali sospendono lo sciopero: il carico sospetto resta a terra
di Fabio Canessa
1 min, 28 sec
Iniziate le operazioni sulla Bahri Yanbu, al terminal Gmt pacifisti in presidio
Per ora non saranno imbarcati i due generatori elettrici destinati alla Bahri Yanbu, la nave saudita che trasporta armi per il conflitto in Yemen ormeggiata nel porto di Genova. La decisione è arrivata durante il vertice in Prefettura con segretari e delegati della Cgil, il prefetto Fiamma Spena, il presidente del porto Paolo Emilio Signorini e il direttore del terminal Gmt, Paolo Ravà.
Finisce così lo sciopero della Compagnia unica dei camalli che avevano sospeso le operazioni in banchina a partire dal primo turno, alle 6 del mattino. Tutta la merce viene dunque imbarcata, eccetto i due gruppi elettrogeni.
I generatori, prodotti dalla ditta bresciana Teknel, sono stati dichiarati alla dogana come merce civile, ma secondo i portuali sono destinati all'impiego militare. La Prefettura, d'accordo col terminal e i sindacati, ha fatto da mediatrice tra le parti consigliando di effettuare ulteriori accertamenti sul carico sospetto, che è stato trasferito al Centro Smistamento Merci del porto di Genova in attesa di essere ispezionato da Agenzia delle dogane e Capitaneria di porto. Probabilmente sarà trasferito alla Spezia, dove la nave è attesa nelle prossime ore.
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Lo sciopero era stato indetto dalla Filt Cgil, a cui è iscritta la maggior parte dei portuali, mentre il Collettivo autonomo dei portuali ha mantenuto il presidio all'ingresso del terminal, presidio al quale si sono unite la Cgil e alcune associazioni pacifiste tra cui Amnesty International.
"Abbiamo proclamato sciopero perché abbiamo scoperto che il materiale che dovremmo imbarcare è borderline", spiega Luigi Cianci delegato Filt Cgil della Compagnia unica, riferendosi a due generatori elettrici che potrebbero essere usati in campo militare. "Il sindacato e la compagnia intendono riaffermare la posizione emersa in assemblea: i lavoratori del porto di Genova non intendono imbarcare armi". Nessuno quindi opera a bordo della nave saudita.
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