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Nasce l'asse Genova-Venezia sulla Nautica: firmato l'accordo di cooperazione

di Alessandro Bacci

Bucci: "Vogliamo far sì che tutta Europa e magari tutto il mondo riescano a capire che i saloni belli come li facciamo noi non li fa nessuno"

Genova e Venezia alleate, dopo le storiche battaglie delle Repubbliche marinare, all'insegna dello sviluppo della nautica. Il sindaco di Genova Marco Bucci e quello di Venezia Luigi Brugnaro hanno firmato al Salone Nautico una collaborazione per promuovere il ruolo internazionale delle due città nella nautica, per realizzare progetti comuni, a partire dall'alleanza fra i due saloni nautici, per battere la concorrenza dei boat show esteri.

"Genova e Venezia si uniscono per la valorizzazione di un settore che cresce oltre il 20%, che ancora troppo poco fa da volano a una economia diffusa come quella dei porti e delle fiere che molto spesso regaliamo a Paesi stranieri" dice il presidente della Liguria Giovanni Toti. "L'Italia detiene il 60% del mercato mondiale, tante barche che produciamo in Italia sono vendute a Dusseldorf, Cannes, nel salone boutique di Montecarlo: crediamo che mettere insieme il grande salone generalista di Genova, concorrenza unica Francoforte, e il salone di Venezia che può sostituire quelli di Cannes e di Montecarlo, crei un asse in grado di supportare e tenere qui non solo la produzione ma anche la vendita".

"Oggi firmiamo il trattato di pace dopo la guerra con la Repubblica di Venezia" dice Bucci. "Siamo i numeri uno nella nautica, lo dimostrano i numeri, ma vogliamo essere i numeri uno anche nei saloni, vogliamo far sì che tutta Europa e magari tutto il mondo riescano a capire che i saloni belli come li facciamo noi non li fa nessuno". Brugnaro sottolinea l'obiettivo di costruire una rete di servizi alla nautica che attraversi tutta Italia. "Questo accordo riguarda molto il Sud - dice - perché per collegare Venezia e Genova col mare bisogna passare dal Sud e gli investimenti sulla nautica e sul porto nonché gli sgravi fiscali che servono ad avvantaggiare chi poi la barca la usa e la compra devono andare proprio lì, perché è lì che c'è l'unione fra le nostre due città e forse attraverso il mare riusciamo a costruire finalmente l'unità d'Italia".