Migranti a Struppa, Don Martino rassicura: "Hanno tutti un lavoro"
di Fabio Canessa
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Clima disteso dopo l'assemblea in Valbisagno, presenti tra il pubblico rappresentanti della Fiom
I migranti appena arrivati a Villa Ines hanno tutti un'occupazione lavorativa e in futuro sarà possibile coinvolgerli in progetti di volontariato per il quartiere. Lo ha detto don Giacomo Martino, responsabile dell'ufficio Migrantes della Diocesi di Genova, all'assemblea pubblica convocata dal Municipio Media Valbisagno per informare la cittadinanza dopo la riapertura del centro d'accoglienza a Struppa.
All'incontro nei locali della parrocchia di San Siro in via Creto c'era una cinquantina di persone. Tra il pubblico anche alcuni rappresentanti della Fiom, pronti a contestare eventuali esponenti dell'estrema destra che però non si sono presentati. Il clima, comunque, si è mantenuto sereno e disteso anche grazie alle rassicurazioni fornite da don Martino. Presente anche il presidente D'Avolio con l'assessore Comparini.
"I 50 ragazzi lavorano tutti, o con contratti da 10-15 ore o con una borsa lavoro, che funziona più o meno come un tirocinio", ha spiegato il sacerdote. Uno dei migranti, ad esempio, è saldatore alla Fincantieri di Sestri Ponente. "In genere hanno un mestiere in mano quindi hanno già fatto formazione, noi comunque spingeremo ancora di più sull'insegnamento dell'italiano".
L'età media degli ospiti di Villa Ines è 25 anni. Su un totale di 50, sono 40 quelli provenienti da altre strutture che hanno chiuso a causa delle ristrettezze imposte dal decreto Salvini, e una decina quelli trasferiti dal centro di Coronata per aiutare gli altri a integrarsi meglio.
Tra le preoccupazioni espresse dagli abitanti la questione degli orari serali. "La legge prevede che debbano stare all'interno dalle 23 alle 6, ma la Prefettura concede deroghe a chi deve muoversi in orari particolari per lavoro", ha proseguito don Martino. "Chi non rispetta le prescrizioni riceve un richiamo e al terzo rischia di vedersi revocare l'accoglienza", ha aggiunto Maurizio Aletti, presidente della cooperativa 'Un'altra storia' che gestirà la struttura.
A presidiare il centro ci saranno quattro operatori di giorno e uno fisso durante tutta la notte, "anche se coi tagli imposti dal ministero, nelle strutture di queste dimensioni è previsto che dalle 23 in poi non rimanga nessuno", ha puntualizzato don Martino. I migranti avranno in dotazione biglietti Amt per muoversi coi mezzi pubblici.
Alcuni consiglieri municipali hanno poi chiesto la possibilità di visitare la struttura: porte aperte da don Giacomo Martino che si attiverà per chiedere alla Prefettura l'autorizzazione necessaria.
Fabio Canessa
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