Migrante ucciso a Ventimiglia: confermato il fermo del 35enne sudanese, reo confesso

di Marco Innocenti

Mohammed Alfadel ha ammesso di aver colpito la vittima con almeno 5 coltellate in seguito al presunto furto di un telefonino tra il 26 e il 27 novembre

Migrante ucciso a Ventimiglia: confermato il fermo del 35enne sudanese, reo confesso

E' stato convalidato, stamani, in tribunale a Imperia, dal gip Anna Bonsignorio, il fermo di polizia giudiziaria emesso nei confronti di Mohammed Alfadel, il migrante sudanese di 35 anni, che nella notte tra venerdì 26 e sabato 27 novembre, a Ventimiglia, ha ucciso un proprio connazionale, di 23 anni, con diverse coltellate - almeno cinque - in seguito al presunto furto di un telefonino. Il delitto si è consumato sotto il cavalcavia di Roverino.

Nel corso dell'udienza, l'uomo ha risposto alle domande del gip, confermando i propri addebiti, ma facendo capire che la sua intenzione non era quella di uccidere. Il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere. Domani è prevista l'autopsia sul corpo della vittima.

Poco prima dell'omicidio Mohammed Alfadel aveva già accoltellato in modo superficiale un altro straniero, durante una lite in centro a Ventimiglia. Alla fine, l'uomo ha ammesso i propri addebiti ed ha accompagnato i militari in un capanno di fortuna nel canneto che costeggia il fiume e utilizzato come dimora provvisoria, a circa duecento metri dal luogo dell'omicidio, dove sono stati rinvenuti oggetti e indumenti ancora sporchi di sangue. Altre tracce ematiche erano state trovate lungo il percorso compiuto dal presunto aggressore e sarebbero riferibili alla lesione che l'aggressore ha riportato a una mano.