MEI e FISI celebrano Nino Bibbia: primo oro azzurro nella storia dei Giochi Invernali

di Stefano Rissetto

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Alle Olimpiadi Invernali di St. Moritz 1948 Bibbia conquistò la medaglia d’oro nello skeleton sulla storica Cresta Run

MEI e FISI celebrano Nino Bibbia: primo oro azzurro nella storia dei Giochi Invernali

Il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali, rende omaggio a una delle pagine più straordinarie dello sport italiano: la conquista della prima medaglia d’oro dell’Italia nella storia delle Olimpiadi Invernali, firmata da Nino Bibbia.


Nato a Bianzone, in provincia di Sondrio, Bibbia si trasferì a soli quindici anni con la famiglia a St. Moritz, culla degli sport invernali. Qui si appassionò immediatamente alle discipline del ghiaccio e, nel 1947, quasi per caso, si avvicinò allo skeleton – disciplina allora poco diffusa e inserita per la seconda volta nel programma olimpico. Il suo talento straordinario fu subito notato e segnalato ai dirigenti azzurri dal Alberto Bonacossa.


Alle Olimpiadi Invernali di St. Moritz 1948 Bibbia partecipò a tre competizioni: bob a due, bob a quattro e skeleton. Dopo l’ottavo posto nel bob a due, conquistò la medaglia d’oro nello skeleton sulla storica Cresta Run, chiudendo le sei discese con il tempo complessivo di 5’23”2 e precedendo Heaton e Crammond. Fu la prima medaglia d’oro dell’Italia nella storia dei Giochi Invernali, un risultato destinato a segnare l’inizio della grande tradizione olimpica azzurra.


“Una storia affascinante che ci ricorda come la vicenda dell’emigrazione italiana si intrecci indissolubilmente con la storia del nostro Paese, dialogando con l’attualità. Con il nostro Museo vogliamo far conoscere agli italiani questa impresa straordinaria, unendo idealmente la prima medaglia azzurra di Nino Bibbia a quelle che oggi la nostra nazionale sta conquistando verso Milano Cortina. Celebrarla nel giorno della finale maschile di skeleton è un ulteriore omaggio a un emigrante italiano veloce come il vento” – dichiara Paolo Masini, Presidente di Fondazione MEI.


La vittoria olimpica non rimase un episodio isolato: nel corso della carriera Bibbia si confermò ai vertici mondiali, conquistando il titolo per tre volte – nel 1955, 1959 e 1965 – e consolidando il proprio nome nella storia dello skeleton internazionale.


Scomparso nel 2013, all’età di 91 anni, ha lasciato un’eredità sportiva e umana straordinaria. Oggi la sua memoria vive nella Nino Bibbia Challenge Cup, competizione internazionale di skeleton che si disputa ogni anno a dicembre, e nella curva numero 10 della pista olimpica di bob, skeleton e slittino di Cesana Pariol, che porta il suo nome: un tratto di ghiaccio dedicato a chi ha scritto una pagina indelebile dello sport italiano.


Nei prossimi mesi, a Bianzone, sarà inaugurato un nuovo “Civico delle Radici” dedicato al campione, con una targa affissa alla casa che lo vide partire quindicenne. Il QR code presente sulla targa consentirà ai visitatori di scoprire la sua straordinaria storia.


In suo onore, all’interno del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana e attraverso i canali social dell’istituzione, saranno diffusi immagini e contenuti dedicati a quella prima, storica medaglia d’oro che ha segnato l’inizio della grande tradizione olimpica invernale italiana.

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